Quando le attività quotidiane diventano più difficili: i primi indizi sull'Alzheimer

Per molti anziani, la vita è piena di routine. Preparare la colazione, pagare le bollette, fare la spesa, guidare, gestire gli appuntamenti e tenere traccia dei farmaci sono compiti svolti quasi automaticamente. Per la maggior parte, queste routine si svolgono senza intoppi, ma per alcuni iniziano a insinuarsi piccole interruzioni. Queste piccole lotte contano. 


Forse si inizia dimenticando insolitamente di aggiungere un elemento alla lista della spesa o smarrendo un paio di occhiali. Forse un libretto degli assegni viene gestito male o una ricetta preferita diventa più difficile da seguire. Questi momenti possono essere liquidati come parte dell’invecchiamento o attribuiti a una mente impegnata. Tuttavia, quando queste nuove difficoltà persistono nel tempo, potrebbero non essere semplici frustrazioni minori; potrebbero essere i primi segni di qualcosa di molto più profondo.

 

Comprendere i cambiamenti funzionali

Il funzionamento quotidiano è una misura chiave dell’indipendenza, che riflette non solo la memoria, ma la coordinazione, la pianificazione e l’attenzione necessarie per affrontare la vita quotidiana. I cambiamenti in questo caso sono spesso impercettibili e possono passare inosservati ai familiari o agli operatori sanitari. I medici riconoscono da tempo che la perdita di indipendenza funzionale, come la difficoltà a svolgere le attività quotidiane, è un segno distintivo della demenza.


Infatti, fa parte dei criteri diagnostici formali per la demenza. Ciò che è meno considerato è che questi cambiamenti funzionali possono emergere anni prima che venga diagnosticata la demenza, fornendo un segnale precoce che il cervello potrebbe essere a rischio. Anche quando la memoria sembra intatta, nuove difficoltà persistenti nelle attività quotidiane possono indicare che il declino cognitivo sta iniziando in sordina.

 

Difficoltà persistenti o temporanee?

Studi recenti che hanno monitorato anziani senza demenza hanno scoperto che coloro che sperimentano difficoltà persistenti nelle attività della vita quotidiana (come preparare i pasti, fare la spesa o guidare) hanno di fronte un rischio maggiore di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA) negli anni a venire. Inoltre, questi disturbi persistenti sono collegati a marcatori biologici della malattia, rilevabili nel liquido spinale molto prima che la perdita di memoria diventi evidente. Al contrario, le difficoltà temporanee o occasionali non comportano lo stesso rischio.


Una delle intuizioni chiave di questa nuova ricerca è la differenza tra vuoti temporanei e cambiamenti funzionali persistenti. Sebbene quasi tutti smarriscano le chiavi o dimentichino un nome di tanto in tanto, i problemi cronici che persistono o peggiorano nel corso di mesi e anni possono rivelare rotture precoci nella capacità del cervello di coordinare compiti complessi. Queste rotture possono essere uno dei primi indicatori del fatto che il declino cognitivo è all’orizzonte, anche prima che i test cognitivi convenzionali possano rilevarlo.


Le famiglie, in particolare quelle che vivono o trascorrono del tempo quotidianamente con un anziano, sono spesso le prime a notare cambiamenti sottili ma costanti nelle funzioni, come momenti in cui la persona amata fatica a seguire un programma familiare, ricontrolla ogni passaggio in un processo che era una seconda natura o evita compiti che una volta erano routine. Riconoscere precocemente questi modelli può aiutare le famiglie a cercare valutazione, sostegno e pianificazione tempestivi.

 

Guardare oltre i test cognitivi

Questi risultati sottolineano anche il valore di integrare le valutazioni funzionali nell’assistenza sanitaria di routine. Tradizionalmente, le valutazioni cognitive si sono concentrate su test di memoria, attenzione o linguaggio. Più di recente, nelle linee guida sulla demenza sono state incluse valutazioni dei cambiamenti nel comportamento o dei sintomi neuropsichiatrici, anche nel valutare anziani cognitivamente integri.


Misurare la capacità di gestire la vita quotidiana può dare una finestra sulla salute del cervello che rappresenta un approccio pratico e potenzialmente più adattabile culturalmente alla diagnosi precoce rispetto alla valutaizone cognitiva. I test cognitivi standard possono essere influenzati dalla lingua, dall’istruzione o dall'ambiente culturale. Ad esempio, qualcuno potrebbe ottenere un punteggio inferiore semplicemente perché il test usa parole non familiari, presuppone un certo livello di istruzione o riflette norme culturali diverse dalle proprie.


Al contrario, l’osservazione dei cambiamenti nelle funzioni quotidiane nel corso del tempo si concentra sulle capacità della vita reale e può rivelare i primi segni di cambiamenti cerebrali, offrendo un modo pratico e ampiamente applicabile per rilevare i rischi.

 

Spostare l’attenzione su invecchiamento e salute del cervello

La storia delle difficoltà quotidiane come segnali premonitori mette in discussione la percezione comune dell’invecchiamento. Quella che sembra una normale dimenticanza può, in alcuni casi, essere un segnale per prestare maggiore attenzione. Questi sottili cambiamenti non sono fallimenti personali: sono indizi che indicano la necessità di cura, sostegno e consapevolezza.


È anche importante mantenere questo equilibrio: non tutte le difficoltà portano alla demenza e molti anziani mantengono la propria indipendenza senza sperimentare alcun declino nel funzionamento quotidiano. Ma per coloro le cui difficoltà persistono e si accumulano, lo schema è significativo. Sulla base delle ultime ricerche, è questa persistenza, piuttosto che le mancanze occasionali, ad essere fortemente collegata al futuro declino cognitivo e ai cambiamenti cerebrali associati al MA.


Spostando l’attenzione dalle dimenticanze episodiche ai cambiamenti funzionali continui, le famiglie e gli operatori sanitari possono agire prima. Le strategie di supporto, come semplificare le routine, usare promemoria o fornire assistenza nei compiti complessi, possono aiutare a mantenere l’indipendenza e fungere anche da forma di intervento precoce. Il riconoscimento precoce consente inoltre una migliore pianificazione, un accesso alle risorse e una valutazione medica tempestiva.

 

Una finestra sulla salute del cervello

In definitiva, la storia del cambiamento funzionale nell’invecchiamento è una storia di vigilanza e intuizione. Prestare attenzione a quelle che possono sembrare piccole difficoltà quotidiane può offrire uno sguardo sulla salute del cervello anni prima che la perdita di memoria diventi evidente. Ci ricorda che i modi sottili in cui la vita diventa più dura possono contenere informazioni vitali e che l’attenzione precoce ai cambiamenti persistenti può fare una differenza significativa nel corso dell’invecchiamento e della salute cognitiva. [...]

 

 

 


Fonte: Maryam Ghahremani (scienziata dei dati di ricerca) e Zahinoor Ismail (professore della facoltà di medicina), Università di Calgary

Pubblicato su The Conversation (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 



Notizie da non perdere

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

È l'alta intensità dell'esercizio, più della sua durata, a ridurre i…

10.04.2026 | Ricerche

Secondo una ricerca pubblicata sull'European Heart Journal, le persone che si impegnano anche sol...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)
We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.