Nuovo bersaglio cellulare per comprendere e curare l'Alzheimer

Mitochondrial marker TOMM20 red autophagosome marker LC3B green and co localization mark of both after image processing yellow in astrocytesMarcatori mitocondriali TOMM20 (rosso), marcatore autofagosoma LC3B (verde), e co-localizzazione di entrambi (giallo), negli astrociti di controllo (CTRL) e di Alzheimer (AD). Frecce indicano le aree con elevata co-localizzazione di entrambi i marcatori. (Fonte: Caceres-Palomo et al / J Neuroinflamm)

Ricercatori dell'Università di Málaga hanno fatto una scoperta pionieristica nella lotta contro il morbo di Alzheimer (MA), identificando negli astrociti un promettente bersaglio cellulare per lo sviluppo di future terapie. Lo studio dimostra, per la prima volta, la presenza di astrociti senescenti - cellule che, sebbene ancora vive, hanno perso la loro funzionalità - nel cervello dei pazienti con MA, stabilendo questo processo di invecchiamento cellulare come un meccanismo chiave nella neurodegenerazione.


Lo studio, pubblicato sul Journal of Neuroinflammation, è stato guidato dalla dott.ssa Antonia Gutiérrez, prof.ssa di Biologia Cellulare e Ricercatrice del gruppo NeuroAD, insieme al dott. Juan Antonio García León, professore di Biologia Cellulare.


Gli astrociti sono le cellule gliali più abbondanti nel cervello e hanno un ruolo essenziale nel mantenere e proteggere i neuroni, garantendone la sopravvivenza e il corretto funzionamento. Tuttavia, la ricerca rivela che nei pazienti portatori del genotipo associato al rischio più elevato di MA, l'APOE4, queste cellule subiscono un invecchiamento patologico prematuro.


“Abbiamo scoperto che questi astrociti danneggiati non solo perdono la capacità di proteggere i neuroni, ma adottano anche un profilo pro-infiammatorio che compromette gravemente la sopravvivenza neuronale”, spiegano gli autori.


Entrando in uno stato di senescenza, le cellule accumulano danni al DNA, mostrano alterazioni nei loro mitocondri, le 'fabbriche di energia' della cellula, e rilasciano molecole tossiche che amplificano l’infiammazione e il danno nel tessuto cerebrale.

 

Dalla pelle al cervello

Per giungere a queste conclusioni, il team ha impiegato una tecnologia all'avanguardia basata sulle 'cellule staminali pluripotenti indotte' (iPSC). Partendo da piccoli campioni di pelle dei pazienti, i ricercatori hanno riprogrammato queste cellule in laboratorio, trasformandole in astrociti umani funzionali. Questa strategia ha permesso loro di studiare i meccanismi della malattia direttamente nelle cellule umane, superando i limiti dei modelli animali, che non sempre riproducono accuratamente la complessità del cervello umano.


I risultati in vitro sono stati successivamente convalidati analizzando il tessuto cerebrale post-mortem dei pazienti con MA. Questo studio ha confermato che circa l'80% delle cellule che mostravano segni di invecchiamento precoce nella corteccia cerebrale erano astrociti, una percentuale significativamente più alta di quella osservata in individui sani della stessa età. Questi risultati rafforzano senza dubbio l’ipotesi che la senescenza degli astrociti non sia un fenomeno secondario, ma un elemento centrale nella progressione della malattia.

 

Verso nuove terapie

Questa scoperta è particolarmente rilevante data la mancanza di un trattamento efficace per curare o rallentare la progressione del MA, una malattia che colpisce più di 1,2 milioni di persone in Spagna. I risultati dello studio sono una nuova fonte di speranza basata sullo sviluppo di strategie terapeutiche innovative – come i farmaci senolitici – volte a eliminare o 'riprogrammare' questi astrociti invecchiati al fine di proteggere i neuroni e rallentare il declino cognitivo.

 

 

 


Fonte: Università di Malaga (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: L Caceres-Palomo, [+14], A Gutierrez. Human iPSC-derived APOE4/4 Alzheimer´s disease astrocytes exhibit a senescent and pro-inflammatory state that compromises neuronal support. J Neuroinfl, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Diagnosi di Alzheimer: prenditi del tempo per elaborarla, poi vai avanti con m…

4.12.2023 | Esperienze & Opinioni

Come posso accettare la diagnosi di Alzheimer?

Nathaniel Branden, compianto psicoterape...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)