Nell’accezione anglosassone, questo termine definisce "colui che presta le cure". Distinguiamo due figure:</p

  • il caregiver "informale", detto anche primary caregiver, può essere il figlio, il coniuge, più raramente un altro familiare o amico;
  • il caregiver "formale" è invece l’infermiere o qualsiasi altro professionista.

La persona che all’interno della famiglia si assume in modo principale il compito di cura e di assistenza al congiunto ammalato.
Il tempo dedicato dalcaregiver all’attività assistenziale può raggiungere l’equipollente di una giornata lavorativa, il che significa che nelle situazioni più gravi la funzione di caregiver diventa pressoché incompatibile con qualsiasi attività lavorativa. Anche per quanto riguarda l’attività di vigilanza/sorveglianza è richiesto molto tempo che aumenta con il progressivo avanzare della malattia. Il ruolo del familiare che si occupa dell’assistenza, in Italia, è principalmente svolto dalle donne (73.8%), generalmente mogli e figlie, che nei casi gravi, ospitano il malato in casa (65%). I caregiver si trovano in prevalenza in età attiva:

  • il 31% ha fino ai 45 anni
  • il 38% ha tra i 46 e i 60 anni
  • il 18% tra i 61 e i 70 anni
  • il 13% oltre i 70 anni

Dal punto di vista professionale le categorie più rappresentate sono: 32% pensionato, 28% casalinga, 21% impiegato o insegnante, 5,75% artigiano o commerciante e 4,45% dirigente/professionista. (dati Censis 1999).

 

Fonte: www.assistentisociali.org

 


  

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