Le misure tradizionali dell’interdizione e dell’inabilitazione, finalizzate a limitare la capacità di agire delle persone definite inferme di mente, da tempo apparivano inadeguate e venivano considerate addirittura dannose.

Il vantaggio di assicurare una rappresentanza o un’assistenza ai beneficiari non compensava il pregiudizio prodotto con l’annullare o ridurre rigidamente i loro diritti, senza avere considerazione dei diversi livelli di infermità...

 

L’amministrazione di sostegno
di Piercarlo Pazé, Procuratore della Repubblica per i minorenni di Torino

 

 

Fonte: Piercarlo Pazé su Altalex.com

 

 

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