Formare operatori di polizia per gestire i casi di demenza

Fare la prima colazione in un ristorante del Montana. Ecco dove credeva di essere l'uomo 84enne quando la sua famiglia e la polizia lo hanno trovato ai primi di gennaio. L'uomo di Houston, del quale era stata denunciata la scomparsa da almeno cinque ore, era effettivamente in un ristorante della stessa catena, ma lungo l'autostrada nei pressi di Sugar Land (a 3.000 km di distanza da dove credeva di essere).

Quasi un anno prima, all'uomo era stato diagnosticato l'Alzheimer di fase intermedia. Il pomeriggio è scomparso, si era allontanato dal campo da golf nella sua auto, ma non è mai arrivato a pranzo con la famiglia come previsto.


Darrin Buse, Houston Police OfficerIl caso è sembrato fin troppo familiare a Darrin Buse (foto a sinistra), funzionario della polizia di Houston (HPD) che lavora nella divisione delle persone scomparse da 17 anni. Buse sa che nei casi di Alzheimer o altri tipi di demenza, il tempo è essenziale. Fare ai parenti e ai caregiver le domande giuste può fare spesso la differenza tra trovare qualcuno vivo o morto.


Una delle prime cose che Buse ha chiesto alla famiglia dell'uomo è: quali ricordi o luoghi ha menzionato ultimamente? "Suo figlio ha detto, sai papà parlava di tornare a lavorare", ha ricordato Buse, che l'ha quindi incaricato di andare al vecchio posto di lavoro di suo padre. Poco dopo, hanno individuato l'automobile dell'uomo anziano nel parcheggio di un ristorante, molto vicino all'ufficio dove aveva lavorato anni prima.


Secondo l' Alzheimer's Association, sei persone su 10 affette da demenza si perdono. Con una popolazione che cresce e invecchia, e senza cura disponibile per la malattia, l'associazione stima che entro il 2050 il numero di coloro che soffrono di Alzheimer triplicherà fino a circa 15 milioni.

 

La formazione è imperativa

Doug Anders, Houston Police, Dipartimento Salute MentalePer questo motivo, le forze dell'ordine incroceranno un numero crescente di persone affette da demenza. Questo è ciò che ha ispirato Buse e Doug Anders (foto a sinistra) un altro funzionario dello stesso corpo di polizia, a creare un corso per addestrare gli agenti sul trattamento di casi di persone scomparse che coinvolgono l'Alzheimer e la demenza.

"E' un problema che abbiamo sempre avuto, ma sta progressivamente peggiorando", ha detto Buse. Finora quest'anno, la divisione persone scomparse ha ricevuto circa 35 segnalazioni riguardanti malati di Alzheimer o demenza, in aumento di oltre il 30 per cento sullo stesso periodo dello scorso anno, ha detto. Queste cifre non comprendono i rapporti in cui gli agenti di pattuglia sono stati in grado di individuare rapidamente la persona scomparsa prima che il caso passasse al grado superiore.


Gli agenti hanno collaborato con il locale capitolo dell'Associazione Alzheimer per progettare e gestire la sessione di formazione. "Dobbiamo iniziare ad occuparci del problema ora e questo è dove si orienta la nostra formazione", ha dichiarato Anders, in polizia da 31 anni, e che lavora nell'unità di salute mentale. "Svegliare sia il personale delle forze dell'ordine che la comunità dicendo, 'Hey gente questo è qualcosa che dobbiamo affrontare'."

 

Peggioramento del problema

Sono stati addestrati finora circa 2.000 agenti della HPD. Il corso è stato offerto anche nel resto della regione e si spera che sarà ampliato a livello nazionale per iniziativa dell'Alzheimer's Association con l'International Association dei capi della polizia, dice Anders. "La HPD sta davvero alzando l'asticella per le altre agenzie delle forze dell'ordine", ha detto Kelly McCann, responsabile dei programmi dell'Alzheimer's Association di Houston e del capitolo del Sud-Est Texas. "Hanno stabilito un nuovo standard e sono certamente fiducioso che altre autorità di contrasto si porteranno a quello standard".


Durante l'addestramento, la coppia insegna un protocollo per agenti per ottenere informazioni di base mancanti sulle schede personali o per un 'silver alert', un sistema di notifica pubblica utilizzato per trasmettere informazioni su anziani con Alzheimer scomparsi. Dicono anche agli agenti di fare domande dettagliate al caregiver sulle abitudini precedenti che la persona scomparsa può aver avuto. Chi soffre di Alzheimer può avere ricordi del passato e cominciare a sentirsi come se stesse vivendo in quei tempi. "Se devono andare a lavorare o stanno pensando che devono prendere i bambini che ora hanno 30 o 40 anni, andranno in quella scuola a prendere i bambini", ha detto.


Anders ricorda un caso in cui un uomo con demenza ha fatto irruzione in una casa, ha cucinato la cena e si è addormentato sul divano, dove il proprietario, tornato a casa, l'ha trovato. L'ha fatto tre volte, dice Anders. "Quella era la vecchia casa di sua madre, così lui continuava a tornarci e ad irrompere lì anche se sua madre non viveva lì da 20 anni", ha detto.


Essi consigliano gli agenti a cercare nei boschi circostanti e nei campi perché quelli con demenza sono spesso attratti da zone erbose. Buse ha detto anche che è importante sapere che chi soffre di Alzheimer spesso prende la via di minor resistenza quando viaggia, ma spesso non sente dolore o capisce le conseguenze. "Quando colpiscono una barricata o qualcosa che li fa girare, qualcosa che li farà prendere una decisione, o se esauriscono le energie, allora si bloccano", ha detto Buse. "Ma quel percorso di minor resistenza potrebbe passare attraverso qualche scontro".

 

Investire nei casi

Una delle questioni più importanti che devono capire gli agenti è che l'Alzheimer non è un peso solo per la persona malata, ma anche per i caregiver, dice Anders. "A volte solo il nostro ascoltare il caregiver, così che abbia qualcuno a cui raccontare ... può essere davvero un sollievo dello stress, e impedire che accadano altre cose", ha detto Anders.


Buse e Anders armano gli agenti anche con risorse di Alzheimer e suggerimenti da fornire ai caregivers che potrebbero aiutarli a prevenire futuri incidenti da vagabondaggio, come ad esempio l'installazione di allarmi delle porte o vestire il paziente di Alzheimer con abiti molto colorati che possono renderli facili da individuare. Soprattutto, Anders e Buse dicono che è importante che i funzionari che si occupano di una persona con Alzheimer scomparsa agiscano rapidamente, senza correre a far rapporto. "Prendersi tempo, imparare un po' della persona", dice Buse. "Non fare semplicemente un rapporto e passare al prossimo".

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Pubblicato da Anita Hassan in Chron.com il 4 Agosto 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.