Alzheimer: quanto presto vuoi sapere?

Sei smemorato ultimamente? Qualche difficoltà di concentrazione? Difficoltà a ricordare i nomi?


Se rispondi "sì" anche ad una sola di queste domande, è probabile che qualcuno voglia che tu vada ad una clinica per esaminare la tua memoria. E non è perché c'è un nuovo trattamento efficace per la demenza. Magari ci fosse.


La terapia per la demenza rimane un paesaggio desolante. E anche se sappiamo che alcuni fattori di rischio possono essere modificati (come il fumo), allo stesso tempo non c'è niente di abbastanza solido da essere una strategia di prevenzione precoce.


Tuttavia stiamo imparando la lezione dal libro di sensibilizzazione anti-cancro per farci coraggio e convincerci a credere che possiamo prevenire l'Alzheimer, ed accettare l'individuazione precoce, anche molto precoce.


Mi sembra che non siamo preparati per questo. Se viene fatta su di noi una diagnosi di Alzheimer o di una demenza qualsiasi, quasi tutti noi vorremmo saperlo: circa il 90%, secondo un recente studio e una revisione sistematica. Ma non è lo stesso che voler avere la diagnosi precocemente: lì i numeri a favore scendono drasticamente.


Al momento, le probabilità sono che la maggior parte di noi non potrà mai attraversare quel ponte da solo. E poichè le persone in genere sono più sane, potrebbero cadere anche le probabilità che una persona con rischio medio sia affetta da demenza di Alzheimer.


Ma il rovescio della medaglia delle campagne di diagnosi precoce è un'ondata di falsi positivi. Vale la pena farlo solo quando i benefici superano i danni inevitabili. La diagnosi precoce è intuitivamente convincente quando ha di fronte una malattia progressiva terribile. Fai qualcosa prima che sia troppo tardi. Ma, come ho scritto qui in precedenza, la speranza può prevalere sulla ragione.


Le apparenze possono ingannare. Quando si comincia ad allargare il gruppo di persone che sono diagnosticate, significa che si stanno diluendo i veri malati con molti che non si ammaleranno mai. Questo sembra che migliori automaticamente i risultati, alimentando l'impressione che le persone vengano aiutate.


Nel caso della demenza, la diagnosi tempestiva è ciò che la maggior parte di noi sembra volere. Sapere, prima di non sapere, ha causato della sofferenza intorno a noi, e quando abbiamo ancora tempo per prendere accordi. Però questo non è ciò che sta guidando la spinta alla diagnosi molto precoce. L'obiettivo dell'individuazione precoce è scoprire le persone così presto nello sviluppo della malattia che non sono ancora ammalate e, in definitiva, circa 25 anni prima, in mezza età, non in vecchiaia. Per quelli con una predisposizione genetica, forse anche prima.


Ma non solo non sappiamo se l'Alzheimer può essere rallentato nelle fasi iniziali, non sappiamo ancora dire chi lo avrà. Anche le migliori stime sono ancora piuttosto vaghe. Per le persone con decadimento cognitivo lieve (MCI), circa il 20-40% passerà alla demenza, ma circa il 10-40% tornerà alla cognizione normale.


Le scansioni cerebrali e le analisi del sangue o liquido cerebrospinale per i biomarcatori della demenza non sono abbastanza precisi così presto. Né la «US Preventive Services Task Force» né l'«UK National Screening Committee» consigliano lo screening degli anziani per MCI o demenza. E la maggior parte dei sostenitori della diagnosi precoce lo sta facendo per sostenere la ricerca, non per lo screening diffuso.


Ma c'è una forte spinta a farlo ora, come le cliniche di screening della "memoria" che ho menzionato prima. E nel Regno Unito, un'altra parte del Servizio Sanitario Nazionale riceve compensi in denaro per testare alcuni gruppi di persone per la demenza (comprese le persone con malattie cardiovascolari a partire dai 60 anni). Margaret McCartney, medico di Glasgow e autrice di The Patient Paradox, ha scritto in BMJ lo scorso anno: "La corsa alla diagnosi 'precoce' ha evitato un dialogo cruciale. Prima di cosa? Perché? Dovremmo puntare a diagnosi tempestive e consensuali nell'ambito di un dialogo ... Un risultato negativo di screening della demenza non significa che le persone non debbano pianificare il futuro".


La diagnosi precoce della demenza è più di una spada a doppio taglio. Le persone affette da demenza e i loro caregiver puntano ad un'altra preoccupazione: la convinzione montante che la malattia è prevenibile può aumentare il peso della vergogna e dello stigma? Questa è una preoccupazione ragionevole, secondo Claire Scodellaro e colleghi. Lo stigma di Alzheimer si scontra con lo stigma dell'invecchiamento, ed entrambi colpiscono di più le donne.


Secondo una ricerca di Elizabeth Peel, la copertura mediatica dell'Alzheimer e della sua prevenzione sta buttando benzina sul fuoco dello stigma, e anticipa la fede nei cambiamenti di stile di vita capaci di "tenere a bada la demenza", un precursore dell'incolpamento della vittima. Tenere il passo di questo ciclo di panico-colpa-campagna pubblicitaria è utile ad alcuni interessi. Ma dobbiamo cambiarlo.


In una valutazione del rischio dei pericoli della diagnosi precoce, Steve Iliffe e colleghi descrivono la diagnosi di demenza come "un porta verso il mondo dell'«incapacità mentale» in cui il comportamento viene interpretato come un segno della malattia, e la dimenticanza è dettagliata e monitorata".


Non dobbiamo indurre le persone a correre a capofitto verso di essa. La spinta a ridefinire i problemi cognitivi come "pre-demenza" è parte di un problema più ampio di espansione delle malattie attraverso la creazione di "pre-malattie". Questa variante, però, è una delle peggiori.

 

 

 

 

 


Fonte:  Hilda Bastian in Scientific American  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.