Affrontare lo stigma della demenza e il burnout del caregiver

La demenza è una condizione neurodegenerativa che colpisce la funzione cognitiva e, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, affligge 50 milioni di persone in tutto il mondo, con circa 10 milioni di nuovi casi di demenza diagnosticati ogni anno. Il morbo di Alzheimer (MA) ricade sotto il termine generico 'demenza' ed è il suo tipo più comune.


La demenza è essenzialmente un deterioramento del cervello, non un difetto del carattere o una debolezza della persona, e quando il cervello sta morendo commette errori. Un giorno una persona con demenza è in grado di fare qualcosa e il giorno dopo non più. Questo perché il cervello sta attraversando cambiamenti chimici e strutturali mentre lentamente si deteriora.


La demenza è generalmente una sindrome, non una malattia, ed è costituita da vari sintomi (difficoltà a pianificare e a prendere decisioni, perdere le cose, ritiro dalla socializzazione, cambiamenti di personalità o stato d'animo, sfide a capire informazioni) che influenzano la memoria, il ragionamento, le abilità cognitive e le attività quotidiane. Il MA, comunque, è una malattia progressiva del cervello.

 

Lo stigma della demenza

Lo stigma, specialmente per il linguaggio usato nel descrivere la demenza, può avere un effetto profondo sulla qualità delle cure che una persona con demenza riceverà. Lo stigma impedisce a molte persone con demenza di ricevere cure adeguate. Le persone con demenza possono auto-isolarsi, con conseguente depressione, ansia e, in casi estremi, suicidio.


Un modo per ridurre il linguaggio stigmatizzante è dire che una persona “vive con la demenza” piuttosto che “soffre di demenza”. Un altro esempio sta nel cambiare il termine “caregiver” con “socio di assistenza” (care partner). I familiari, i team di assistenza ed i pazienti sono insieme in questo viaggio, e una associazione tra loro è ciò che serve per ottenere i risultati migliori.


Le persone che vivono con demenza, storicamente, non sono stati visti come attivi, non partecipi consapevoli della loro assistenza e trattamento. Tuttavia, secondo uno studio del 2013, escludere i pazienti dalle decisioni può portare a depressione, frustrazione e rabbia, aggravando gli effetti della neuropatologia esistente e debilitando ancora di più la persona.


Il modo migliore per essere di supporto durante il viaggio è creare associazioni autentiche. Il collegamento e la relazione che hai con la persona con demenza è importante. Sii consapevole dei cambiamenti che la persona sta attraversando (cambiamenti nella vista, nel linguaggio, nel gusto e moto-sensoriali) e come questi cambiamenti si presentano in modo univoco in quella persona.


Impara a interagire e a supportare la persona che vive con demenza in un modo che onori la sua dignità e personalità. Invece di correggere la persona con demenza, cerca di convalidare la sua esperienza e operare dalla visuale basata sui suoi punti di forza. (“Stai tentando così duramente e fai il meglio che puoi”, piuttosto che “Perché non riesci mai a finire le frasi?”).


Se la persona si arrabbia con te, cerca di non farne una questione personale, perché la persona sa che ti sta trattando male. In molti casi, la persona con demenza non ha la capacità di essere ragionevole e razionale, le è arduo fare delle scelte, e ha meno controllo degli impulsi.


Arriva a conoscere la persona e vedi come può essere partecipe attiva nella sua assistenza e trattamento; forse puoi aggiustare la conformazione del suo ambiente di casa o chiedile quali sono le attività in cui vuole impegnarsi. Rendendo collaborativo il processo di cura, tutti potranno dare il meglio.

 

Assistere il Care Partner

I care partner familiari hanno un ruolo difficile. Devono essere di supporto sia emotivo che fisico. Ma chi si prende cura del care partner? Uno non può sempre riempire la tazza di qualcun altro senza reintegrare la propria. Qui è dove può intervenire un'agenzia di assistenza a domicilio.


Lo stress per il care partner è normale, e probabilmente prevedibile. La consapevolezza dello stress è un primo passo importante per ridurlo, ma ci sono altre cose da fare. Alcuni segni comuni che qualcuno può essere oberato di lavoro o non si sta prendendo cura di sé sono: rabbia persistente contro la persona con demenza, ritiro sociale, negazione che la persona abbia la demenza, sensibilità emotiva, grande stanchezza o burnout (esaurimento mentale e fisico), ansia, incapacità di concentrarsi o dimenticanza, mancanza di sonno e aumento dei problemi di salute.


Se noti questi sintomi nei familiari di un paziente, è importante raccomandare aiuto professionale. Esistono programmi comunitari che possono aiutare ad alleviare lo stress dei care partner familiari, come: un gruppo di supporto, il loro medico di famiglia o il medico di famiglia della persona con demenza, un'associazione Alzheimer o demenza, le organizzazioni della comunità (centri per anziani, banche alimentari, enti religiosi di beneficenza), l'assistente sociale del comune e un ente di sanità pubblica locale o regionale. Spesso puoi anche contattare il dipartimento di salute e benessere di una università per vedere se conosce eventuali risorse aggiuntive in zona.


Le famiglie devono considerare quando è il momento di passare all'assistenza di lungo termine. Questo tipo di pianificazione richiede tempo e ricerca, e le agenzie di assistenza a domicilio possono fornire una guida per le famiglie mentre pianificano. Ci sono opzioni di cura a lungo termine che forniscono caregiver supplementari durante il giorno o solo di notte, o che possono restare con il paziente a tempo pieno. Qualsiasi sia il livello di assistenza che si sceglie, la decisione dovrebbe togliere un certo stress dalla famiglia e dare un'assistenza più completa al paziente.


La demenza è una diagnosi difficile con cui convivere, ed è un viaggio non scelto. Grazie ai care partner, sia familiari che professionali, che diventano più consapevoli e informati, tutti quelli coinvolti nel viaggio possono trovare conforto, compagnia e gioia, consapevoli di avere davanti giorni migliori.

 

 

 


Fonte: Dawn Wiggins in HomeCare (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.