Il fumo restringe il cervello e aumenta il rischio di ictus

Morbo di alzheimer: più rischi per chi fumaMorbo di alzheimer: più rischi per chi fumaSappiamo che fumare tabacco aumenta il rischio di una persona di cancro, attacchi di cuore e ictus. Ma cosa sappiamo su quanto il fumo fa male al cervello?

Nel lontano 1848 il The Boston Medical and Surgical Journal descriveva il tabacco come un "passaggio di un'asta di ferro attraverso la testa". Questa affermazione non è un'esagerazione se si considerano gli effetti devastanti del fumo sul cervello.


Considerate che cosa c'è dentro una sigaretta. Il tabacco è solo uno dei molti ingredienti. Per creare il gusto di una sigaretta, vengono aggiunti aromi artificiali. Altri prodotti chimici vengono aggiunti per far bruciare più a lungo le sigarette. Delle 4.000 sostanze chimiche presenti in una sigaretta, circa 50 sono cancerogene. Le altre sono semplicemente velenose.


Un rapporto del 2000 presentato dal tossicologo Jefferson Fowles e dal scienziato Michael Bates della Nuova Zelanda elenca i componenti chimici nelle sigarette. Essi comprendono:

  • arsenico (che si trova nel veleno per topi)
  • cianuro (un veleno mortale)
  • ammoniaca (in materiali di pulizia)
  • acido solforico (nelle batterie delle auto)
  • DDT (insetticida).


I tre prodotti chimici più comuni sono il monossido di carbonio (gas di scarico auto), catrame (si fanno le strade e annerisce i polmoni), e la nicotina (usato negli spray anti insetti). È difficile immaginare che qualcuno voglia di proposito contaminare il proprio cervello con queste sostanze chimiche e veleni.


Il cervello è una creazione meravigliosa: ama, immagina, programma, crea bellissime poesie e inventa gli iPhone. Per funzionare, ha bisogno di un grande afflusso di sangue per nutrire i suoi 100 miliardi di neuroni. Il monossido di carbonio, gas tossico nel fumo di sigaretta, interferisce con il flusso di ossigeno nelle arterie del sangue. I livelli di monossido di carbonio sono significativamente più alti nel sangue dei fumatori; uno studio del 2004 pubblicato in Radiotherapy and Oncology ha scoperto che il monossido di carbonio riduce la capacità di trasportare ossigeno dei globuli rossi nei fumatori rispetto ai non fumatori.

 

Cosa fa il tabacco

Oltre a tagliare il rifornimento di sangue, il tabacco ha un composto che provoca infiammazione attaccando le cellule nervose sane, un processo che causa ulteriori danni, secondo una ricerca del 2009 pubblicata sul Journal of Neurochemistry. Il tabacco danneggia la struttura di base del cervello e altera la sua chimica. Pertanto, il bene più prezioso degli umani riceve un danno.

Nei fumatori si vede un calo della memoria, delle capacità verbali e matematiche. Vediamo anche minore attenzione e ragionamento, oltre a problemi con il controllo dell'umore. Questo declino cognitivo è una lama a doppio taglio, in quanto disabilita la capacità del fumatore di calcolare e ragionare sui probabili svantaggi per se stessi: per esempio che il fumo provoca il cancro. Gli altri intorno a loro sono, ovviamente, pienamente consapevoli dei rischi.

 

Restringimento cerebrale

Il fumo restringe il cervello attraverso la graduale distruzione dei neuroni e delle loro connessioni. Per un giovane che fuma questo significa un quoziente di intelligenza (IQ) inferiore. Questo effetto del fumo sull'IQ è stato confermato da un ampio studio su uomini di età tra 18 e 21 anni, pubblicato nel numero di febbraio 2010 di Addiction. Negli ultimi anni successivi della vita adulta, il fumo continua a ridurre il cervello e contribuisce alla demenza.

Diversi studi indicano che il fumo cronico porta un maggiore rischio per diversi tipi di demenza, in particolare l'Alzheimer. In effetti il fumo accelera l'invecchiamento del cervello. Uno studio olandese, pubblicato sulla rivista Neurology nel 1999, ha mostrato che il rischio di demenza di Alzheimer risulta significativamente più elevato nei fumatori, soprattutto negli uomini, rispetto ai non fumatori. In una nota di speranza, lo studio ha anche mostrato che i fumatori che smettono hanno una lieve diminuzione del rischio di demenza di Alzheimer.

La tecnologia moderna ci permette ora di guardare le immagini del cervello dei fumatori. Ciò che evidenzia la risonanza magnetica nel cervello di un fumatore è l'atrofia: il cervello si restringe di volume e densità. In effetti gli studi dimostrano che i fumatori hanno un minor volume di materia grigia e di densità nella corteccia pre-frontale. Più pacchetti di sigarette una persona fuma, maggiore è la perdita di materia cerebrale, secondo uno studio svolto al Veterans Affairs di Los Angeles e pubblicato nel numero di gennaio 2004 di Biological Psychiatry. La materia grigia è fondamentale. E' la casa dei neuroni che aiuta a far bene, come a scuola, e avere idee intelligenti nella carriera.

 

Il rischio di ictus

Un altro rischio del fumo: più che raddoppia il rischio di avere una emorragia cerebrale, secondo uno studio pubblicato su Stroke nel 2003. Il fumo raddoppia anche il rischio di avere un ictus, che è come un attacco di cuore del cervello. Succede quando il flusso normale del sangue al cervello si interrompe o a causa di un coagulo o perché si rompe un vaso sanguigno.

L'ictus può causare la morte, e può causare problemi debilitanti. Il rischio di ictus aumenta con il numero di sigarette fumate, secondo il Framingham Heart Study, pubblicato sul Journal of the American Medical Association nel 1988. In una nota di speranza, il rischio di ictus diminuisce significativamente dopo due anni dall'interruzione del fumo e dopo cinque anni il rischio scende al livello dei non fumatori.

 

Ci sono alcune cose nella vita che valgono il piacere. Altre no. Se fumi, chiediti: ne vale la pena?

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Maha AlattarScritto da Dott. Maha Alattar, neurologo, specialista del sonno e direttrice del programma ictus al Mary Washington Healthcare.

Pubblicato in Fredericksburg.com il 12 Agosto 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.