Interventi non farmacologici possono migliorare la vita dei pazienti con demenza

Clive Ballard

Una revisione della letteratura ha concluso che gli interventi non farmacologici consentono benefici clinicamente significativi ai pazienti con demenza.

Ma queste non sono attività che vanno bene per tutti i casi, ha detto il dottor Clive Ballard (foto) alla Conferenza Internazionale dell'Alzheimer's Association. Varie attività migliorano problemi diversi, portando alla possibilità di trattamento mirato.


"La reminiscenza migliora la depressione, ma nessun altro sintomo neuropsichiatrico. L'interazione sociale e le attività piacevoli migliorano l'agitazione, ma non l'umore", ha detto il Dott. Ballard, professore di malattie dell'anzianità al King 's College di Londra. "C'è una notevole quantità di dati emergenti che dimostra non solo che questi interventi sono utili, ma che possiamo indirizzare verso sintomi specifici". Gli interventi non farmacologici hanno diversi vantaggi per i pazienti che vivono in un contesto istituzionale: producono risultati, non hanno un carico di effetti fisici collaterali, e - cosa forse più importante - sono semplici. "Se si fa qualcosa in una casa di cura, deve essere semplice e pratico. Se non è semplice, non lo si può realizzare".


Il Dr. Ballard e i suoi colleghi hanno esaminato 56 studi di interventi non farmacologici progettati per migliorare l'assistenza alla demenza nelle case di riposo, 32 di questi sono pubblicati dal 2008, cosa che ha definito "molto incoraggiante". Gli studi variano molto nella durata, da 1 a 24 settimane. I ricercatori hanno raggruppato gli interventi in grandi categorie: interazione sociale, esercizio fisico, assistenza personalizzata e assistenza centrata sulla persona.

 

  • Dodici studi riguardavano l'uso della reminiscenza. Gli studi includono gruppi fino a 130 ospiti, ed sono durati in media 7 settimane. "I risultati sono incoraggianti, e il risultato più coerente riguarda la depressione", dove la maggioranza degli ospiti mostrano un miglioramento significativo, ha detto il Dr. Ballard. "C'è sempre più discussione sui benefici degli antidepressivi nel contesto della demenza, per cui è particolarmente incoraggiante che ci siano interventi non farmacologici" per la depressione, ha detto.
  • Cinque studi hanno esaminato il coinvolgimento degli ospiti nelle attività piacevoli, la lunghezza media dell'intervento è stata di 3,5 settimane. "Tutti i quattro studi che hanno esaminato l'agitazione come risultato, hanno mostrato un beneficio significativo", ha detto il Dr. Ballard. "C'è una evidenza meno chiara dell'effetto nella depressione. Uno studio riporta anche un miglioramento nell'apatia".
  • Sette studi hanno esaminato i benefici dell'attività fisica, con una lunghezza media di 16 settimane. "C'è stato qualche evidenza di miglioramento della depressione, ma era marginale, due di questi indicano un beneficio e tre no. Nessuno degli studi ha dimostrato che qualsiasi altra condizione neuropsichiatrica fosse migliorata". Gli ospiti che si sono esercitati, tuttavia, mostrano miglioramenti nella deambulazione e nella mobilità.

 

  • Ci sono stati 10 gli studi sulla musica personalizzata. I risultati "non sono molto coerenti", come quelli degli studi in cui i pazienti erano impegnati in attività piacevoli, ma quattro dei sette che hanno esaminato l'agitazione ha mostrato un beneficio significativo. Non c'era alcun beneficio per la depressione. "Questa è una cosa molto semplice da fare - può essere utilizzata come strumento di reminiscenza o semplicemente con qualcuno che resta seduto con i pazienti e ascoltare insieme la musica che piace a questi ultimi".

 

  • Due studi clinici hanno esaminato l'assistenza "centrata sulla persona" - l'assistenza che viene personalizzata in base alle preferenze e agli obiettivi del paziente. Questi studi hanno confrontato l'assistenza centrata sulla persona, con quella solita.
    • Uno era uno studio di 4 mesi su quasi 300 pazienti. Ci sono stati miglioramenti significativi nell'agitazione, ma nessuna riduzione nell'uso degli antipsicotici. "L'effetto sulla qualità della vita è stato marginale" ha detto il Dott. Ballard.
    • Il secondo era un intervento di 10 mesi che confrontava sei strutture che incorporavano l'assistenza centrata sulla persona e sei con l'assistenza consueta. "Questo ha mostrato un dimezzamento dell'uso di farmaci antipsicotici, senza alcun peggioramento dei sintomi. Ma non c'era un miglioramento complessivo del comportamento", ha detto. Tuttavia, 42 pazienti del gruppo attivo, che assumevano farmaci antipsicotici al basale, hanno mostrato un ritiro sociale significativamente inferiore al progredire dello studio, ha detto il Dr. Ballard. "La loro interazione sociale, l'attività, e il benessere generale sono aumentati significativamente. È sembrato che fermare gli antipsicotici abbia portato a un miglioramento della loro qualità della vita, ma non c'era probabilmente molto miglioramento in quelli che non assumevano antipsicotici all'inizio".

 

E' difficile dire perché i programmi migliorano il comportamento e il benessere, ma il dottor Ballard ha detto che una risposta può venire da un triste dato di fatto: "Abbiamo fatto due studi di mappatura dell'assistenza della demenza, che hanno coinvolto circa 1.000 pazienti in 30 strutture. Gli ospiti sono stati osservati ogni 5 minuti sulle 6 ore di veglia, per accertare la quantità di tempo speso in interazioni sociali con gli altri residenti o con il personale. E' stato in totale circa 2 minuti. Se qualcuno passa la vita seduto da solo tutto il giorno, con solo 2 minuti di interazione con un altro essere umano, nessun farmaco risolverà il problema".


Il Dr. Ballard ha svelato rapporti finanziari con numerose case farmaceutiche.

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Pubblicato da Michelle G. Sullivan in Clinical Psychiatry News il 7 Agosto 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:




Notizie da non perdere

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.