L'IA distingue l'LBD dall'Alzheimer dai cambiamenti nell'espressione emotiva vocale

Ricercatori dell'Università di Tsukuba (Giappone) e di IBM Research hanno identificato nella demenza da corpi di Lewy, per la prima volta, una riduzione specifica per malattia nell'espressività emotiva, quantificando l'espressione vocale delle emozioni con tecniche di rete neurale profonda.


Questa riduzione delle espressioni emotive vocali era associata alla compromissione cognitiva e all'atrofia in una regione specifica del cervello e potrebbe servire da fattore distintivo per gli individui con demenza da corpi di Lewy.


La demenza da corpi di Lewy è la seconda demenza neurodegenerativa per diffusione dopo il morbo di Alzheimer (MA). Progredisce più velocemente e ha una gamma più ampia di sintomi rispetto ad altre forme di demenza, diminuendo significativamente la qualità di vita dei pazienti (QdV). Tuttavia, a causa dei sintomi sovrapposti con altre malattie (come il MA) e della disponibilità limitata di medici specializzati e strutture, la demenza da corpo di Lewy spesso non viene diagnosticata.


Una riduzione dell'espressione emotiva - un sintomo tipico nei pazienti con demenza - danneggia la QdV, ad esempio, compromettendo la comunicazione quotidiana e influenzando negativamente la salute mentale. Nonostante la sua importanza, nessuno studio ha esaminato obiettivamente e quantitativamente l'espressione emotiva negli individui con demenza da corpi di Lewy.


Qui, sono stati raccolti dati vocali durante la lettura di una storia da parte di persone con demenza da corpi di Lewy e con MA e confrontati con quelli di anziani cognitivamente sani (gruppo di controllo). L'espressione emotiva vocale è stata confrontata quantitativamente usando un modello di riconoscimento delle emozioni basato sull'apprendimento profondo.


I risultati hanno rivelato che il gruppo demenza da corpi di Lewy aveva espressioni emotive più negative e più calme e meno espressività complessiva rispetto ai gruppi MA e controllo. Questa riduzione era associata a compromissione cognitiva e atrofia della corteccia insulare, entrambi elementi tipici degli individui con demenza da corpi di Lewy.


Inoltre, l'analisi automatizzata delle espressioni emotive vocali ha dimostrato il potenziale dell'espressione emotiva vocale di differenziare gli individui con demenza da corpi di Lewy da altri gruppi. L'uso di reti neurali profonde per analizzare l'espressione emotiva vocale può potenzialmente facilitare la rilevazione precoce e l'erogazione di cure adeguate per la demenza da corpi di Lewy.

 

 

 


Fonte: University of Tsukuba (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: M Kobayashi, [+5], T Arai. Vocal expression of emotions discriminates dementia with Lewy bodies from Alzheimer's disease. Alzheimer's Dement., 2024, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Menopausa precoce e terapia ormonale ritardata alzano il rischio di Alzheimer

17.04.2023 | Ricerche

Le donne hanno più probabilità degli uomini di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA), e ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.