Disfunzione mitocondriale collegata a insorgenza e risposta al trattamento dell'Alzheimer

mitochondria

I cambiamenti nel modo in cui le cellule cerebrali generano energia possono guidare lo sviluppo del morbo di Alzheimer (MA) e influenzare il modo in cui i pazienti rispondono alla terapia, secondo un nuovo studio di ricercatori della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota/USA). I risultati, pubblicati su Alzheimer's & Dementia, mettono in evidenza il complesso mitocondriale I - una componente critica della produzione di energia cellulare - sia come contributo alla progressione della malattia che come obiettivo promettente per nuovi trattamenti.


Il team della Mayo Clinic, guidato dall'autrice senior Eugenia Trushina PhD, ha scoperto che i guasti nell'attività del complesso I possono innescare modelli di espressione genica comuni del MA. I ricercatori hanno dimostrato che l'uso di piccole molecole per regolare delicatamente le funzioni del complesso I può aiutare ad attivare meccanismi protettivi nelle cellule cerebrali.


"Questa ricerca offre nuovi indizi su come inizia il MA e mostra un nuovo percorso promettente per lo sviluppo di trattamenti migliori e più personalizzati", afferma la dott.ssa Trushina, ricercatrice delle malattie neurodegenerative.


I mitocondri, spesso descritti come centrale energetica della cellula, producono l'energia necessaria per una corretta funzione cellulare. Nei neuroni, che hanno esigenze di energia particolarmente elevate, la disfunzione mitocondriale può avere conseguenze devastanti. I ricercatori della Mayo Clinic hanno scoperto che quando il complesso I non funziona correttamente, sconvolge il modo in cui le cellule cerebrali gestiscono l'energia e rispondono allo stress, cambiamenti che assomigliano a quelli osservati nel cervello delle persone con MA.


Utilizzando modelli sperimentali e strumenti molecolari e computazionali avanzati, il team ha mostrato che una lieve modulazione dell'attività del complesso I con piccole molecole appositamente progettate ha aiutato i neuroni a lanciare risposte protettive, come la riduzione dell'infiammazione e il miglioramento dell'equilibrio energetico.


È interessante la loro scoperta che maschi e femmine hanno risposto in modo diverso a questi trattamenti, suggerendo la necessità di approcci specifici per sesso alla terapia.


"Questo effetto dipendente dal sesso è intrigante"
, afferma la dott.ssa Trushina. "Suggerisce che le terapie future dovrebbero essere progettate per sesso, specialmente per una malattia come il MA che colpisce uomini e donne in modo diverso".


Gli attuali trattamenti per il MA si concentrano principalmente sulla gestione dei sintomi o puntano cambiamenti specifici nel cervello come le placche amiloidi e i grovigli tau. Tuttavia, questi approcci hanno visto un successo limitato per arrestare la progressione della malattia. Il nuovo studio indica la disfunzione mitocondriale come possibile scatenante a monte: uno che può iniziare molto prima che emergano i sintomi cognitivi.


"Questo studio ci fa capire meglio gli eventi cellulari che scatenano il MA e, soprattutto, come potremmo intervenire per rallentare o prevenirne la progressione", afferma la dott.ssa Trushina. "I nostri risultati aprono le porte a una nuova classe di farmaci che funzionano proteggendo l'approvvigionamento energetico del cervello e tamponandolo da cambiamenti precoci legati alle malattie".

 

 

 


Fonte: Marla Broadfoot PhD in Mayo Clinic (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: H Gao, [+11], E Trushina. Mitochondrial complex I deficiency induces Alzheimer's disease–like signatures that are reversible by targeted therapy. Alz&Dem, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

Notizie da non perdere

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

[Dana Territo] Studi indicano che l'aromaterapia può avere benefici signi…

29.01.2026 | Esperienze & Opinioni

"L’aromaterapia può dare benefici a chi soffre di Alzheimer?"

Il termine 'aromat...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)