Come lavorano insieme amiloide e tau per portare all'Alzheimer

Amyloid tau in ADAbdulkhaliq et al / Cell Death Diseases

Ricercatori dell'Alzheimer's Center della Temple University (ACT) hanno pubblicato una nuova revisione completa che esamina come due proteine ​​caratteristiche del morbo di Alzheimer (MA), l'amiloide-β (Aβ) e la tau, interagiscono e si rinforzano a vicenda per guidare la progressione della malattia. Sotto la guida del dottor Domenico Praticò, docente di Neuroscienze, il lavoro ha indagato gli ultimi dati sul comportamento delle placche e dei grovigli responsabili della demenza.


Causando deterioramento cognitivo e perdita di memoria, il MA è caratterizzato dall'accumulo di placche di Aβ e grovigli di tau nel cervello. Sebbene entrambe le patologie siano state a lungo studiate in modo indipendente, prove crescenti suggeriscono che la loro interazione ha un ruolo centrale nell’innescare la disfunzione sinaptica, la neurodegenerazione e il progressivo declino cognitivo osservato nei pazienti.


"Questa revisione riunisce i recenti progressi che dimostrano che l'Aβ e la tau non agiscono in modo isolato", ha affermato Praticò, che è anche docente di ricerca sull'Alzheimer alla Temple University. “Invece, si impegnano in una relazione complessa e sinergica che accelera l’insorgenza e la progressione della malattia”.


Lo studio dimostra che la disfunzione sinaptica si verifica precocemente nel MA, precedendo una diffusa perdita neuronale. Con l’avanzare della malattia, questa disfunzione lascia il posto alla neurodegenerazione e alla morte irreversibile delle cellule neuronali.


“I meccanismi molecolari attraverso i quali l’Aβ può promuovere la patologia tau, e viceversa”, ha affermato Praticò, “amplificano il danno all’interno dei circuiti cerebrali vulnerabili”.


Valutando criticamente i risultati recenti, l’articolo fornisce un quadro per comprendere come questi processi patologici si intersecano nelle diverse fasi della malattia. Gli autori hanno scoperto che l’interazione tra Aβ e tau può favorire lo sviluppo di strategie terapeutiche più efficaci volte a rallentare o prevenire la progressione della malattia.


“Il nostro obiettivo era offrire una prospettiva unificata che possa aiutare a guidare la ricerca futura”, ha affermato Praticò. "Una comprensione più chiara di come queste due proteine ​​interagiscono può aprire nuove direzioni per approcci terapeutici che puntano il MA in modo più precoce e preciso".

 

 

 


Fonte: Temple University via Newswise (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: AA Abdulkhaliq, [+8], D Praticò. Amyloid-β and Tau in Alzheimer’s disease: pathogenesis, mechanisms, and interplay. Cell Death Dis, 2026, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020 | Ricerche

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è la ...

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.