Un modo migliore per coltivare le cellule nervose centrali

Una proteina associata al danno neuronale dei pazienti di Alzheimer fornisce una struttura migliore per la crescita di cellule del sistema nervoso centrale, in laboratorio.

La scoperta potrebbe avere implicazioni cliniche per la produzione di impianti neurali e offre nuove prospettive sul complesso legame tra l'apolipoproteina apoE4 e l'Alzheimer. I risultati sono pubblicati sulla rivista Biomaterials.


Una struttura più affidabile per colture di cellule
neuronali. Le cellule del sistema nervoso centrale
del topo coltivate nella proteina apoE4 (destra)
crescono meglio, con più assoni e dendriti, rispetto
alle cellule coltivate in laminina (sinistra). Per ironia,
l'apoE4 è associato ai deficit neurali dell'Alzheimer.
(Credit: Palmore lab/Brown University)


Una proteina associata al danno ai neuroni nelle persone con Alzheimer è sorprendentemente utile per promuovere la crescita dei neuroni in laboratorio, secondo un nuovo studio condotto da ricercatori di ingegneria della Brown University. La scoperta, in corso di stampa sulla rivista Biomaterials, suggerisce un metodo migliore di accrescere neuroni al di fuori del corpo, che potrebbero in seguito essere impiantati per il trattamento di persone affette da malattie neurodegenerative.


La ricerca ha confrontato gli effetti di due proteine che possono essere usate come struttura artificiale per neuroni (cellule nervose) in crescita dal sistema nervoso centrale. Lo studio ha trovato che i neuroni del sistema nervoso centrale di ratto coltivati nell'apolipoproteina E-4 (apoE4) crescono meglio dei neuroni coltivati in laminina, considerata in precedenza lo standard ottimale per la crescita di neuroni dei mammiferi in laboratorio.


"La maggior parte degli scienziati ritenevano che la laminina fosse la migliore proteina per coltivare il SNC (sistema nervoso centrale)", dice Kwang-Min Kim, studente laureato in ingegneria biomedica alla Brown University e autore principale dello studio, "ma abbiamo dimostrato che l'apoE4 ha prestazioni sostanzialmente migliori per i neuroni del SNC dei mammiferi". Kim ha eseguito le ricerche sotto la direzione di Tayhas Palmore, professore di ingegneria e scienza medica e consulente Ph.D. di Kim. Era coinvolta nel progetto anche Janice Vicenty, studentessa dell'Università di Puerto Rico, che lavorava nel laboratorio di Palmore come borsista di ricerca estiva nell'ambito della Leadership Alliance.


I risultati sono sorprendenti in parte a causa dell'associazione dell'apoE4 con l'Alzheimer. Le apolipoproteine sono responsabili della distribuzione e del deposito di colesterolo e di altri lipidi nel cervello, ed esistono in tre varietà: apoE2, apoE3 e apoE4. Le persone con il gene che produce apoE4 hanno un rischio più alto di formazione di placche amiloidi e grovigli neurofibrillari, le caratteristiche dell'Alzheimer. Ma non si sa esattamente come la proteina stessa contribuisca all'Alzheimer. Questo studio suggerisce che all'esterno del corpo, dove la proteina può essere separata dal colesterolo che trasporta normalmente, l'apoE4 è realmente utile per promuovere la crescita neuronale.

 

Far crescere nuovi neuroni

Nel corpo i neuroni crescono nella cosiddetta matrice extracellulare (ECM), una struttura ricca di proteine che fornisce alle cellule i nutrienti e la struttura molecolare in cui crescere. Per allevare neuroni in laboratorio, gli scienziati cercano di imitare l'ECM del corpo. La laminina è una proteina comune nell'ECM del corpo, e gli studi hanno dimostrato che la laminina aiuta la crescita dei neuroni del sistema nervoso periferico (cellule nervose che crescono fuori dal cervello e dal midollo spinale).


Si presumeva generalmente, dice Kim, che, poiché andava bene per la crescita di cellule nervose periferiche, la laminina avrebbe funzionato anche per la crescita di cellule nervose centrali. Ciò si è rivelato sbagliato. Kim ha avuto l'ispirazione di testare gli effetti dell'apoE4 da un precedente studio che ha scoperto che una miscela di apoE4 e laminina promuove la crescita delle cellule del SNC meglio della laminina da sola. "Il lavoro precedente non aveva testato gli effetti dell'apoE4 da solo", dice Kim. "Così abbiamo iniziato a lavorare ad un confronto fianco-a-fianco dell'apoE4 con la laminina".


Kim e i suoi colleghi hanno coltivato cellule ippocampali di ratto (un modello dei neuroni del sistema nervoso centrale di mammifero) con quattro diversi trattamenti: laminina, misto laminina e apoE4, apoE4 da solo, e vetro nudo. Essi hanno scoperto che le cellule coltivate nell'apoE4 da solo sono cresciute sostanzialmente meglio di qualsiasi altro trattamento. Le cellule in apoE4 avevano più probabilità di aderire alla struttura proteica, necessario per la corretta crescita. Mostrano anche una crescita più robusta degli assoni e dei dendriti, le appendici filiformi che permettono ai neuroni di inviare e ricevere segnali nervosi.


La laminina non sembra avere molti benefici per coltivare cellule del SNC, secondo lo studio. Le cellule in coltura solo sulla laminina non sono cresciute in alcun modo meglio delle cellule coltivate su vetro nudo. Questa è stata un'altra grande sorpresa, dice Kim, perché la laminina è usata così tanto in tutti i tipi di colture di neuroni.


La seconda parte della ricerca ha analizzato i percorsi chimici attraverso i quali le proteine possono migliorare la crescita dei neuroni. Il lavoro precedente aveva trovato due recettori dei neuroni, gli ingressi attraverso i quali i neuroni interagiscono con il mondo esterno, e che hanno un ruolo nel modo in cui le proteine esterne attivano la crescita delle cellule. Tuttavia, quando Kim ha bloccato questi due recettori, noti come integrina e HSPG, ha scoperto che l'apoE4 aumentava ancora di più la crescita dei neuroni. Questo risultato suggerisce che i neuroni utilizzano un percorso ancora sconosciuto per interagire con l'apoE4. "Questa scoperta individua un nuovo obiettivo per i ricercatori che sono interessati a identificare i recettori importanti per stimolare la crescita neurale", dice Palmore.

 

Applicazione alle protesi neurali

A differenza di altre cellule del corpo, le cellule nervose tendono a non rigenerarsi dopo essere state danneggiate da malattie o traumi. Quindi, i ricercatori sperano di poter finalmente impiantare cellule coltivate in laboratorio nel corpo per il trattamento di traumi o malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. "Si stanno cercando tutte queste proteine diverse per vedere se possiamo produrre un materiale - una struttura - che sia percepita dal neurone come il proprio ambiente naturale", ha detto Palmore. "La scoperta che l'apoE4 è una proteina migliore da aggiungere alle strutture neurali è un buon passo avanti perché finora si è usata in gran parte la laminina per i modelli del sistema nervoso centrale, cosa che risulta essere non ottimale".


La ricerca è stata finanziata dalla National Science Foundation (HRD-0548311) e dal National Institutes of Health.

 

 

 

 

***********************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

***********************
Fonte: Materiale della Brown University.

Riferimento:
Kwang-Min Kim, Janice Vicenty Vazquez, G. Tayhas R. Palmore. The potential of apolipoprotein E4 to act as a substrate for primary cultures of hippocampal neurons. Biomaterials, 2013; DOI: 10.1016/j.biomaterials.2013.01.012.

Pubblicato in Science Daily il 29 Gennaio 2013 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:



Notizie da non perdere

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Cosa accade nel cervello che invecchia

11.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Il deterioramento del cervello si insinua sulla maggior parte di noi. Il primo indizio p...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)