Statine sovra-prescritte per malattie renali alzano rischio demenza

Una nuova analisi conclude che un gran numero di pazienti con malattie renali in fase avanzata riceve in modo improprio la prescrizione di statine per abbassare il colesterolo; sono farmaci che non offrono loro alcun beneficio e possono aumentare altri rischi per la salute come diabete, la demenza o i dolori muscolari.


I risultati, che sono stati pubblicati sull'American Journal of Cardiovascular Drugs come revisione di diversi studi, sollevano seri interrogativi circa il valore delle terapie per abbassare il colesterolo nelle malattie renali.


La questione è importante, dicono i ricercatori, perché l'incidenza delle malattie renali croniche è in aumento negli Stati Uniti con quello che chiamano "un ritmo allarmante". Inoltre, i pazienti con malattie renali hanno una probabilità 23 volte maggiore di avere malattie cardiovascolari, che per loro sono la principale causa di morte.


Ma per questi pazienti, la decisione frequente di prescrivere statine per abbassare il colesterolo (al fine di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari) non è supportata da un corpo di ricerca sufficientemente vasto, dicono gli esperti. "Ci sono pochissimi benefici dalle statine per i pazienti nei primi stadi delle malattie renali, e nessun beneficio o una possibile tossicità per i pazienti nelle fasi successive", ha detto Ali Olyaei, professore di farmacoterapia nel College of Pharmacy della Oregon State University, e autore del nuovo rapporto.


"Credo che l'evidenza mostri che la maggioranza delle persone con malattie renali croniche stia assumendo statine impropriamente", ha detto Olyaei. "Possono aiutare un po' nelle malattie negli stadi precoci, ma queste persone non sono quelle che di solito muoiono di malattie cardiovascolari. E per le fasi finali i rischi superano qualsiasi beneficio. Un aumento di farmaci non è sempre la migliore soluzione".


Alcuni dei rischi specifici posti dall'uso delle statine, specialmente a dosi elevate, includono dolori muscolari conosciuti come rabdomiolisi, un aumento della demenza e un significativo aumento del rischio di sviluppare il diabete. Il corpo di ricerca mostra anche che le statine non fanno nulla per rallentare la progressione delle malattie renali, al contrario di quanto affermano alcuni rapporti.


L'impulso di usare le statine (tra i farmaci più prescritti al mondo per abbassare il colesterolo) è evidente nelle malattie renali allo stadio terminale, in quanto tali pazienti hanno un tasso di mortalità per malattia coronarica 15 volte maggiore della popolazione generale. Purtroppo, le evidenze dimostrano che i farmaci non aiutano a prevenire la mortalità in quella situazione. Non c'è inoltre alcuna efficacia provata del valore delle statine nei pazienti con dialisi, hanno detto i ricercatori.


Se le statine devono proprio essere prescritte nelle malattie renali allo stadio precoce, lo studio conclude che sono più appropriati i bassi dosaggi.

 

 

 

 

 


Fonte: Oregon State University.

Riferimento: A. Olyaei, J. L. Steffl, J. MacLaughlan, M. Trabolsi, S. P. Quadri, I. Abbasi, E. Lerma. HMG-CoA Reductase Inhibitors in Chronic Kidney Disease. American Journal of Cardiovascular Drugs, 2013; DOI: 10.1007/s40256-013-0041-4

Pubblicato in Science Daily (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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