Il modo di muoversi in un labirinto virtuale può predire una futura insorgenza di Alzheimer

Il modo in cui ci si muove in un labirinto virtuale può predire la probabilità di soffrire di Alzheimer. Questa è la conclusione di un nuovo studio, che ha scoperto che le persone a rischio di Alzheimer hanno una minore attività in una rete scoperta di recente delle cellule cerebrali di navigazione, conosciute come 'cellule di griglia'. La scoperta potrebbe portare a nuovi modi per diagnosticare questa malattia debilitante.


La scoperta della rete di cellule di griglia ha fatto vincere il Premio Nobel per la Medicina o Fisiologia lo scorso anno. I neuroni che compongono la 'griglia' sono disposti in un reticolo triangolare nella corteccia entorinale, un'area del cervello usata per la memoria e la navigazione. La 'griglia' si attiva in diversi modelli, in base al modo in cui gli individui si muovono, tenendo traccia della nostra posizione nel piano delle coordinate.


I ricercatori pensano che le cellule aiutino a creare mappe mentali e che ci permettano di muoverci negli spazi, anche in assenza di segnali visivi. "Se chiudi gli occhi e fai dieci passi in avanti, giri a destra e fai altri tre passi in avanti, si pensa che le cellule della griglia tengano traccia della posizione", dice il neuroscienziato Joshua Jacobs della Columbia University.


E' interessante notare che le persone con la cosiddetta variante e4 del gene APOE (il fattore di rischio genetico più grande per lo sviluppo dell'Alzheimer più tardi nella vita), hanno un rischio più alto di sviluppare anomalie nella loro corteccia entorinale. Poiché le cellule di griglia si trovano nella stessa area, gli scienziati si sono chiesti se il fatto che i pazienti di Alzheimer hanno più probabilità di perdersi e hanno difficoltà a navigare potrebbe dipendere da un danno alla rete.


I ricercatori hanno reclutato due gruppi di giovani adulti senza sintomi di Alzheimer. Uno era formato da portatori di una copia della variante APOE-e4 mentre l'altro gruppo no. I partecipanti sono stati poi invitati a girare in una arena circolare virtuale. Lo spazio aveva un cielo blu, alcune montagne in lontananza, e un piano di erba disseminato di oggetti di uso quotidiano come palloni da basket e melanzane.


I partecipanti hanno completato le attività che implicavano la raccolta degli oggetti virtuali e il ritorno successivo alla posizione originale. Il team ha monitorato l'attività cerebrale di ogni partecipante durante il processo tramite fMRI (scansioni a risonanza magnetica funzionale), una procedura che misura l'attività cerebrale in base al flusso ematico.


Le cellule di griglia stesse non possono essere esposte direttamente alla fMRI, ma i recenti progressi nella tecnologia hanno permesso agli scienziati di catturare 'rappresentazioni simili alla griglia' come sostituti. In linea con le ipotesi, i partecipanti che la versione e4 del gene APOE hanno mostrato nello studio un minor numero di rappresentazioni di tipo griglia, rispetto ai coetanei.


Tuttavia, il gruppo a rischio è andato altrettanto bene nel campo: "Inizialmente sembrava una sorta di paradosso", dice il neuroscienziato Nikolai Axmacher, della Ruhr University di Bochum in Germania, uno degli autori dello studio. Una ipotesi è che il cervello potrebbe compensare con altre aree, cioè che il compito di navigazione venga eseguito al di fuori della rete delle cellule di griglia.


Durante l'esperimento Axmacher e il suo team hanno anche osservato un incremento di attività nell'ippocampo (un'area vicina del cervello solitamente implicata nelle emozioni e nella memoria), ma solo nella popolazione a rischio che non faceva affidamento sulla rete delle cellule di griglia. "Questo suggerisce che è possibile usare il sistema delle cellule di griglia, oppure l'ippocampo".


Di interessante ci sono state differenze di comportamento a seconda di quale parte del cervello era usato dai partecipanti per navigare, suggerendo che i diversi sistemi usano strategie diverse per l'orientamento spaziale: i partecipanti con un minor numero di rappresentazioni di tipo cellule di griglia erano più propensi a tenersi sui bordi dell'ambiente virtuale durante l'esperimento. L'altro gruppo usava l'intera area.


Ci vorranno altri esperimenti per confermare eventuali ipotesi, ma forse quella più probabile è che navigare al centro dell'arena, con un minor numero di punti di riferimento visivi, è più difficile senza l'attività delle cellule di griglia. "Le implicazioni potenziali di questo lavoro sono interessanti perché indicano che le cellule di griglia funzionanti correttamente sono correlate con il comportamento spaziale umano", dice Jacobs, che non era coinvolto nello studio.


I risultati suggeriscono che potrebbe essere necessario qualcosa di più che eliminare la rete delle cellule di griglia per causare i problemi di navigazione presenti nei malati di Alzheimer. Ma offre anche un nuovo percorso potenziale di studio. L'Alzheimer è una delle malattie più studiate al mondo, ma i ricercatori hanno avuto un successo limitato nel prevenire o invertire la malattia.


Alcuni scienziati ipotizzano che le terapie esistenti potrebbero avere più successo se fossero implementate prima nella vita, prima che la malattia provochi troppi danni al cervello. Anche se è poco probabile che il test di navigazione sia usato per la prima diagnosi di Alzheimer in un prossimo futuro, le informazioni sulla progressione della malattia e sul suo meccanismo potrebbero costituire un passo verso terapie preventive.

 

 

 


Fonte: David Shultz in Science (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Lukas Kunz, Tobias Navarro Schröder, Hweeling Lee, Christian Montag, Bernd Lachmann, Rayna Sariyska, Martin Reuter, Rüdiger Stirnberg, Tony Stöcker, Paul Christian Messing-Floeter, Juergen Fell, Christian F. Doeller and Nikolai Axmacher. Reduced grid-cell–like representations in adults at genetic risk for Alzheimer’s disease. Science, 23 October 2015: 430-433. DOI:10.1126/science.aac8128

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

 


 

Notizie da non perdere

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)