Featured

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

julie schneider shows brainJulie Schneider, l'autrice senior dello studio sulla LATE.

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), con criteri diagnostici raccomandati e linee guida per avanzare la ricerca futura sulla condizione.


Ricercatori della Rush University e scienziati di diverse istituzioni finanziate dai National Institutes of Health, in collaborazione con colleghi internazionali, hanno descritto il nuovo percorso verso la demenza, l'«Encefalopatia TDP-43 legata all'età a prevalenza limbica» (LATE, Limbic-predominant Age-related TDP-43 Encephalopathy), in un rapporto pubblicato sulla rivista Brain.


"Abbiamo proposto un nuovo nome per aumentare il riconoscimento e la ricerca di questa causa comune di demenza, i cui sintomi imitano la demenza del MA ma non è causata da placche e grovigli (l'accumulo di proteine amiloide-beta e tau prodotte dal MA). Piuttosto, la demenza LATE è causata da depositi di una proteina chiamata TDP-43 nel cervello", ha detto la dottoressa Julie Schneider, autrice senior della ricerca e direttrice associata del Rush Alzheimer's Disease Center.


Il MA, la forma più comune di demenza, causa la perdita delle funzioni cognitive, in particolare della memoria, ma comporta anche cambiamenti nelle capacità e nei comportamenti funzionali quotidiani. In passato, si riteneva che la maggior parte dei casi di demenza con perdita di memoria fosse MA.


Ora si riconosce sempre di più che varie malattie e processi patologici contribuiscono alla demenza con perdita di memoria. Ciascuna di queste malattie appare in modo diverso nei campioni di cervello esaminati durante l'autopsia di persone morte in queste condizioni.

 

 

I 'più anziani' hanno il rischio più alto di LATE

Sta diventando sempre più chiaro che in età avanzata, un gran numero di persone ha sintomi di demenza senza i segni rivelatori del MA nel cervello durante l'autopsia. Ricerche emergenti sembrano indicare che la TDP-43, pur non essendo una spiegazione autonoma, dà un grande contributo a questo fenomeno.


La funzione normale della TDP-43 (Transactive response DNA binding Protein of 43 kDa) è correlata al modo in cui le cellule usano il DNA per produrre proteine. Nella malattia, la proteina TDP si deforma (si struttura in modo anomalo) e si sposta dalla sua posizione normale nella cellula. La TDP-43 anomala è stata riconosciuta per la prima volta nella sclerosi laterale amiotrofica e nella degenerazione lobare frontotemporale, malattie relativamente poco comuni.


Ricerche recenti dimostrano che la proteina TDP-43 mal ripiegata è molto comune negli anziani. Circa il 25% degli individui con più di 85 anni ha una proteina TDP-43 con un adattamento errato che influenza la memoria e/o le capacità di pensiero.


Gli autori hanno scritto che la LATE è una condizione sottovalutata con un impatto molto grande sulla salute pubblica. Hanno sottolineato che i 'più vecchi' sono a maggior rischio e ritengono che l'impatto sulla salute pubblica della LATE sia almeno pari a quello del MA in questo gruppo.


Le caratteristiche cliniche e neurocognitive della LATE interessano più aree della cognizione, e alla fine compromette le attività della vita quotidiana. Sulla base delle ricerche esistenti, gli autori hanno suggerito che la LATE progredisce più gradualmente rispetto al MA. Tuttavia, la LATE combinata con il MA - che è comune per queste due malattie cerebrali altamente prevalenti - sembra causare un declino più rapido di quanto non farebbero da sole le due malattie.

 

 

"Rimuovere le persone con LATE dagli studi sui farmaci di MA"

Una raccomandazione chiave è per la valutazione dell'autopsia di routine e la classificazione della LATE. I ricercatori suggeriscono che la diagnosi di autopsia sia fatta in tre fasi, in base a dove viene rilevato la TDP-43 nel cervello:

  • Fase 1: solo amigdala   
  • Fase 2: amigdala e ippocampo
  • Fase 3: amigdala, ippocampo e giro medio frontale


Ulteriori raccomandazioni includono la necessità di sviluppare biomarcatori per aumentare il riconoscimento durante la vita, ulteriori studi patologici e la generazione di nuovi modelli animali per studiare la LATE.


Sono stati forniti suggerimenti per possibili strategie per guidare i futuri interventi terapeutici, inclusa l'importanza di rimuovere i soggetti con LATE dagli studi clinici sui trattamenti di MA, mossa che potrebbe migliorare significativamente le possibilità di successo delle scoperte del MA.


I ricercatori hanno inoltre discusso l'importanza di ulteriori studi epidemiologici, clinici, di neuroscansione e genetici per caratterizzare meglio la LATE e la necessità di ricerca in diverse popolazioni.


"Mentre continuiamo a fare grandi progressi nella nostra comprensione della perdita di memoria e della demenza nell'invecchiamento, abbiamo una rinnovata fiducia che riusciremo a lavorare per un approccio più individualizzato alla prevenzione e ai trattamenti", ha affermato Schneider.

 

 

 


Fonte: Rush University (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Peter T Nelson, Dennis W Dickson, John Q Trojanowski, Clifford R Jack, Patricia A Boyle, Konstantinos Arfanakis, Rosa Rademakers, Irina Alafuzoff, Johannes Attems, Carol Brayne, Ian T S Coyle-Gilchrist, Helena C Chui, David W Fardo, Margaret E Flanagan, Glenda Halliday, Suvi R K Hokkanen, Sally Hunter, Gregory A Jicha, Yuriko Katsumata, Claudia H Kawas, C Dirk Keene, Gabor G Kovacs, Walter A Kukull, Allan I Levey, Nazanin Makkinejad, Thomas J Montine, Shigeo Murayama, Melissa E Murray, Sukriti Nag, Robert A Rissman, William W Seeley, Reisa A Sperling, Charles L White III, Lei Yu, Julie A Schneider. Limbic-predominant age-related TDP-43 encephalopathy (LATE): consensus working group report. Brain, 30 Apr 2019, DOI: 10.1093/brain/awz099

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021 | Ricerche

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

Subiamo un 'lavaggio del cervello' durante il sonno?

4.11.2019 | Ricerche

Una nuova ricerca eseguita alla Boston University suggerisce che questa sera durante il ...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Antiossidanti aiutano contro vari problemi di salute, ma è complicato capire q…

3.11.2025 | Esperienze & Opinioni

La descrizione di antiossidante è tutta nel nome: gli antiossidanti contrastano gli ossi...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)