Parlare è utile nelle prime fasi dell'Alzheimer

Cosa si intende per 'terapia del dialogo' (talking therapy)?

Le terapie del dialogo includono la consulenza, la psicoterapia e la terapia cognitivo-comportamentale e possono aiutare gli individui a comprendere il legame spesso mancante tra azioni, sentimenti e pensieri. Le terapie del dialogo possono essere efficaci per le persone dall'inizio fino alle fasi medie del morbo di Alzheimer (MA).


Nelle sessioni di terapia psicologica o 'terapia del dialogo', un individuo sarà aiutato a parlare del modo in cui i suoi pensieri e sentimenti ne influenzano l'umore e il comportamento.


Molti individui con demenza hanno difficoltà a dare un senso alla loro diagnosi e ai cambiamenti di vita che l'accompagnano. Sperimentano sentimenti di perdita, confusione, disperazione, vulnerabilità e/o ansia. La terapia del dialogo è utile quando l'individuo lotta per confrontarsi, e accettare, la nuova diagnosi sua o di un proprio caro, offrendo agli individui con demenza l'opportunità di parlare apertamente dei loro sentimenti e ansie, aiutandoli ad adattarsi e vivere meglio con la condizione.


Gli studi hanno dimostrato che l'uso di terapie del dialogo può ridurre direttamente i sintomi di ansia e depressione negli individui con demenza. Tuttavia, è importante notare che man mano che la demenza progredisce, questo tipo di terapia diventa meno utile per l'individuo interessato a causa del declino cognitivo e della perdita della capacità di esprimere i sentimenti.


Le terapie del dialogo sono gestite da un professionista, come un consulente, uno psicologo clinico, un psicoterapeuta o uno psichiatra, preferibilmente da professionisti che hanno esperienza di lavoro con individui con demenza e che hanno una buona comprensione della condizione.


Gli approcci sono tagliati, e adattati alle esigenze dell'individuo nel trovare dei modi per gestire i problemi e lavorare su depressione, apatia e/o ansie. Ad esempio, deve essere valutato prima della riunione iniziale il livello di comunicazione, comprensione e memoria dell'individuo.


A seconda del risultato della valutazione, il terapeuta può scegliere di fare sessioni più brevi, incorporare l'uso di aiuti alla memoria, come carte con indizi, e fornire più rinforzo e riassunti continui. Se l'individuo interessato concorda, il caregiver può partecipare alle sessioni per dare supporto e anche assistenza nelle strategie raccomandate dal terapeuta.


Gli individui colpiti, tuttavia, possono sentirsi più a proprio agio e meno minacciati nel discutere confidenzialmente i problemi con un terapeuta piuttosto che con familiari e amici, o che questi ultimi siano presenti alle sessioni. I terapeuti offrono quello 'spazio sicuro' per l'individuo interessato che può esplorare miriadi di sentimenti, e a sua volta aiutare a mantenere relazioni sane con gli altri.


Le terapie del dialogo sono buoni approcci non farmacologici per gli individui con demenza e sono particolarmente vantaggiosi perché si concentrano sull'individuo e sul suo punto di vista. Queste terapie sono strutturate, collaborative e focalizzate sulla realizzazione di obiettivi e sulla soluzione dei problemi.


Inoltre, anche i caregiver possono trarre benefici da queste terapie del dialogo, aiutandoli a far fronte a tutte le responsabilità associate al prendersi cura dei loro cari e allo stress, ai sentimenti negativi e alla depressione che spesso si presentano nel viaggio della condizione.

 

 

 


Fonte: Dana Territo in The Advocate (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)