Non così dolce: alcuni sostituti dello zucchero legati a un declino cognitivo più rapido

sweeteners bags and coffee cups Image 64765 by AI on freepik

Alcuni sostituti dello zucchero possono avere conseguenze inaspettate a lungo termine per la salute del cervello, secondo uno studio pubblicato su Neurology® che ha esaminato 7 dolcificanti con poche o nessuna caloria, scoprendo che le persone che ne hanno consumato di più hanno avuto un calo più rapido nelle capacità di pensiero e memoria. Il collegamento era ancora più forte nelle persone con diabete.


Mentre lo studio ha mostrato un legame tra l'uso di alcuni dolcificanti artificiali e il declino cognitivo, non ha dimostrato che ne sia la causa. I dolcificanti artificiali esaminati nello studio erano aspartame, saccarina, acesulfame-k, eritritolo, xilitolo, sorbitolo e tagatosio. Questi si trovano principalmente in cibi ultra-elaborati come acqua aromatizzata, soda, bevande energetiche, yogurt e dessert a basso contenuto calorico. Alcuni sono anche usati come dolcificanti autonomi.


"I dolcificanti a basso e nessun contenuto calorico sono spesso visti come un'alternativa salutare allo zucchero, tuttavia i nostri risultati suggeriscono che alcuni potrebbero avere effetti negativi sulla salute del cervello nel tempo", ha affermato l'autrice senior dello studio Claudia Kimie Suemoto MD/PhD, dell'Università di São Paulo in Brasile.


Lo studio includeva 12.772 adulti di tutto il Brasile con età media di 52 anni, seguiti per una media di 8 anni attraverso questionari sulla dieta, compilati all'inizio dello studio, con la descrizione dettagliata di ciò che avevano mangiato e bevuto nell'ultimo anno. I ricercatori li hanno divisi in tre gruppi in base alla quantità totale di dolcificanti artificiali consumati: il gruppo più basso con una media di 20 milligrammi al giorno (mg/giorno) e il gruppo più alto 191 mg/die medi. Per l'aspartame, questo equivale a una lattina di soda dietetica. Il sorbitolo aveva il più alto consumo, con una media di 64 mg/die.


I partecipanti si sono sottoposti a test cognitivi all'inizio, a metà e alla fine dello studio per tracciare la memoria, il linguaggio e le capacità di pensiero nel tempo. I test hanno valutato aree come la fluidità verbale, la memoria di lavoro, il richiamo delle parole e la velocità di elaborazione.


Dopo l'aggiustamento dei dati per fattori come età, sesso, ipertensione e malattie cardiovascolari, i ricercatori hanno scoperto che le persone che hanno consumato la quantità più alta di dolcificanti hanno mostrato un calo più rapido nelle capacità di pensiero complessivo e di memoria, con un declino più veloce del 62%. Questo è l'equivalente di circa 1,6 anni di invecchiamento. Quelli nel gruppo centrale hanno avuto un calo che era del 35% più veloce del gruppo più basso, equivalente a circa 1,3 anni di invecchiamento.


Quando i ricercatori hanno scomposto i risultati per età, hanno scoperto che gli under-60 che hanno consumato le più alte quantità di dolcificanti hanno mostrato un calo più rapido della fluidità verbale e della cognizione complessiva rispetto a quelli che hanno consumato le quantità più basse. Non hanno trovato collegamenti negli over-60. Hanno anche scoperto che il legame con un declino cognitivo più rapido era più forte nei partecipanti con diabete che in quelli senza.


Nell'esaminare individualmente i dolcificanti, il consumo di aspartame, saccarina, acesulfame-k, eritritolo, sorbitolo e xilitolo è stato associato a un calo più rapido della cognizione complessiva, in particolare nella memoria. Non hanno trovato alcun legame tra il consumo di tagatosio e declino cognitivo.


"Mentre abbiamo trovato collegamenti con il declino cognitivo per le persone di mezza età, sia con che senza diabete, le persone con diabete hanno maggiori probabilità di usare dolcificanti artificiali come sostituti dello zucchero", ha detto la Suemoto. "Sono necessarie ulteriori ricerche per confermare i nostri risultati e per indagare se altre alternative allo zucchero raffinato, come salsa di mele, miele, sciroppo d'acero o zucchero di cocco, possono essere efficaci".


Una limitazione dello studio era che non erano inclusi tutti i dolcificanti artificiali. Inoltre, sono i partecipanti ad avere riferito le informazioni sulla dieta, ma potrebbero non aver ricordato accuratamente tutto ciò che hanno mangiato.

 

 

 


Fonte: American Academy of Neurology (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: N Gomes Gonçalves, [+10], C Kimie Suemoto. Association Between Consumption of Low- and No-Calorie Artificial Sweeteners and Cognitive Decline. An 8-Year Prospective Study. Neurology, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)