Gli anziani sopravissuti a un disastro hanno un rischio maggiore di demenza



Gli anziani sono il principale gruppo demografico colpito dalla demenza, ma, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, queste malattie che deteriorano il cervello non fanno parte del normale invecchiamento, e alcuni fattori possono aumentare il rischio che una persona le possa sviluppare.


Un nuovo studio ha rivelato che le persone sopravvissute a una catastrofe possono avere un rischio maggiore di sviluppare una demenza in età avanzata.


A seguito del terribile tsunami del 2011 in Giappone, alcuni anziani sono stati sradicati dalle loro case e hanno perso il contatto con i loro vicini.


I ricercatori della Facoltà di Sanità Pubblica della Harvard University hanno rilevato che queste persone hanno più probabilità di sperimentare sintomi di demenza nel corso del tempo, rispetto a coloro che sono rimasti nella loro residenza, secondo un rapporto apparso in Medical Xpress, che ritiene di essere il primo a collegare un rischio potenziale di demenza alle conseguenze di un disastro.


I ricercatori hanno lavorato con colleghi in Giappone conducendo un "esperimento naturale". Un gruppo di anziani residenti della città costiera di Iwanuma, che è stata gravemente danneggiata dallo tsunami, era stato intervistato a proposito della loro salute sette mesi prima del disastro naturale. Il team ha confrontato tali dati con quelli di un sondaggio fatto successivamente tra lo stesso gruppo di 3.566 over-65 sopravvissuti allo tsunami.


"Dopo un disastro, la maggior parte dei ricercatori si concentra sui problemi di salute mentale come il disturbo post traumatico da stress (PTSD)", ha detto il primo autore dello studio Hiroyuki Hikichi. "Ma il nostro studio suggerisce che anche il declino cognitivo è una questione importante. Sembra che il trasferimento a un rifugio temporaneo dopo un disastro possa avere l'effetto indesiderato di separare le persone, non solo dalle loro case, ma anche dai loro vicini di casa, ed entrambi i fatti possono accelerare il declino cognitivo nelle persone vulnerabili".

 

 

 


Fonte: Kelsey Drain in Medical Daily (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Hiroyuki Hikichi, Jun Aida, Katsunori Kondo, Toru Tsuboya, Yusuke Matsuyama, S. V. Subramanian, Ichiro Kawachi. Increased risk of dementia in the aftermath of the 2011 Great East Japan Earthquake and Tsunami. Proceedings of the National Academy of Sciences journal (PNAS). 2016. doi:10.1073/pnas.1607793113

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

Notizie da non perdere

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.