Come prevenire la demenza

Come prevenire la demenzaMettete i pezzi nel posto giusto ora, per costruire una strategia contro l'insorgenza dell'Alzheimer e della demenza.

La demenza è associata alla vecchiaia, e come tale, è qualcosa che molti di noi rimandano di considerare fino alla pensione.


Demenza è un termine generico per una serie di sintomi, tra cui perdita di memoria e pensiero confuso. Alcuni pazienti hanno l'Alzheimer, la forma più comune della malattia. Alzheimer's Australia stima che 280.000 persone attualmente soffrono di demenza, numero che si ritiene arriverà a 981 mila entro il 2050, con l'invecchiamento della popolazione. Anche se si sa poco sul perché alcune persone soffrono di demenza, gli scienziati hanno scoperto il modo di ridurre il rischio di svilupparla.

Combattere le cause

Il Dr Michael Valenzuela, ricercatore senior all'Università del New South Wales e autore di "Mantieni il tuo cervello" (HarperCollins), dice che l'ipertensione contribuisce al secondo tipo più comune di demenza dopo l'Alzheimer: la demenza vascolare, che può essere causata da ictus, problemi cardiaci, colesterolo alto o diabete. Egli dice: "Data l'importanza della malattia vascolare sulla demenza, tutto quello che possiamo fare per la salute del cuore si può tradurre anche in migliore salute del cervello. Se si ha la pressione alta da 40 a 60 anni, si ha due volte e mezzo la probabilità di contrarre demenza da 60 a 80 anni".

Fattori dietetici

Una ricerca pubblicata l'anno scorso sul British Medical Journal ha scoperto che anche mangiare frutta e verdura e istruirsi a tempo pieno aiuta il cervello ad allontanare la demenza. Jane Verity, amministratrice dell'organizzazione benefica Dementia Care Australia, aggiunge: "Abbiamo anche bisogno di molta acqua ogni giorno".

Si ritiene che studiare, fare giochi di memoria o fare parole crociate migliori la capacità del cervello di compensare i sintomi di condizioni come l'Alzheimer. "Il cervello è come un muscolo, se non se ne fa uso e non si imparano cose nuove, diventa lento e aumenta il rischio di demenza", spiega Valenzuela. "E' un caso di usarlo o perderlo. Le persone dovrebbero cercare di fare attività che non hanno mai provato prima".

Muovi il cervello o lo perdi

Valenzuela ritiene che anche l'esercizio fisico è importante per ridurre il rischio di sviluppare demenza, poichè attiva il pompaggio del sangue nel cervello, allontana le malattie vascolari e può aiutare a prevenire il diabete, che è un altro fattore di rischio per la demenza. E aggiunge: "L'esercizio fisico influenza il cervello in modo unico. Esso conduce alla generazione di nuove cellule cerebrali, nei ratti almeno. Negli esseri umani, i ricercatori hanno trovato che l'esercizio fisico può aumentare le dimensioni dell'ippocampo, centro della memoria del cervello".

I ricercatori hanno anche trovato legami significativi tra il diabete, la depressione e la demenza. Per combattere la depressione, gli esperti dicono che è importante avere una vita sociale attiva. La Verity dice: "Se una persona è depressa, sola e isolata danneggerà il proprio sistema immunitario e il sistema immunitario ha un impatto sulla manifestazione dei sintomi della demenza".

Vedere positivo

"La cosa più importante per prevenire la demenza e l'Alzheimer è continuare a concentrarsi sul rimanere più felici possibile, continuare ad avere motivi per alzarsi al mattino, sapendo che possiamo fare la differenza nel mondo", dice Verity.

Anche una forte rete sociale è un potente alleato contro la demenza. Una recente ricerca dalla Université Victor-Segalen di Bourdeaux e del Centro di Demografia dell'Invecchiamento dell'Università del Michigan ha scoperto che le persone con buoni amici hanno un rischio minore di sviluppare la malattia. Valenzuela dice: "L'attività sociale ha numerosi vantaggi. Fare attività mentali con altre persone, sembra esserci un risultato migliore che fatte da soli. Allo stesso modo, se si fa attività fisica con gli altri, sembra essere meglio per il cervello che farlo da soli".

Chi combatte la demenza

  • Le attività mentali che sfidano il cervello e fanno imparare cose nuove tutta la vita.
  • L'esercizio fisico che migliora la salute generale al corpo e quella del cervello.
  • Le attività sociali con gli amici e il conoscere nuove persone.

Come posso personalmente prevenire la demenza

La scrittrice Sue Pieters-Hawke, di 54 anni, conosce la demenza. Sua madre Hazel Hawke, ex moglie dell'ex primo ministro Bob Hawke, ha avuto la diagnosi di Alzheimer nel 2001. E Sue ha iniziato a prendere provvedimenti per ridurre il proprio rischio. Lei dice: "Le prove e le medie statistiche mettono in chiaro che i fattori di rischio includono vita sedentaria, colesterolo alto, pressione alta e rischi per la salute cardiovascolare. Per me ha senso abbassare il mio colesterolo, poichè abbiamo il colesterolo alto. Sto cercando di fare questo con un misto di esercizio e farmaci, che mi auguro siano una misura temporanea.in famiglia".

"Sto anche attenta alla dieta e mi prendo cura di me stessa. Ho una vita socialmente impegnata e cerco di mantenere attivo il cervello. Come scrittrice, ho uno stile di vita sedentario, per cui ha un fisiologo che mi aiuta ad inserire alcuni tipi di esercizi nel mio stile di vita. C'è, ad esempio, la prova che sollevamento pesi può essere utile nel fare nuovi collegamenti nel cervello. A volte sono scoraggiata, ma gli incentivi a cambiare stile di vita sono davvero potenti: la demenza è orribile. Se si può provare a ridurne il rischio o ritardarne l'insorgenza, allora penso che queste cose valgono davvero la pena di essere fatte. Anche se non ci sono garanzie si ridurrà il rischio, è un modo per rompere il senso di impotenza a proposito della demenza".

 

 

 

 

*************************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

************************
Pubblicato da Lucy Ballinger su Body&Soul il 11 marzo 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.


Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

Notizie da non perdere

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.