La parte finanziaria è importante, ma forse trascurata nell'Alzheimer

I pazienti con nuova diagnosi di Alzheimer o altre demenze e le loro famiglie, hanno bisogno di un migliore orientamento dai loro medici su come pianificare l'incapacità progressiva del paziente di gestirsi le finanze, secondo uno studio condotto da un medico del VA Medical Center di San Francisco (SFVAMC) e della University of California di San Francisco.

"Quando a un paziente viene diagnosticato l'Alzheimer o un'altra demenza, le probabilità che il proprio medico discuta di pianificazione preventiva per le finanze è minima", ha detto l'autore Eric Widera (MD) geriatra al SFVAMC. "Eppure, quando i familiari e i caregivers sono interpellati su cosa è importante per loro, le finanze sono in cima alla lista."

Eric Widera

Scrivendo sull'edizione del 16 Febbraio 2011 del Journal of American Medical Association, gli autori utilizzano il caso di malato di Alzheimer che ha perso progressivamente la capacità di gestire le finanze, come base di partenza per una revisione della letteratura medica sul tema della demenza e della insufficiente abilità finanziaria.

"L'insieme delle pubblicazioni ci dice che l'incapacità finanziaria avviene molto presto e molto rapidamente nell'Alzheimer e altre demenze", ha detto Widera (nella foto a destra), che è anche assistente professore di medicina clinica alla Divisione di Geriatria dell'UCSF. "I pazienti iniziano ad avere difficoltà a gestire gli estratti conto bancari e il pagamento delle fatture in fase di pre-demenza - decadimento cognitivo lieve - e poi, spesso entro un anno, perdono la capacità finanziaria più elementare come il conteggio delle monete e il pagamento con denaro contante".

Questa regressione rapida della capacità di gestire le proprie finanze, ha detto Widera, rende "indispensabile" che i medici consiglino attivamente i pazienti e le loro famiglie di pianificare le finanze nella "fase precoce della malattia, mentre il paziente ha ancora la capacità di prendere le decisioni" per permettere ai caregivers di fiducia di prendere in consegna le finanze. "Si tratta di dare ai pazienti con demenza una scelta, rispettarli come individui, e lavorare per mantenere la loro autonomia anche al di là del punto in cui non possono più prendere decisioni", ha detto Widera. "Una corretta pianificazione finanziaria lascerà il paziente e il caregiver con più risorse finanziarie per far fronte alle conseguenze della malattia."

Come primo passo nella pianificazione finanziaria, gli autori raccomandano che subito dopo la diagnosi, il paziente firmi un atto notarile che autorizza un familiare o un altro caregiver di fiducia a prendere decisioni finanziarie per conto del paziente. "Se aspetti fino a quando è troppo tardi per coinvolgere il paziente nel processo decisionale, devi andare in tribunale, il che rende molto più difficile e costoso" per il caregiver assumersi la responsabilità finanziaria per il paziente, ha avvertito Widera.

"Il caregiver può controllare online dove sta andando il denaro", ha osservato Widera. "Questo può tutelare l'autonomia del paziente, dando all'assistente maggiore controllo, e fornire un sistema di preallarme con il progredire della malattia."

 


Il documento, i cui co-autori sono Veronika Steenpass (MD) dell'UCSF, Daniel Marson (JD, PhD) della University of Alabama a Birmingham e Rebecca Sudore (MD) del SFVAMC e UCSF, è stato finanziato con fondi della Health Resources and Services Administration, della Hartford Foundation, del National Institute on Aging, del National Institute of Child Health and Human Development, dal Department of Veterans Affairs, e una borsa di studio della Pfizer in Clear Health Communication.

Lo SFVAMC ha il più grande programma di ricerca medica nel sistema nazionale VA, con più di 200 ricercatori, tutti docenti all'UCSF. L'UCSF è un'università prmaria dedicata a promuovere la salute in tutto il mondo attraverso la Ricerca Biomedica Avanzata, l'istruzione post-laurea in scienze della vita e delle professioni sanitarie, e l'eccellenza nella cura del paziente.

Fonte: Materiale fornito dalla University of California San Francisco

Pubblicato su Alzheimer's Reading Room, 16 febbraio 2011 

Traduzione di Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi, eventualmente citati nell'articolo, sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: questo articolo non si propone come terapia o dieta; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo.

 


Notizie da non perdere

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)