Pensi di sapere come migliorare la memoria? Pensaci di nuovo

Tutti vogliamo migliorare la memoria, ma la ricerca presentata dalla Dott.ssa Katherine Duncan dell'Università di Toronto dimostra oggi che dobbiamo cambiare le nostre strategie.


La memoria non è un'unica entità e i suoi processi separati, come la formazione e il richiamo, possono essere migliorati da diversi stati cerebrali.


I suoi risultati hanno anche rivelato che c'è una grande manipolazione che innesca questi stati del cervello: la novità. I risultati sono stati presentati al '2017 Canadian Neuroscience Meeting', riunione annuale dell'Associazione Canadese per la Neuroscienza.


La scoperta ha richiesto anni. Nel 2012, Katherine Duncan ha usato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per identificare come il cervello innesca gli stati di memoria, scoprendo un'area del cervello che rileva la novità. Ha quindi dimostrato che la rilevazione della novità agisce come un interruttore, cambiando il modo in cui il cervello apprende e ricorda. Infine, ha determinato l'impatto della novità sulla memoria umana.


Come dice lei, "riteniamo che la familiarità aumenti il recupero di altri ricordi non correlati, ma riduce le probabilità di formazione della memoria. Dall'altra parte, la novità migliora la formazione successiva di ricordi distinti senza preoccuparsi delle esperienze precedenti".


La Duncan suggerisce che dobbiamo rivedere il modo di produrre i ricordi. "La tua capacità di ricordare qualcosa non dipende solo dalla forza della memoria, dipende dallo stato in cui ti trovi". Il suo lavoro suggerisce anche nuove strategie per migliorare lo sviluppo della memoria. "Stiamo usando ciò che sappiamo del cervello, per sviluppare i trucchi che migliorano la memoria, aiutando le persone a ricordare volti, nomi e luoghi".


Le sue rivelazioni sono un esempio stellare della ricerca di base e delle sue implicazioni sul lavoro. "Abbiamo appena graffiato la superficie, ma stiamo già vedendo collegamenti a disordini che comportano problemi di memoria, come l'Alzheimer. Se identifichiamo la neurochimica di questi stati, possiamo un giorno sviluppare nuovi esami di allerta precoce e forse in seguito, strategie di gestione".

 

 

 


Fonte: Canadian Association for Neuroscience via EurekAlert! (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: 11th Canadian Neuroscience Meeting

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

'Scioccante': dopo un danno, i neuroni si auto-riparano ripartendo d…

17.04.2020 | Ricerche

Quando le cellule cerebrali adulte sono ferite, ritornano ad uno stato embrionale, secon...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Relazioni personali ricche migliorano il funzionamento del cervello

22.06.2020 | Ricerche

Come interagiscono gli individui, come si percepiscono uno con l'altro, e i pensieri e i...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)