Pazienti con demenza recuperano i ricordi in ambienti con viste anni '40/'50

I corridoi della De Baliol Care Home di Newbiggin by the Sea nel Northumberland (nord-est dell'Inghilterra), sono stati trasformati in modo da assomigliare molto all'area in cui sono cresciuti molti dei suoi ospiti.


Il personale spera che le caratteristiche riconoscibili delle facciate dei negozi vecchio stile e delle viste sul mare attraverso le "finestre" possano scatenare ricordi per i residenti con demenza.


L'amministratrice Sylvia Richardson ha dichiarato:

"Volevamo creare un'atmosfera che stimolasse i ricordi dell'area locale di ieri e di oggi.

"Abbiamo coinvolto tutti i residenti e lo staff, ma quasi tutto il lavoro è stato fatto da Chris Brosnan, il nostro manutentore, e i murales per porte e pareti sono stati realizzati dalla Premier Graphics di Blyth.

"Le foto fantastiche sono state scattate da Robert Miller, di Stakeford, e ingrandite per creare una scena locale".


Il signor Brosnan ha detto che è stato "lasciato libero" di dipingere i corridoi:

"L'idea, per le persone affette da demenza, è di riportare i ricordi, di creare un percorso che assomigli alle cose che facevano quando erano più giovani.

"Abbiamo incluso viste della spiaggia perché molte persone vi avranno trascorso del tempo, quindi si tratta di cercare di richiamare alcuni ricordi felici".


L'idea è stata testata con successo in altre case di cura e ospedali NHS di tutto il Regno Unito. Ma non sono solo i ricordi felici che daranno benefici ai residenti; si dice anche che i dipinti abbiano  un effetto calmante e di "familiarità".


Judith Brown, direttrice della casa di cura, ha detto:

"Lavoro qui da circa quattro anni e non mi sembra una casa di cura, mi sembra una famiglia.

"Questa ambientazione la migliora davvero, è qualcosa su cui abbiamo lavorato tutti. Fuori ci sono anche dei bei giardini, quindi c'è molto da divertirsi per le persone".

 

 

Altre foto nell'articolo originale.

 


Fonte: Zoe Drewett in Metro (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

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