Superare lo stigma della demenza e l'isolamento del caregiving

Dopo che Joanne ha trasferito la madre di 83 anni a casa sua, era contentissima che i suoi amici le abbiano accolte entrambe come parte della loro stretta cerchia sociale. Negli anni successivi, tuttavia, man mano che la memoria e le abilità linguistiche della mamma peggioravano costantemente, quegli amici hanno iniziato ad allontanarsi.


Joanne ha scoperto che lei e sua madre ricevevano meno inviti a partecipare al gruppo delle cene del venerdì sera o delle feste. Quando lei chiamava gli amici, erano immancabilmente amichevoli, si informavano sulla salute della mamma, ma poi parlavano vagamente di fare piani.


Alla fine, Joanne concluse che la stavano evitando, a causa del crudele stigma verso la demenza. Lo stigma è definito come un 'marchio di vergogna'. Quando stigmatizziamo le persone, le stiamo discriminando a causa della loro storia, degli attributi o delle circostanze, come le terribili malattie.


Evitando le persone con malattie stigmatizzate, come l'AIDS, la schizofrenia e persino il cancro, è come se stessimo cercando di proteggerci dal 'prendere' le loro condizioni. Lo stesso tipo di stigma è presente con la demenza mentre la nostra società invecchia e sempre più persone subiscono un grave declino cognitivo.


Vogliamo essere di supporto a queste persone sfortunate, molte delle quali sono nostri vicini, colleghi e conoscenti, ma temiamo di poter un giorno subire il loro flagello. Ci ritiriamo quindi, spesso in modo subconscio, per evitare che ci venga ricordata quella minaccia. Nel processo, feriamo le persone con demenza - già vittime di una malattia implacabile - e i loro familiari in lutto.


Joanne si sentiva più che ferita; era furiosa. Sembrava spregevole per lei che 'amici' stessero rifiutando la mamma e respingendo anche lei. In passato, lei era rimasta con questi stessi compagni durante le loro crisi, ma ora loro stavano scivolando via da lei.


A un gruppo di supporto per caregiver di demenza, aveva sentito altri caregiver lamentarsi di simili tradimenti, ma non pensava che potesse accadere a lei. Adesso stava succedendo. Ha giurato a se stessa che non avrebbe mai perdonato quelle persone volubili.


È possibile che i caregiver familiari aiutino gli altri a superare il loro stigma per la demenza? Oppure, come dice la Preghiera della Serenità, dobbiamo accettare le cose che non possiamo cambiare, non importa quanto ingiuste possano sembrare? Ecco alcune idee.

  • Vedi la paura per quello che è: dovrebbe essere imperdonabile che la gente ci abbandoni durante il nostro momento di bisogno. Ma, di fronte a qualcosa di terrificante, la paura può scavalcare la ragione e persino l'amore, come istinto di sopravvivenza. Non tutti sono fatti per gestire le crisi. Non sappiamo su chi possiamo fare affidamento per la riparazione finché non accade. È meglio per noi vedere come imperfetti quelli che fanno marcia indietro quando dovrebbero farsi avanti, non cattivi. Per quanto difficile possa sembrare, dobbiamo cercare di non prendere personalmente i loro limiti emotivi.
  • Guardati dal vergognoso auto-stigma: a volte non sono solo gli altri a considerare la demenza con una prepotente trepidazione. Possiamo anche vergognarci dei comportamenti imbarazzanti dei nostri cari e poi proteggerli dagli altri per preservare la loro dignità. Ma questo manda segnali che rafforzano solo l'inclinazione di amici e parenti a rifuggire dalla logica del rispetto dei nostri desideri. Se vogliamo che gli altri siano lì per noi nella cura della demenza, allora dobbiamo avere abbastanza coraggio per continuare a raggiungerli con apertura e sincerità.
  • Non rispondere "Bene": è facile presumere che nessuno voglia davvero sapere come stiamo andando, anche se lo chiedono come cortesia di conversazione, ma è un errore rispondere con una parola sola, superficiale, una non-risposta. Al contrario, crea una breve sceneggiatura che rispecchi accuratamente sia gli aspetti negativi che quelli positivi di come sta andando l'assistenza. È un modo conciso ma significativo per aiutare gli altri a fare una valutazione più realistica ed empatica della vita con la demenza, senza pregiudizi o idee sbagliate.
  • Crea momenti istruttivi: Joanne potrebbe semplicemente cancellare dalla sua vita quegli amici che erano scomparsi e cercare compagni più gentili e affidabili. Ma poi si perderebbe un'opportunità per istruire. Lo stigma prospera con l'ignoranza e l'inesperienza. Esporre gli altri alla convivenza con la demenza aumenta la loro familiarità e riduce la loro paura. Ma devono esserci le condizioni giuste.

    Raggiungi un singolo amico - non un intero gruppo, per invitarlo a pranzo a casa tua con te e il tuo genitore o coniuge cognitivamente deteriorato. A volte non farlo è semplicemente dovuto alla mancanza di comprensione di come agire. Durante il tempo che passi insieme, mostra ai tuoi ospiti come rispondi a situazioni imbarazzanti, riportando gentilmente le conversazioni sul tracciato o accarezzando il braccio di tua madre quando sembra agitata.

    Mantieni la conversazione sobria e leggera in un ambiente tranquillo in modo che tutti siano a proprio agio e partecipino. Se il pasto è piacevole e l'incontro è relativamente breve, allora dovrebbe diventare evidente al tuo amico che la persona cara non è pazza, è solo in una situazione difficile. Una visita di successo dovrebbe favorirne altre e diminuire lo stigma della demenza allo stesso tempo.

 

 

 


Fonte: Barry J. Jacobs, psicologo clinico, terapeuta familiare e consulente sanitario.

Pubblicato in San Diego Union-Tribune (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.