Assorbimento alterato del colesterolo dai neuroni nell'Alzheimer legato all'APOE4

cholesterol in the brainIl 20% del colesterolo del corpo è nel cervello. Il colesterolo non può attraversare la barriera emato-encefalica, quindi il cervello se lo produce.

Uno studio guidato dal Sant Pau Research Institute (IR Sant Pau) di Barcellona (Spagna), dal Servizio Biochimica Clinica dell'Ospedale Sant Pau e dalla Rete Spagnola di Ricerca Biomedica nel Diabete e nelle Malattie Metaboliche Associate ha identificato una rottura cruciale nel trasporto del colesterolo al cervello in pazienti con morbo di Alzheimer (MA).


I risultati dello studio, pubblicato sul Journal of Lipid Research, suggeriscono che le lipoproteine nel liquido cerebrospinale dei pazienti con MA hanno una capacità ridotta di fornire colesterolo ai neuroni. Questa compromissione può essere legata alla presenza della variante genetica APOE4, uno dei principali fattori di rischio noti della malattia.


Secondo la dott.ssa Mireia Tondo, ricercatrice dell'IR Sant Pau e autrice senior del progetto, "Sappiamo da tempo che le persone con la variante APOE4 - in particolare nella forma omozigota - hanno un rischio molto più elevato di sviluppare il MA, ma finora non erano chiare le ragioni. Il nostro studio suggerisce che un fattore contribuente potrebbe essere che i neuroni, in presenza di questa variante, hanno difficoltà ad assorbire il colesterolo che arriva attraverso il liquido cerebrospinale".

 

Colesterolo: essenziale per la vitalità neuronale

Il colesterolo è una molecola vitale per una corretta funzione neuronale. Ha un ruolo chiave nella formazione della membrana, nella trasmissione sinaptica e nella produzione di mielina. A differenza di altri organi, il cervello non riceve il colesterolo dal flusso sanguigno a causa della barriera emato-encefalica protettiva.

"Tutto il colesterolo di cui il cervello ha bisogno viene prodotto localmente", spiega la dott.ssa Tondo, "ed è immagazzinato in specifiche particelle di lipoproteine che lo trasportano dalle cellule gliali ai neuroni. Se questo processo fallisce, il neurone potrebbe non ricevere le risorse strutturali e funzionali di cui ha bisogno".


Il team di ricerca ha analizzato campioni di liquido cerebrospinale di 10 pazienti con MA e 10 individui senza malattia, tutti partecipanti alla Sant Pau Initiative on Neurodegeneration. Hanno valutato due fasi del trasporto lipidico cerebrale: la capacità degli astrociti di rilasciare il colesterolo nel liquido cerebrospinale e la capacità dei neuroni di assorbire questo colesterolo. I risultati hanno indicato che il rilascio di colesterolo degli astrociti era simile in tutti i partecipanti, ma l'assorbimento neuronale era chiaramente compromesso nei pazienti con MA. Sulla base di questi risultati, il team ha cercato di determinare se questo difetto fosse correlato alla genetica.


"La maggior parte dei pazienti nel nostro campione erano eterozigoti per la variante APOE4 e abbiamo osservato un aumento di colesterolo inferiore in essi. Quindi abbiamo deciso di procedere oltre e creare identiche nanoparticelle ricombinanti lipoproteina, accetto per il loro contenuto di APOE3 oppure APOE4"
, spiega la dott.ssa Tondo. "Quando le abbiamo testate nei neuroni coltivati, quelle contenenti APOE4 hanno consegnato il colesterolo in modo molto meno efficiente. Questo ci ha portato a credere che questa variante può contribuire direttamente alla disfunzione che abbiamo osservato".

 

Alterazioni delle proteine e implicazioni funzionali

I ricercatori hanno anche eseguito un'analisi proteomica dettagliata delle lipoproteine del liquido cerebrospinale, identificando 239 proteine associate a queste particelle, di cui 27 alterate nei pazienti di MA. È interessante che nessuna di queste differenze ha coinvolto direttamente proteine legate al metabolismo del colesterolo.


"Questa scoperta ci dice che il sistema di lipoproteine è molto più complesso di quanto pensassimo e che anche altri meccanismi - come infiammazione, adesione cellulare o degradazione delle proteine - possono influenzare la progressione della malattia"
, aggiunge la dott.ssa Tondo.


"Portare efficientemente il colesterolo ai neuroni è essenziale per la loro funzione e manutenzione. I nostri risultati suggeriscono con forza che questo processo è compromesso nel MA, in particolare in presenza della variante APOE4", afferma Carla Borràs, prima autrice dello studio. "Ciò può contribuire alla vulnerabilità neuronale e alla degenerazione progressiva".


La dott.ssa Tondo sottolinea l'importanza di una interpretazione cauta: "Questo studio non dimostra che la carenza di colesterolo sia la causa diretta della malattia, ma può essere uno dei fattori che contribuiscono al danno neuronale. In ogni caso, apre una linea di ricerca molto interessante sul metabolismo lipidico cerebrale, specialmente nelle persone con rischio genetico".


Il gruppo di ricerca sta già lavorando a un nuovo studio per vedere se questo meccanismo è compromesso anche nelle persone con sindrome di Down, una popolazione con rischio genetico di MA.


"Vogliamo sapere se esiste il problema di assorbimento del colesterolo neuronale anche in questo altro contesto genetico. Questo potrebbe aiutarci a capire se ci sono meccanismi comuni e se migliorare il metabolismo lipidico potrebbe essere un modo per ritardare la neurodegenerazione"
, conclude la dott.ssa Tondo.

 

 

 


Fonte: Institut de Recerca Sant Pau (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: C Borràs, [+15], M Tondo. Cerebrospinal fluid lipoprotein-mediated cholesterol delivery to neurons is impaired in Alzheimer’s disease and involves APOE4. J Lipid Res, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Scoperto il punto esatto del cervello dove nasce l'Alzheimer: non è l…

17.02.2016 | Ricerche

Una regione cruciale ma vulnerabile del cervello sembra essere il primo posto colpito da...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

'Ingorgo' di proteine nei neuroni legato alla neurodegenerazione

12.09.2022 | Ricerche

Un nuovo studio condotto da ricercatori dell'EPFL rivela che un complesso proteico malfunzionante pu...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)