Trasfusione di sangue da topi anziani a giovani accelera la progressione dell'Alzheimer

blood infusion from old to old and young mice into Tg2576 mice Pizarro et al AgingSchema di trasfusione da topi vecchi e giovani a topi Tg2576 (Fonte: Pizarro et al / Aging)

Il morbo di Alzheimer (MA) è la forma di demenza più comune in tutto il mondo e continua a rappresentare una delle maggiori sfide per la salute pubblica. Una nuova ricerca, pubblicata su Aging-US, rivela che il sangue di topi anziani può accelerare la progressione della malattia, mentre il sangue giovane può avere effetti protettivi. Lo studio è stato guidato da ricercatori dell’Universidad Adolfo Ibáñez di Santiago (Cile) in collaborazione con il MELISA Institute, l’Health Science Center dell’Università del Texas di Houston e l’Universidad Mayor di Santiago.


Il MA è caratterizzato dall'accumulo anomalo di proteina amiloide-beta (Aβ) nel cervello, che forma placche che interrompono la comunicazione tra i neuroni e generano processi neurodegenerativi. Sebbene questa proteina abbia origine nel sistema nervoso centrale, studi recenti hanno suggerito che potrebbe essere presente anche nel sangue, aprendo nuove possibilità per comprendere come progredisce la malattia.


Per esplorare questa ipotesi, il team ha usato topi transgenici Tg2576 (un modello molto diffuso nella ricerca sul MA), che hanno ricevuto infusioni settimanali di sangue da topi giovani e anziani per 30 settimane, per valutare se i fattori presenti nel sangue possono modulare l'accumulo di amiloide e il comportamento degli animali.


"Questo lavoro rafforza l'importanza di comprendere come i fattori sistemici condizionano l'ambiente cerebrale e influiscono direttamente sui meccanismi che promuovono la progressione della malattia. Dimostrando che i segnali periferici derivati dal sangue invecchiato possono modulare i processi centrali nella fisiopatologia del MA, questi risultati aprono nuove opportunità per studiare bersagli terapeutici che puntano l'asse ematoencefalico", ha spiegato la dott.ssa Claudia Durán-Aniotz dell'Universidad Adolfo Ibáñez.


Il team ha valutato le prestazioni cognitive con il test di Barnes, l'accumulo di placche amiloidi con tecniche istologiche e biochimiche e ha eseguito un'analisi proteomica completa dei cervelli trattati. Questa analisi ha rivelato più di 250 proteine ​​espresse in modo differenziale, legate alle funzioni sinaptiche, alla segnalazione degli endocannabinoidi e ai canali del calcio, che potrebbero spiegare i cambiamenti osservati.


Mauricio Hernández, esperto di proteomica del centro di ricerca e biotecnologia dell'Istituto MELISA, ha commentato che "nell'ambito di questo studio, abbiamo condotto un'analisi proteomica su larga scala che ci ha permesso di generare dati di eccellente qualità in questa matrice complessa come il plasma, una sfida tecnica per qualsiasi laboratorio di proteomica. Grazie alle nostre apparecchiature all'avanguardia (timsTOF Pro2), siamo orgogliosi di aver contribuito alla produzione di uno studio scientifico robusto e di alta qualità".


Questi risultati rafforzano l'idea che fattori circolanti nel sangue possono influenzare direttamente la progressione delle malattie neurodegenerative come il MA. La comprensione di questi meccanismi consentirà di identificare nuovi bersagli terapeutici e strategie preventive. Il prossimo passo sarà determinare esattamente quali siano questi fattori e se è possibile intervenire su di essi nell’uomo.

 

 

 


Fonte: MELISA Institute via EurekAlert! (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: M Pizarro, [+7], R Morales. Infusion of blood from young and old mice modulates amyloid pathology. Aging, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Con l'età cala drasticamente la capacità del cervello di eliminare le pro…

31.07.2015 | Ricerche

Il fattore di rischio più grande per l'Alzheimer è l'avanzare degli anni. Dopo i 65, il rischio r...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

L'invecchiamento è guidato da geni sbilanciati

21.12.2022 | Ricerche

Il meccanismo appena scoperto è presente in vari tipi di animali, compresi gli esseri umani.

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

LipiDiDiet trova effetti ampi e duraturi da intervento nutrizionale all'i…

9.11.2020 | Ricerche

Attualmente non esiste una cura nota per la demenza, e le terapie farmacologiche esisten...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Districare la tau: ricercatori trovano 'obiettivo maneggiabile' per …

30.01.2019 | Ricerche

L'accumulo di placche di amiloide beta (Aβ) e grovigli di una proteina chiamata tau nel ...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.