Un secondo amiloide può essere all'opera nell'Alzheimer

Un secondo amiloide può avere un ruolo nell'Alzheimer, secondo dei ricercatori dell'Alzheimer's Disease Center della University of California di Davis.


Il loro studio, pubblicato on line sulla rivista Annals of Neurology, ha scoperto che una proteina, secreta con l'insulina, viaggia nel flusso sanguigno e si accumula nel cervello di individui con diabete di tipo 2 e demenza, allo stesso modo delle placche di amiloide-beta (Αβ) associate all'Alzheimer.


La ricerca è la prima ad identificare i depositi della proteina, chiamata amilina, nel cervello delle persone con Alzheimer, così come i depositi combinati di amilina e placche, suggerendo che l'amilina sia un secondo amiloide e un nuovo biomarcatore della demenza correlata all'età e dell'Alzheimer.


"Sappiamo da molto tempo che il diabete danneggia il cervello, e ci sono molte ipotesi sul perché questo accade, ma non c'era finora alcuna prova conclusiva", scrive Charles DeCarli, direttore dell'Alzheimer Disease Center della UC Davis. "Questa ricerca è la prima a dimostrare chiaramente che l'amilina stessa entra nel cervello e forma le placche identiche a quelle di beta-amiloide ritenute la causa della malattia. In effetti, l'amilina si presenta come la proteina amiloide-beta, ed entrambe interagiscono. Ecco perché la stiamo chiamando il secondo amiloide dell'Alzheimer".


Il diabete di tipo 2 è una malattia metabolica cronica che aumenta il rischio di malattie cerebrovascolari e demenza, un rischio che si sviluppa anni prima della comparsa del diabete clinicamente evidente. La sua incidenza è molto maggiore tra le persone obese e insulino-resistenti. L'amilina, o polipeptide amiloide isola, è un ormone prodotto dal pancreas che circola nel sangue con l'insulina e ha un ruolo cruciale nella regolazione glicemica rallentando lo svuotamento gastrico, promuovendo la sazietà e prevenendo i picchi post-prandiali dei livelli di glucosio nel sangue. La sua deposizione nel pancreas è una caratteristica del diabete di tipo 2.


Quando sono sovra-secrete, alcune proteine ​​hanno una maggiore propensione ad attaccarsi l'una all'altra, formando piccoli aggregati, detti oligomeri, fibrille e amiloidi. Questi tipi di proteine ​​sono chiamati amiloidogenici e comprendono l'amilina e l'Αβ. Ci sono circa 28 proteine ​​amiloidogeniche, ciascuna delle quali è associata a malattie.


Lo studio è stato condotto esaminando il tessuto cerebrale di individui divisi in tre gruppi: quelli che avevano sia il diabete che la demenza da malattia cerebrovascolare o da Alzheimer, quelli con Alzheimer senza diabete, e coetanei sani per controllo. La ricerca ha trovato numerosi depositi di amilina nella materia grigia dei pazienti diabetici con demenza, così come nelle pareti dei vasi sanguigni del loro cervello, suggerendo un afflusso di amilina dalla circolazione sanguigna. Sorprendentemente, i ricercatori hanno anche scoperto amilina nel tessuto cerebrale di individui con Alzheimer ai quali non era stato diagnosticato il diabete; hanno ipotizzato che questi individui potessero avere una resistenza all'insulina non diagnosticata. Non hanno trovato depositi di amilina nel cervello dei soggetti sani di controllo.


"Abbiamo scoperto che i depositi di amilina nel cervello di persone con demenza sono sia isolati che insieme all'Aβ, la causa presunta dell'Alzheimer", ha detto Florin Despa (foto), assistente professor-in-residence del Dipartimento di Farmacologia alla UC Davis. "È sia nelle pareti dei vasi sanguigni del cervello che in aree remote dai vasi sanguigni. Si accumula nel cervello, e abbiamo trovato segni che l'amilina uccide i neuroni come l'Αβ. Questa potrebbe essere la risposta alla domanda 'Che cosa rende gli obesi e i pazienti diabetici di tipo 2 più inclini a sviluppare la demenza?' "


I ricercatori hanno intrapreso le indagini dopo che Despa ed i suoi colleghi hanno scoperto che l'amilina si accumula nei vasi sanguigni e muscolari del cuore. Da questa evidenza, hanno ipotizzato che la stessa cosa potrebbe accadere nel cervello. Per verificare l'ipotesi hanno ricevuto un assegno per una ricerca pilota, attraverso l'Alzheimer's Disease Center.


La ricerca è stata condotta sul tessuto dal cervello di individui con più di 65 anni, donati all'Alzheimer's Disease Center della UC Davis: 15 pazienti con Alzheimer e diabete di tipo 2, 14 pazienti con Alzheimer senza diabete, e 13 controlli sani. Sono stati eseguiti diversi test, compresi Western blot, immunoistochimica ed ELISA (enzyme-linked immunosorbent assay), per verificare l'accumulo di amilina in campioni di corteccia temporale.  Al contrario del cervello sano, il tessuto cerebrale infiltrato con amilina mostra un aumento degli spazi interstiziali, delle cavità all'interno del tessuto, spugnosità, e vasi sanguigni piegati intorno ai siti di accumulo dell'amilina.


Despa dice che la scoperta potrebbe offrire un bersaglio terapeutico per lo sviluppo di farmaci che aumentano il tasso di eliminazione di amilina attraverso i reni, oppure ne diminuiscono il tasso di oligomerizzazione e deposizione nei pazienti diabetici. "Se riuscissimo a trattare bene il pre-diabete, una condizione che favorisce l'aumento della secrezione di amilina, potremmo ridurre il rischio di complicanze, compreso l'Alzheimer e la demenza", conclude Despa.

 

 

 

 

 


Fonte: University of California Davis (UCD).

Riferimento: Kaleena Jackson, Gustavo A. Barisone, Elva Diaz, Lee-way Jin, Charles DeCarli, Florin Despa. Amylin deposition in the brain: A second amyloid in Alzheimer's disease?Annals of Neurology, 2013; DOI: 10.1002/ana.23956

Pubblicato in Science Daily (> English version) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Scoperta ulteriore 'barriera' anatomica che difende e monitora il ce…

11.01.2023 | Ricerche

Dalla complessità delle reti neurali, alle funzioni e strutture biologiche di base, il c...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Ricercatori del MIT recuperano con la luce i ricordi 'persi'

29.05.2015 | Ricerche

I ricordi che sono stati "persi" a causa di un'amnesia possono essere richiamati attivando le cel...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)