Farmaco blocca produzione di neurotossine che provocano l'Alzheimer

Un team di scienziati della Facoltà di Medicina alla University of California di San Diego, della Medical University of South Carolina e della American Life Science Pharmaceuticals, Inc. di San Diego, ha comunicato che eliminando o riducendo il gene della catepsina B con un enzima inibitore, si blocca la creazione dei principali peptidi neurotossici pGlu-Aβ legati all'Alzheimer (AD).


Inoltre, il farmaco inibitore candidato si è dimostrato sicuro negli esseri umani. I risultati, basati su modelli di topo di AD e pubblicati online sul Journal of Alzheimer, supportano la prosecuzione dello sviluppo di inibitori della proteasi cisteina, come una nuova classe di obiettivi farmaceutici per l'AD.


"Nessun altro programma terapeutico sta indagando gli inibitori della proteasi cisteina per il trattamento dell'AD
", ha detto la collaboratrice Vivian Hook, PhD, professoressa della Facoltà Skaggs di Farmacia e Scienze Farmaceutiche della UC San Diego e della School of Medicine alla UC San Diego.


I farmaci per AD attuali trattano alcuni sintomi della malattia neurologica devastante, ma nessuno in realtà ne rallenta il progresso, la previene o la cura. Nessun nuovo farmaco per AD è stato approvato negli ultimi dieci anni e oltre.


I ricercatori si sono concentrati sulla produzione da parte della catepsina B di pGlu-Aβ N-troncato, un peptide o catena corta di amminoacidi, e sul blocco della catepsina B dall'E64d, un composto che ha dimostrato di inibire la proteasi cisteina, un tipo di enzima.


L'AD è caratterizzato dall'accumulo di vari peptidi Aβ [= amiloide-beta], come oligomeri e placche amiloidi nel cervello, i fattori coinvolti nella perdita neuronale e nel deficit di memoria nel tempo. Questi peptidi di Aβ neurotossici vengono creati quando gli enzimi scindono una grande proteina chiamata «proteina precursore dell'amiloide» (APP) in piccoli peptidi Aβ di tossicità varia. Il pGlu-Aβ N-troncato ha dimostrato di essere uno dei più neurotossici tra le molteplici forme di peptidi di Aβ.


Molta ricerca di AD si è concentrata sull'enzima BACE1 β-secretasi, che taglia l'APP, ma era sconosciuto il suo ruolo nella produzione di pGlu-Aβ. La catepsina B è una β-secretasi alternativa che scinde il sito della β-secretasi wild-type di APP, che è espresso nelle principali forme sporadiche e in molte forme familiari di AD. La Hook e i colleghi hanno esaminato quello che è successo dopo aver eliminato il gene BACE1 o la catepsina B. Hanno scoperto che la catepsina B, ma non il BACE1, produce il pGlu-Aβ altamente tossico.


Forse ancora più interessante, gli scienziati hanno scoperto che l'E64d, un inibitore enzimatico della catepsina B, riduce la produzione di pGlu-Aβ e di altri peptidi Aβ associati all'AD. E' stato cruciale constatare che l'E64d e il blocco del gene della catepsina B porta a migliorare il deficit di memoria in un modello di topo di AD. "Questa è una scoperta emozionante", ha detto la Hook. "Ci rivolgiamo ad un nuovo obiettivo - la catepsina B - e a una molecola piccola, sicura ed efficace (l'E64d), per ridurre il pGlu-Aβ che avvia lo sviluppo della neurotossicità della malattia. Nessun altro lavoro nel settore aveva affrontato l'inibizione della proteasi per la riduzione del pGlu-Aβ di AD".


La Hook nota che l'E64d si è già dimostrato sicuro in studi clinici di pazienti affetti da distrofia muscolare e potrebbe quindi rivelarsi, probabilmente, sicuro anche per il trattamento di AD. Lei spera di lanciare dei test clinici umani di Fase 1 in un prossimo futuro con una versione modificata del farmaco candidato.


Co-autori includono Gregory Hook della American Life Science Pharmaceuticals, Inc.; Yu Jin e Mark Kindy della Medical University of South Carolina; e Thomas Toneff della UCSD Skaggs School of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences. Il finanziamento per questa ricerca è stato fornito dal National Institutes of Health, da borse di studio del Veteran’s Affairs Merit Review e dell'Alzheimer’s Association.

 

 

 

 

 


FonteUniversity of California, San Diego Health Sciences  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Svolta per l'Alzheimer? Confermato collegamento genetico con i disturbi i…

26.07.2022 | Ricerche

Uno studio eseguito in Australia alla Edith Cowan University (ECU) ha confermato il legame tra Alzhe...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.