Malattia rara mostra uno dei meccanismi alla base dell'Alzheimer

Ricercatori della University of California di San Diego hanno identificato il meccanismo attraverso il quale una rara malattia neurodegenerativa ereditaria causa debolezza muscolare spesso invalidante negli uomini, oltre a ridurne la fertilità.


Lo studio, pubblicato il 10 agosto sulla rivista Nature Neuroscience, dimostra che una mutazione del gene da tempo riconosciuto cruciale per lo sviluppo della malattia di Kennedy altera la capacità del corpo di degradare, rimuovere e riciclare ciuffi di proteine ​​"spazzatura" che potrebbero altrimenti accumularsi nei neuroni, compromettendone in modo progressivo la capacità di controllare la contrazione muscolare.


Questo meccanismo, chiamato autofagia, è simile ad un sistema di smaltimento dei rifiuti ed è l'unico modo che ha il corpo di liberarsi delle proteine ​​spazzatura mal ripiegate e non funzionanti.


"Sappiamo dalla metà degli anni '90 che l'Alzheimer, il Parkinson e l'Huntington sono causati da un accumulo di proteine ​​mal ripiegate che avrebbero dovuto essere degradate, ma non possono più essere riconvertite", ha detto l'autore senior Albert La Spada, MD, PhD e professore di pediatria, medicina cellulare e molecolare e di neuroscienze. "Il valore di questo studio è che esso identifica un obiettivo per arrestare la progressione nell'accumulo di proteine, non solo in questa malattia rara, ma in molte altre malattie che sono associate con la funzione compromessa del percorso dell'autofagia".


Dei 400/500 uomini negli Stati Uniti che hanno la malattia di Kennedy, la perdita lenta ma progressiva della funzione motoria implica che circa il 15/20 per cento di loro è confinato nella sedia a rotelle nelle fasi avanzate della malattia.


La malattia di Kennedy, chiamata anche «atrofia muscolare spinale e bulbare», è una malattia recessiva X-legata che gli uomini ereditano dalla madre. Le donne non la acquisiscono perché hanno due copie del cromosoma X. L'anomalia genetica fa sì che gli uomini producano una proteina mutante recettrice degli androgeni, che compromette la sensibilità del corpo e la risposta agli ormoni sessuali maschili, determinando a volte la conseguente atrofia testicolare e l'allargamento del seno maschile.


Negli esperimenti con i topi, gli scienziati hanno scoperto che la proteina mutante recettrice degli androgeni, oltre a interrompere la biologia riproduttiva maschile, disattiva anche una proteina chiamata «fattore di trascrizione EB» (TFEB), che è ritenuta uno dei regolatori principali dell'autofagia nelle cellule nervose e di altro tipo.


In particolare, la proteina mutante recettrice degli androgeni nella malattia di Kennedy si lega alla TFEB e blocca la sua capacità di mediare la scomposizione e la rimozione di proteine ​​non-funzionanti e di proteine ​​aggregate. "Il nostro studio ci dice che, se potessimo trovare un modo per tenere funzionante la TFEB, potremmo probabilmente prevenire la progressione di questa malattia e altre simili", ha detto La Spada. "Ora abbiamo un bersaglio per nuove terapie per il trattamento non solo della malattia di Kennedy, ma anche di molti altri disturbi neurologici più comuni".

 

*******
Co-autori includono Constanza J. Cortes, Helen C Miranda, Harald Frankowski, Yakup Batlevi, Jessica E. Young, Amy Le e Cassiano Carromeu della UC San Diego; Nishi Ivanov, Bryce L. Sopher e Gwenn A. Garden della Università di Washington; e Alysson R. Muotri della UC San Diego e del Rady Children's Hospital di San Diego.

Il finanziamento per questo studio è stato fornito dal National Institutes of Health, dalla Muscular Dystrophy Association e dal California Institute for Regenerative Medicine.

 

 

 

 

 


Fonte:  Jackie Carr and Christina Johnson in University of California, San Diego (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Constanza J Cortes, Helen C Miranda, Harald Frankowski, Yakup Batlevi, Jessica E Young, Amy Le, Nishi Ivanov, Bryce L Sopher, Cassiano Carromeu, Alysson R Muotri, Gwenn A Garden, Albert R La Spada. Polyglutamine-expanded androgen receptor interferes with TFEB to elicit autophagy defects in SBMA. Nature Neuroscience, 2014; DOI: 10.1038/nn.3787

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)