Un composto della birra potrebbe aiutare ad evitare Alzheimer e Parkinson

I benefici salutari del vino hanno monopolizzato di recente tutti i riflettori, lasciando in ombra la birra. Ma gli scienziati stanno scoprendo nuovi modi per cui quest'ultima bevanda potrebbe essere più salutare di quanto si pensa.


Dei ricercatori hanno appena riferito sul Journal of Agricultural and Food Chemistry che un composto proveniente dal luppolo potrebbe proteggere le cellule cerebrali dai danni, e rallentare potenzialmente lo sviluppo di malattie come l'Alzheimer e il Parkinson.


Jianguo Fang e i suoi colleghi notano che prove crescenti suggeriscono che i danni ossidativi alle cellule neuronali contribuiscono allo sviluppo di malattie che hanno origine nel cervello.


Se gli scienziati potessero trovare un modo per proteggere queste cellule da un tale tipo di danni, potrebbero  aiutare a prevenire o rallentare l'Alzheimer, il Parkinson e altre patologie neurodegenerative.


Un composto presente nel luppolo, chiamato [[xantumolo]], ha avuto l'attenzione dei ricercatori per i suoi potenziali benefici, compresa l'antiossidazione, la protezione cardiovascolare e le proprietà antitumorali.


Il team di Fang ha quindi deciso di testare gli effetti dello xantumolo sulle cellule cerebrali.


Nei test di laboratorio, i ricercatori hanno scoperto che il composto potrebbe proteggere le cellule neuronali e contribuire potenzialmente a rallentare lo sviluppo di disturbi cerebrali. Gli scienziati concludono che lo xantumolo potrebbe essere un buon candidato per la lotta contro tali condizioni.


Gli autori riferiscono di aver avuto finanziamenti dalla Lanzhou University e dalla Natural Science Foundation of Gansu Province.

 

 

 

 

 


FonteAmerican Chemical Society (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Juan Yao, Baoxin Zhang, Chunpo Ge, Shoujiao Peng, Jianguo Fang. Xanthohumol, a Polyphenol Chalcone Present in Hops, Activating Nrf2 Enzymes to Confer Protection against Oxidative Damage in PC12 Cells. Journal of Agricultural and Food Chemistry, 2015; 150114105705007 DOI: 10.1021/jf505075n

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