Uomini, topi e Alzheimer

Il titolo dell'articolo dice: "Nuovo trattamento di Alzheimer ripristina completamente le funzioni della memoria".


Che grande notizia! Così grande, che quel titolo, o le sue varianti, circolano su internet, sono inoltrate da amico ad amico per diversi anni.


Si riferisce a molti test condotti nei laboratori di tutto il mondo. Poichè mio marito è morto di Alzheimer, tutti quelli che conosco sono pronti a mandarmelo.


Purtroppo questo, e gli altri titoli simili, sono fuorvianti. Quando si leggono i contenuti degli articoli, si scopre che i pazienti coinvolti in molti di questi test erano topi.


Ahimè, mio marito non era un topo. E nemmeno lo sono i milioni di uomini e donne di tutto il mondo che, con i loro caregivers, vivono con la condanna a morte: Alzheimer.


La strada da un topo ad un essere umano è lunga. In un simposio europeo tenutosi a Londra nel maggio 2010, la conclusione di uno studio sull'efficacia dei topi era che, sebbene i topi siano tra i migliori modelli per le cure negli esseri umani, "I topi non sono sempre affidabili come modelli pre-clinici per le malattie umane e la letteratura scientifica è piena di esempi di farmaci che hanno funzionato bene negli animali, ma si sono rivelati inefficaci negli studi clinici sull'uomo. Questi fallimenti costano milioni di euro all'industria farmaceutica".


Anche se il modello topo/umano fosse una corrispondenza perfetta, ci vorrebbero anni, e più di un miliardo di dollari, prima che il farmaco in questione sia disponibile per i pazienti umani. Mettere un farmaco sul mercato è un processo lungo. In alcuni casi particolari, il processo pre-clinico può essere completato in due anni ma la media è 5/7, con un costo di milioni. Al termine di tale periodo di esperimento, la FDA, o la sua controparte in altri governi, deve dare l'approvazione per gli studi clinici che prendono altri 5-7 anni. In media, ci vogliono 12 anni per portare un farmaco al paziente. Uno su 10.999 potrebbe farcela, a un costo di circa 1,8 miliardi di dollari.


Oh essere un topo! O per quello che conta, scambiare l'Alzheimer per qualche altra malattia!


Confrontare le malattie è un argomento scomodo. Qualunque sia quella che abbiamo, o che ha qualcuno che amiamo (anche il comune raffreddore), è la peggiore al momento. Ma alcune malattie danno più speranza di altre. L'Alzheimer's Association ci ricorda che tra le prime dieci cause di morte in America, l'Alzheimer è l'unica che non può essere evitata, curata o rallentata.


Per Alzheimer muoiono 5 volte più persone dell'Aids. Eppure l'Aids riceve fondi per la ricerca 23 volte di più dell'Alzheimer, dal bilancio dei National Institutes of Health. Negli Stati Uniti, la ricerca sul cancro ottiene 5,4 miliardi, sull'HIV/AIDS 3 miliardi, per il cuore 1,2 miliardi di dollari. La ricerca di Alzhiemer 566 milioni di dollari. Si prega di notare la differenza tra i miliardi e i milioni: enorme.


Per questo i titoli sulle cure stanno ingannando. Non esiste un trattamento in grado di modificare il corso dell'Alzheimer. Non esiste una cura. Chiunque riceve la diagnosi morirà, lentamente, prima nella dignità, poi nel corpo.


La mia lite con i titoli fuorvianti ha due aspetti. In primo luogo, che danno false speranze. E, cosa più importante, che possono scoraggiare la raccolta di fondi. Leggi un titolo come quello citato sopra, e ti domandi: perché firmare un assegno per la ricerca di Alzheimer?


Ma il bisogno di denaro per la ricerca è più grande che mai, non mancano le idee, o gli scienziati disposti a dedicare anni della loro vita alla ricerca di una cura. C'è una carenza di fondi per finanziare i loro progetti.


L'idea che ci potrebbe essere una cura che non è arrivata a milioni di pazienti, tra cui qualcuno che ami, perché non siamo riusciti a finanziare il progetto: questo dovrebbe essere l'incubo della società.


È comunque il mio.

 

 

 

 

 


Fonte: Joan Sutton in Huffington Post (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Cervello del toporagno si restringe in inverno e rinasce in estate: c'è q…

10.09.2025 | Ricerche

I toporagni comuni sono uno dei pochi mammiferi noti per restringere e far ricrescere in...

Come rimodellare con le arti l'assistenza alla demenza

14.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Da bambina, Anne Basting è andata a trovare la nonna nella casa di riposo. 'Impressionante' è la ...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

Qualità della vita peggiora quando l'Alzheimer è complicato dal cancro

28.04.2023 | Esperienze & Opinioni

Che considerazioni si possono fare per una persona con Alzheimer che riceve anche la diagnosi di can...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.