Il gene di rischio dell'Alzheimer ha effetti precoci sul cervello

Una predisposizione genetica al morbo di Alzheimer (MA) ad esordio tardivo influenza il modo in cui il cervello dei giovani adulti affronta alcuni compiti di memoria. I ricercatori del Centro Tedesco Malattie Neurodegenerative (DZNE) e della Ruhr-Universität Bochum ne riferiscono sulla rivista Current Biology.


I loro risultati sono basati su studi con risonanza magnetica di individui di circa 20 anni. Gli scienziati sospettano che gli effetti osservati potrebbero essere correlati a processi molto precoci della malattia.


Le cause del MA in età avanzata sono conosciute solo in minima parte. Si ritiene che la malattia sia provocata da un'interazione sfavorevole tra stile di vita, fattori esterni e rischi genetici. Il più grande fattore di rischio genetico per il MA ad insorgenza tardiva deriva da mutazioni ereditarie che colpiscono l'Apolipoproteina E (ApoE), una proteina importante per il metabolismo dei grassi e per i neuroni.


Conosciamo 3 varianti del gene ApoE: la forma più comune è associata con un rischio medio di MA, una delle 2 varianti più rare aumenta il rischio, e l'altra lo riduce.


“Volevamo scoprire se e come le diverse varianti del gene influenzano la funzione cerebrale. È per questo che abbiamo esaminato il cervello dei giovani adulti con lo scanner, mentre dovevano risolvere un compito che impegnava la loro memoria“, ha spiegato la dott.ssa Hweeling Lee, che ha guidato lo studio al DZNE di Bonn.

 

Distinguere eventi simili

Il gruppo dei partecipanti allo studio era composto da 82 uomini e donne giovani, in media di 20 anni, e tutti studenti universitari considerati cognitivamente sani. Secondo il loro genotipo dell'ApoE, il rischio di sviluppare il MA in tarda età era medio per 33 di loro, più alto per 34, e inferiore per 15.


Durante lo studio nello scanner cerebrale, tutti gli individui hanno visto su un monitor più di 150 immagini consecutive di oggetti di uso quotidiano, come un martello, un ananas o un gatto. Alcune immagini venivano ripetute dopo un po', ma a volte variava la loro posizione sullo schermo. I partecipanti allo studio dovevano identificare se un oggetto era 'nuovo' o già visto e, in caso affermativo, se la sua posizione era diversa.


“Abbiamo testato la capacità di distinguere eventi simili l'uno dall'altro. Questo si chiama 'separazione del modello' “, ha detto Hweeling Lee. “Nella vita di tutti i giorni, ad esempio, si tratta di ricordare se una chiave è stata messa nel cassetto di sinistra o di destra del mobile, o dove è stata parcheggiata la macchina in un garage. Abbiamo simulato tali situazioni in modo semplificato cambiando la posizione degli oggetti raffigurati”.

 

Alta risoluzione attraverso la tecnologia moderna

Durante questo esperimento, è stata registrata l'attività cerebrale dei volontari usando una tecnica chiamata 'risonanza magnetica funzionale'. L'obiettivo era l'ippocampo, un'area di pochi centimetri cubi di dimensioni, presente in ognuno dei due emisferi del cervello. L'ippocampo è considerato il centralino della memoria. Appartiene anche a quelle parti del cervello che subiscono i primi danni del MA.


Quando si misura l'attività cerebrale, lo scanner è in grado di mostrare tutto il suo potenziale: era una 'tomografia a campo ultra-alto' con la forza di campo magnetico di sette Tesla. Tali dispositivi possono raggiungere una risoluzione migliore degli scanner cerebrali usati di norma nelle visite mediche.


Ciò ha permesso ai ricercatori di registrare l'attività cerebrale in vari sottocampi dell'ippocampo con alta precisione. “Fino ad ora, non c'erano stati studi analoghi con un tale livello di dettaglio in partecipanti ai quali si genotipizza l'ApoE. Questa è una caratteristica unica della nostra ricerca“, ha detto Hweeling Lee.

 

Nessuna differenza di prestazioni della memoria

Non c'erano differenze tra i tre gruppi di soggetti in termini della loro capacità di 'separazione del modello'. Nikolai Axmacher, docente di Neuropsicologia alla Ruhr-Universität Bochum, che era coinvolto in questo studio, ha detto:

“Tutti i partecipanti allo studio sono andati in modo simile nel test di memoria. Non importava se avessero un rischio maggiore, minore o medio di MA. Tali risultati sono sicuramente da attendersi nei giovani in buona salute.

“Tuttavia, ci sono state differenze nell'attività cerebrale. I diversi gruppi di partecipanti allo studio hanno attivato ​​i vari sottocampi dell'ippocampo in modi diversi e in diversa misura. Il loro cervello quindi ha reagito in modo diverso al compito di memoria. In realtà, abbiamo visto differenze di attivazione cerebrale non solo tra le persone con rischio medio e alto, ma anche tra gli individui con rischio medio e ridotto“.


Allo stato attuale, non è chiaro se questi effetti sono significativi per sviluppare il MA in età avanzata.


“I nostri risultati potrebbero essere correlati a processi molto precoci di malattia. Determinare questo è un compito di studi futuri e [i risultati] potrebbero aiutare a definire dei biomarcatori per la diagnosi precoce di demenza“, ha detto Lee Hweeling. “In ogni caso, è notevole che una predisposizione genetica per il MA sia già riflessa nel cervello nella giovane età adulta”.

 

 

 


Fonte: DZNE - German Center for Neurodegenerative Diseases (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Hweeling Lee, Rüdiger Stirnberg, Sichu Wu, Xin Wang, Tony Stöcker, Sonja Jung, Christian Montag, Nikolai Axmacher. Genetic Alzheimer’s Disease Risk Affects the Neural Mechanisms of Pattern Separation in Hippocampal Subfields. Current Biology, 10 Sep 2020, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Studio dimostra il ruolo dei batteri intestinali nelle neurodegenerazioni

7.10.2016 | Ricerche

L'Alzheimer (AD), il Parkinson (PD) e la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) sono tutte ...

Scoperta importante sull'Alzheimer: neuroni che inducono rumore 'cop…

11.06.2020 | Ricerche

I neuroni che sono responsabili di nuove esperienze interferiscono con i segnali dei neu...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

Identificazione dei primi segnali dell'Alzheimer

7.03.2022 | Ricerche

Un team multidisciplinare di ricerca, composto da ricercatori del progetto ARAMIS, dell...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)