Neppure i dati pubblicati chiariscono se l'Aduhelm è utile per i pazienti

Biogen ha annunciato sommessamente in una conferenza in Spagna che è stato finalmente pubblicato un manoscritto dei risultati dell'esperimento di Fase III (EMERGE) dell'Aduhelm, il farmaco controverso per il morbo di Alzheimer (MA), in una piccola rivista, con un editore capo in conflitto di interessi, quasi un anno dopo che il farmaco ha avuto l'approvazione accelerata.


Il manoscritto è stato pubblicato mercoledì scorso sul Journal of Prevention of Alzheimer’s Disease, come riferito da un portavoce dell'azienda alla 2022 International Conference on Alzheimer’s and Parkinson’s Diseases.


Brian Skorney, analista di biotecnologie della Baird, ha notato che considerando l'impatto dei risultati e il modo in cui l'approvazione dipende da tali dati, la rivista non è esattamente una pubblicazione di alto livello, poiché il suo fattore di impatto è 4,5, mentre quello di JAMA è 56, e quello del New England Journal of Medicine è 91.


"È folle quanto tempo ci è voluto"
per pubblicare, ha detto Anton Porsteinsson, direttore del programma MA dell'Università di Rochester. "È una rivista che è cresciuta un po' all'interno del campo del MA negli ultimi 5 anni, ma non puoi dire che può competere con il New England o JAMA o The Lancet. Mi aspetto anche che ci saranno discussioni sul perché ci è voluto così tanto tempo, e perché non è stato fatto in una rivista più importante".


Inoltre, Paul Aisen, uno dei redattori capo della rivista e direttore dell'Alzheimer’s Therapy Research Institute della University of Southern California di Los Angeles, è un consulente pagato della Biogen e ha ricevuto quasi $ 40.000 dalla società dal 2014. La Biogen ha rifiutato di commentare se il manoscritto è stato inviato ad altre riviste prima di questa pubblicazione.


I dati potrebbero finalmente offrire ai ricercatori, e potenzialmente ai medici prescriventi, una visione migliore di come utilizzare l'Aduhelm e cosa mostrano i dati sulla sua sicurezza.


Madhav Thambisetty, investigatore senior del National Institute on Aging, che ha votato contro l'Aduhelm nel comitato consultivo della FDA che si era espresso unanimemente contro di esso prima dell'approvazione, ci ha detto:

"Il documento fa poco per affrontare la questione chiave del perché due esperimenti specifici di fase-3 sull'aducanumab erano discordanti. Gli autori ripetono la loro dichiarazione che l'emendamento al protocollo di metà studio (PV4) ha consentito a più pazienti di accedere alla dose elevata/efficace del farmaco per una durata più lunga rispetto a quella di ingaggio.

"Tuttavia, come discusso ampiamente dal revisore statistico della FDA, questa argomentazione non è sostenibile, perché circa un terzo dei partecipanti all'esperimento ENGAGE, che erano non portatori di ApoE4, avevano accesso alla dose alta del farmaco fin dall'inizio dello studio. Questi partecipanti non mostrano alcun effetto dal trattamento. Questo problema non è affrontato affatto nel documento [appena pubblicato].

"Un'altra omissione eclatante è il peggioramento piuttosto sorprendente del gruppo placebo in EMERGE che può guidare la 'positività' dello studio. C'è poca discussione su questo tema".


Anche Rob Howard, psichiatra dell'anzianità della University College London, ci ha espresso i suoi dubbi:

"Non mi sembra che questo [studio] abbia subito la rigorosa revisione tra pari che uno studio così importante e controverso dovrebbe avere. Dov'è, per fare un esempio, la discussione sul deterioramento più rapido casuale post cambio protocollo dei partecipanti all'EMERGE con placebo, identificato dagli statistici FDA come la spiegazione più probabile delle differenze tra i gruppi ad alta dose e placebo a quel punto?"

"Dov'è la considerazione del potenziale slegamento collegato agli eventi ARIA e all'aumento del monitoraggio con risonanza magnetica che dovrebbe accompagnarli, anche se in mancanza di sintomi?

"Queste sono domande difficili per la Biogen alle quali non è riuscita a rispondere alla FDA, ed è degno di nota che i revisori e l'editore non abbiano condizionato la pubblicazione alle risposte. Questo è un peccato.

"Molti di noi avevano chiesto ripetutamente che Biogen inviasse i dati alla pubblicazione peer-reviewed [con controllo dei pari]. Apparentemente ora l'hanno fatto, ma la revisione tra pari è stata apparentemente così benevola e senza chiarimenti che [la Biogen] potrebbe non essere stata disturbata. Troppo poco e troppo tardi ora per salvare l'aducanumab dall'oscurità, temo".


Nell'annunciare la pubblicazione, la società ha anche pubblicato nuovi dati che mostrano che l'Aduhelm continua a ridurre l'amiloide-beta nel cervello per due anni e mezzo (l'approvazione accelerata della FDA è stata basata su 1,5 anni di dati). Ma ancora, la società non ha offerto ulteriori dati per capire se questa riduzione dell'amiloide può rallentare il declino cognitivo.


Thambisetty ha inoltre notato:

"Il documento conferma che è stato osservato un aumento significativo del cambiamento dal basale alla settimana 30 e alla settimana 78 nel volume del ventricolo laterale nella MRI in tutti i gruppi di trattamento aducanumab (gruppi a basso e ad alto dosaggio sia in EMERGE che in ENGAGE) in confronto al placebo (P <.0001); nessun effetto relativo al trattamento è stato osservato nella misurazione dell'ippocampo e del cervello intero".

"Questa scoperta è coerente con quelle da altri anticorpi che abbassano l'amiloide, che sembrano accelerare l'atrofia del cervello. Tuttavia, sono stati dati pochi dettagli su questo evento avverso importante e potenzialmente clinicamente rilevante.

"Questa atrofia accelerata era peggiore nei portatori di  ApoE4? C'era un'associazione tra l'ampliamento del volume ventricolare e altri eventi avversi come ARIA-E e ARIA-H? Quali sono le conseguenze a lungo termine di tale atrofia accelerata? C'era un'associazione tra la gravità dell'ampliamento ventricolare e i livelli plasmatici di p-tau che possono riflettere la neurodegenerazione?

"Dato che i pazienti potrebbero prendere questo farmaco per diversi anni (supponendo che vengano trattati nelle prime fasi del MA), sembra particolarmente preoccupante che il peggioramento dell'atrofia del cervello sia una conseguenza inevitabile del trattamento con questo farmaco".

 

 

 


Fonte: Zachary Brennan in Endpoints News (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Scienziati dicono che si possono recuperare i 'ricordi persi' per l…

4.08.2017 | Ricerche

Dei ricordi dimenticati sono stati risvegliati nei topi con Alzheimer, suggerendo che la...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Rete mitocondri-metabolismo-calcio: un fattore centrale nella patologia dell&#…

22.01.2026 | Ricerche

Una revisione pubblicata su Genes & Diseases da ricercatori dell'Institute for Brain...

Zen e mitocondri: il macchinario della morte rende più sana la vita

20.11.2023 | Ricerche

Sebbene tutti noi aspiriamo a una vita lunga, ciò che è più ambito è un lungo periodo di...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Lavati i denti, posticipa l'Alzheimer: legame diretto tra gengivite e mal…

4.06.2019 | Ricerche

Dei ricercatori hanno stabilito che la malattia gengivale (gengivite) ha un ruolo decisi...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)