[Domenico Praticò] I rischi delle autovalutazioni online della memoria

Non c'è dubbio che oggi la maggior parte di noi, nel momento in cui ha una domanda o una preoccupazione riguardo la propria salute o quella di una persona cara, fa una ricerca su Internet per saperne di più. Ad esempio, se i problemi di memoria o il possibile Alzheimer/demenza sono la nostra preoccupazione, esistono numerosi siti web di agenzie governative, ospedali, centri sanitari, centri di ricerca ed enti commerciali dove possiamo leggere e informarci di più. Alcuni di questi siti a volte offrono persino diversi questionari online o test che valutano la memoria e potrebbero dirci se siamo affetti o a rischio di sviluppare la malattia, tutti test che possiamo fare a casa in privato.

Stroop testStroop test

In casi come questo, è facile immaginare come chiunque possa essere tentato di sottoporsi a uno o più di questi test di 'screening della memoria' per ottenere maggiori informazioni o magari per 'tranquillità'. Dopotutto, nella maggior parte dei casi questi test sono gratuiti, quindi cosa abbiamo da perdere? Inoltre, questi test hanno dei vantaggi come la possibilità di farli a casa, e di farne anche solo uno e ottenere già una risposta 'preliminare' per i nostri dubbi e preoccupazioni. Alcuni di essi possono persino indicarci se siamo a rischio. Tutti questi aspetti giustificano in parte la crescente popolarità di questi test online, soprattutto tra gli adulti.


Nonostante il successo di questi test online e auto-somministrati, molti studi recenti suggeriscono che essi non offrano i benefici che promettono, poiché non sono necessariamente utili né affidabili. Al contrario, potrebbero persino avere effetti negativi e conseguenze indesiderate per gli stessi individui che li fanno. Inoltre, queste risorse online presentano alcune limitazioni intrinseche, tra cui non dobbiamo dimenticare che non esiste un singolo test (online, in una clinica o nello studio medico) che da solo possa stabilire con precisione se si tratta di un caso di 'demenza'.


Il processo diagnostico è un percorso complesso e articolato in più fasi che inizia con la raccolta dell'anamnesi (o storia clinica) e una valutazione clinica completa, esami fisici e mentali/della memoria, non solo per determinare se è presente una 'demenza', ma anche, e soprattutto, per eliminare le 'cause' che possono essere responsabili dei sintomi di 'demenza' (ridotta funzione della tiroide, bassi livelli di vitamina B6/12, anemia). Le valutazioni online possono dare 'falsi positivi', quando una persona che non soffre di demenza 'fallisce' o ottiene un punteggio basso, e 'falsi negativi', quando una persona che soffre di demenza 'supera' o ottiene un punteggio alto nel test.


In conclusione, i test auto-somministrati che possiamo trovare online potrebbero facilmente essere fuorvianti, imprecisi o non sufficientemente completi.
In alcuni casi, possono anche causare ansia e stress, poiché spesso può essere difficile determinare e gestire quali siano le informazioni più utili. In effetti, siamo tutti d'accordo sul fatto che Internet possa offrire informazioni preziose sulla demenza, ma a volte è difficile distinguere tra informazioni affidabili e inaffidabili.


Ci sono anche alcune questioni etiche, come la 'privacy' e della riservatezza delle informazioni raccolte durante questa forma di autovalutazione online. Dobbiamo ricordare che prima o durante il test condividiamo le nostre informazioni con delle organizzazioni commerciali, quindi è molto importante sapere come e per cosa verranno utilizzate.


In sintesi, ogni volta che siamo preoccupati per problemi riguardanti la memoria per noi stessi o per una persona cara, accompagnati da difficoltà nelle attività e nelle competenze quotidiane, dovremmo sempre prima di tutto contattare il nostro medico di famiglia. Non dobbiamo avere paura, né provare vergogna o senso di colpa nel porre domande su ciò che ci preoccupa, ma essere aperti e sinceri, anche se esiste una fonte di informazioni online affidabile.


Ricordiamo che solo un medico qualificato, dopo aver completato una serie di test e valutazioni diagnostiche, può fornirci una diagnosi in merito ai problemi di memoria che noi o una persona cara stiamo vivendo.
Conoscere è potere, quindi non dovremmo mai sottovalutare ma affrontare le 'cause' dei nostri problemi di salute. Una diagnosi precoce offre sempre la migliore possibilità di gestire o prevenire al meglio le manifestazioni cliniche o, in alcuni casi, di rallentare o addirittura arrestare il processo patologico che ne e' responsabile.

 

 

 


Fonte: Domenico Praticò in Pratico Lab

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021 | Ricerche

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Demenze: forti differenze regionali nell’assistenza, al Nord test diagnostici …

30.01.2024 | Annunci & info

In Iss il Convegno finale del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze, presentate le prime linee guida...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.