Afasia o demenza?

Nell'assistenza a lungo termine, l'afasia fluente viene spesso scambiata per deficit cognitivi associati alla demenza, perché i due disturbi condividono molte caratteristiche comuni. In effetti, l'afasia e altri problemi di comunicazione sono di solito presenti in vari tipi di demenza a vari gradi.

I caregiver, il personale infermieristico, e le famiglie possono avere bisogno di una formazione specifica e possono non essere a conoscenza che i deficit del linguaggio associati all'afasia fluente non significano necessariamente che un paziente ha un deficit cognitivo.


E' importante determinare il motivo specifico di fondo del deficit di comunicazione, per pianificare il miglior corso della terapia.


Per iniziare, naturalmente, la SLP [Speech-Language Pathologist = logopedista] che esegue la diagnosi deve cercare una eventuale storia di CVA [CerebroVascular Accident=ictus] oppure di certi tipi di demenza, e per alcuni casi ci può essere una storia di entrambi. Se c'è solo una storia di CVA, il logopedista curante cercherà di integrare la formazione dei famigliari e del personale per massimizzare il ritorno e l'uso di strategie di comunicazione specifiche e per ridurre fraintendimenti sulla cognizione.


Incontro spesso personale, e anche occasionalmente terapeuti di altre discipline, che affermano che un paziente afasico non è orientato, ha scarsa memoria, o non può rispondere alle domande. Mi è stato detto di una persona che è "orientata alla sola persona" o "non sa il suo stesso nome" solo perché perseverava su una precedente risposta ad una domanda e stava producendo "associazioni clag" (parole che fanno rima o sono simili nel suono alla parola desiderata).


Gli afasici fluenti sono spesso logorroici, e richiedono specifici segnali verbali e visivi per cessare di verbalizzare e ascoltare. Questo è spesso confuso con i modelli di linguaggio espressivo e della parola presenti nei pazienti con demenza.


La formazione del caregiver e dei famigliari dovrebbe includere:

  • dettagli specifici di ciò che il paziente può fare;
  • differenziazione delle caratteristiche della demenza, compresa la presenza pervasiva e sottostante di memoria, intelletto e personalità nella demenza e gli specifici deficit espressivi e ricettivi presenti nel paziente;
  • la natura progressiva della demenza rispetto all'improvvisa comparsa di afasia a seguito di un ictus;
  • strategie di comunicazione, tra cui l'uso di disegni e schede di comunicazione;
  • la presenza comune di un certo grado di deficit di comprensione uditivo nell'afasia, che può essere confuso con il deficit di memoria e di orientamento;
  • insegnare ai caregiver ad assumere sempre che il paziente sa cosa gli viene detto e chiesto, e continuare sempre a parlare al paziente come a un adulto che capisce ciò che sente.

 

 

 

 

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Pubblicato da Jennifer Kay-Williams in AdvanceWeb.com il 7 Febbraio 2013 - Traduzione di Franco Pellizzari.

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