Trovata di recente una variante genetica che difende dall'Alzheimer

Ricercatori della Columbia University di New York hanno scoperto una variante genetica che riduce fino del 70% le probabilità di sviluppare il morbo di Alzheimer (MA) e potrebbe proteggere migliaia di persone dalla malattia.


La scoperta della variante protettiva, che sembra espellere le forme tossiche di amiloide fuori dal cervello, attraversando la barriera emato-encefalica, conferma le evidenze emergenti che i vasi sanguigni del cervello hanno un ruolo importante nel MA e potrebbe indicare una nuova direzione nello sviluppo di terapie.


"Il MA può iniziare con i depositi di amiloide nel cervello, ma le manifestazioni della malattia sono il risultato di cambiamenti che si verificano dopo la comparsa dei depositi", afferma Caghan Kizil PhD, coautore dello studio che ha identificato la variante, e professore associato di scienze neurologiche alla Columbia University. "I nostri risultati suggeriscono che alcuni di questi cambiamenti si verificano nella vascolarizzazione del cervello e che potremmo riuscire a sviluppare nuovi tipi di terapie che imitano l'effetto protettivo del gene per prevenire o trattare la malattia".

 

Obiettivo attraente per un farmaco?

La variante protettiva identificata dallo studio è presente in un gene che produce fibronectina, una componente della barriera emato-encefalica, il rivestimento che circonda i vasi sanguigni del cervello controllando il movimento di sostanze dentro e fuori dal cervello.


La fibronectina è generalmente presente nella barriera emato-encefalica in quantità minime, ma è in grandi quantità nelle persone con MA. La variante identificata nel gene della fibronectina sembra proteggere dal MA prevenendo l'accumulo eccessivo di fibronectina nella barriera emato-encefalica.


"È un caso classico di troppo di una cosa buona", afferma Kizil. "Ci ha fatto pensare che l'eccesso di fibronectina potrebbe impedire la pulizia dei depositi di amiloide dal cervello".


I ricercatori hanno confermato quell'ipotesi nei pesce-zebra modello di MA e hanno in atto ulteriori studi sui topi. Hanno anche scoperto che la riduzione della fibronectina negli animali ha aumentato l'eliminazione di amiloide e ha migliorato altri danni causati dal MA.


"Questi risultati ci hanno dato l'idea che una terapia che punta la fibronectina, e imita la variante protettiva, potrebbe costituire una forte difesa contro la malattia nelle persone", afferma il coautore dello studio Richard Mayeux MD, presidente di neurologia e professore di neurologia, psichiatria ed epidemiologia.


I nuovi trattamenti per il MA puntano direttamente i depositi amiloidi e sono molto efficienti nel rimuovere i depositi attraverso il sistema immunitario. Tuttavia, la semplice rimozione dei depositi in questo modo non migliora i sintomi, né ripara altri danni.


"Potremmo aver bisogno di iniziare a eliminare l'amiloide molto prima e pensiamo che possa essere fatto attraverso il flusso sanguigno", aggiunge Mayeux. "Ecco perché siamo entusiasti della scoperta di questa variante nella fibronectina, che potrebbe essere un buon obiettivo per lo sviluppo di farmaci".

 

Il gene protettivo è stato trovato nelle persone resistenti al MA

I ricercatori hanno scoperto la variante protettiva nelle persone che non hanno mai sviluppato sintomi, ma che avevano ereditato la forma E4 del gene ApoE, che aumenta significativamente il rischio di MA.


"Queste persone resilienti possono dirci molto sulla malattia e quali fattori genetici e non genetici potrebbero dare protezione", afferma il coautore senior Badri N. Vardarajan PhD, assistente professore di scienze neurologiche, esperto nell'uso di approcci computazionali per scoprire i geni del MA. "Abbiamo ipotizzato che queste persone resilienti possano avere varianti genetiche che le proteggono dall'ApoEe4".


Per trovare mutazioni protettive, i ricercatori della Columbia hanno sequenziato i genomi di diverse centinaia di portatori di ApoE4 over-70 di vari provenienze etniche, con e senza MA. Molti partecipanti erano residenti nel nord di Manhattan, iscritti al Washington Heights/Inwood Columbia Aging Project, uno studio continuo condotto dal dipartimento di neurologia della Columbia da più di 30 anni.


Lo studio ha identificato la variante di fibronectina e il team della Columbia ha pubblicizzato i risultati in una pre-stampa a favore di altri ricercatori. Sulla base delle osservazioni del team della Columbia, un altro gruppo delle università di Stanford e Washington ha replicato lo studio in una coorte indipendente di portatori ApoEe4, principalmente di origine europea.


"Hanno trovato la stessa variante di fibronectina, confermando la nostra scoperta e dandoci ancora più fiducia nel nostro risultato", afferma Vardarajan.


I due gruppi hanno combinato i dati con i loro 11.000 partecipanti, il che ha permesso loro di calcolare che la mutazione riduce del 71% le probabilità dei portatori di ApoE4 di sviluppare il MA e può ritardare la malattia di circa 4 anni in coloro che alla fine la svilupperanno. I ricercatori stimano che dall'1% al 3% dei portatori di ApoEe4 negli Stati Uniti - da 200.000 a 620.000 persone - può portare anche la mutazione protettiva della fibronectina.

 

Ampio potenziale terapeutico

La variante di fibronectina, sebbene scoperta nei portatori di ApoEe4, potrebbe proteggere dal MA le persone con altre forme di ApoE.


"C'è una differenza significativa nei livelli di fibronectina nella barriera emato-encefalica tra individui cognitivamente sani e quelli con MA, indipendentemente dal loro stato ApoEe4", afferma Kizil. "Qualsiasi cosa che riduce l'eccesso di fibronectina dovrebbe fornire una certa protezione, e un farmaco che lo fa potrebbe essere un passo avanti significativo nella lotta contro questa condizione debilitante".

 

 

 


Fonte: Columbia University Irving Medical Center (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: P Bhattarai, [+28], BN Vardarajan. Rare genetic variation in fibronectin 1 (FN1) protects against APOEε4 in Alzheimer’s disease. Acta Neuropathologica, 2024, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 



Notizie da non perdere

Le cellule immunitarie sono un alleato, non un nemico, nella lotta all'Al…

30.01.2015 | Ricerche

L'amiloide-beta è una proteina appiccicosa che si aggrega e forma picco...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Goccioline liquide dense come computer cellulari: nuova teoria sulla causa del…

22.09.2022 | Ricerche

Un campo emergente è capire come gruppi di molecole si condensano insieme all'interno de...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

10 cose da non fare con i malati di Alzheimer

10.12.2015 | Esperienze & Opinioni

Mio padre aveva l'Alzheimer.

Vederlo svanire è stata una delle esperienze più difficili d...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Smontata teoria prevalente sull'Alzheimer: dipende dalla Tau, non dall�…

2.11.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca che altera drasticamente la teoria prevalente sull'or...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.