App 'caccia al tesoro' per smartphone identifica le persone a rischio di demenza

Ricercatori del DZNE e della Università di Magdeburgo in Germania hanno identificato le persone con un rischio più alto di demenza usando i dati sulla mobilità, registrati durante un compito di sequenziamento su smartphone nel campus universitario. I risultati, riportati su PLOS Digital Health, mostrano il potenziale dei dati dagli smartphone, raccolti in condizioni vicine alla vita quotidiana, per il rilevamento e il monitoraggio precoce dell'Alzheimer. Lo studio includeva 72 adulti; circa un terzo con declino cognitivo soggettivo, una condizione che è un fattore di rischio noto per la demenza.

scavenger hunt smartphone app detecting dementia riskFonte: Marquardt et al, PLOS Digital Health, 2024

Il morbo di Alzheimer (MA) di solito si sviluppa invisibile nel corso degli anni e alla fine porta alla demenza. Ad oggi, non esiste una cura.


"Attualmente, il MA è spesso trattato troppo tardi per garantire una terapia efficace. Anche i nuovi farmaci anticorpo che vengono discussi molto al momento funzionano solo se vengono dati in una fase iniziale. Pertanto, dobbiamo essere in grado di diagnosticare la malattia prima, quando i sintomi sono ancora lievi. Ciò richiede progressi nella diagnostica", afferma la dott.ssa Anne Maass, del DZNE e prof.ssa ospite all'Università Magdeburgo, che, con dei colleghi, ha testato un nuovo approccio alla valutazione dei problemi nella navigazione spaziale, come potenziale sintomo precoce del MA.

 

App in uso

La dott.ssa Nadine Diersch, neuroscienziata che ha iniziato il progetto di ricerca al DZNE diversi anni fa e oggi lavora nel settore privato, ma continua ad essere associata al DZNE come ricercatrice ospite, spiega:

“Il nostro studio si basa su una sorta di caccia al tesoro in cui i partecipanti devono trovare punti di interesse prefissati. Per questo, hanno usato uno smartphone dotato di un'app speciale che abbiamo sviluppato. Abbiamo scoperto che alcuni dati dell'app consentono di identificare in modo affidabile le persone con un rischio più alto di demenza.

"Ciò dimostra che le tecnologie digitali, come le app mobili, offrono possibilità completamente nuove per valutare il funzionamento cognitivo in condizioni realistiche e a bassa soglia. In futuro, questo può aiutare a rilevare prima di oggi sottili cambiamenti cognitivi, forieri di demenza".

 

'Caccia la tesoro' nel campus

Allo studio hanno partecipato 72 donne e uomini dai 25 ai 65 anni di età. Dei 48 individui più anziani, 23 avevano la diagnosi di declino cognitivo soggettivo (SCD), in quanto percepiscono una perdita di capacità mentale, che, tuttavia, non riesce a essere rilevata dai test neuropsicologici convenzionali. Queste persone non sviluppano inevitabilmente la demenza, ma è stato dimostrato che hanno un rischio più alto.


Tutti i partecipanti allo studio dovevano trovare singolarmente diversi edifici nel campus medico dell'Università di Magdeburgo, guidati dall'app, mentre i loro modelli di movimento venivano monitorati dal GPS. “I partecipanti avevano una conoscenza simile dell'area del campus e tutti sapevano come usare lo smartphone. Abbiamo anche fatto fare pratica dell'app in anticipo”, spiega Jonas Marquardt, primo autore dello studio, dottorando nel gruppo di ricerca di Anne Maass.

 

Valutare il senso di direzione

Durante il compito dovevano visitare 5 edifici uno dopo l'altro lungo un percorso di circa 800 metri. L'app faceva da guida: visualizzava una mappa con la posizione corrente e la destinazione successiva, inclusa una foto. Tuttavia, la mappa scompariva non appena un partecipante iniziava a camminare.

"I partecipanti dovevano memorizzare la conformazione delle strade, la propria posizione e destinazione, e quindi seguire il proprio senso di direzione e memoria spaziale", afferma Marquardt. “Se si perdevano, potevano premere un pulsante di aiuto nell'app, per far riapparire brevemente la mappa, la posizione e la destinazione. Abbiamo sfruttato i dati GPS per generare singoli profili di mobilità e altre informazioni".

 

Fermate sospette

Nella maggior parte dei casi, i partecipanti hanno raggiunto le 5 destinazioni in meno di mezz'ora. Marquardt spiega:

“Nel complesso, i partecipanti più giovani si sono comportati meglio. In media, hanno percorso distanze più brevi e generalmente non hanno usato la funzione di aiuto con la frequenza dei più anziani. "

"Le differenze tra gli anziani con e senza SCD si riflettevano principalmente nel numero di cosiddette 'fermate di orientamento'. Gli anziani con SCD si fermavano più spesso brevemente durante la camminata, presumibilmente per orientarsi, rispetto a quelli senza SCD. In effetti, siamo riusciti a identificare i partecipanti con SCD in base a questo parametro".

 

Prospettive per il rilevamento precoce

Finora non è chiaro il motivo per cui le persone con SCD si distinguono in questo senso. Nadine Diersch spiega:

“Abbiamo scoperto che tendono in particolare a esitare di più agli incroci. Ciò suggerisce che alcuni processi decisionali vengono modificati. Pur non essendo ancora conclusivi, i risultati del nostro studio sono una prova promettente del concetto. Mostrano che i dati dallo smartphone possono aiutare a rilevare segni sottili di declino cognitivo in contesti realistici.

"È un'opportunità per la diagnosi e il trattamento precoce della demenza: posso immaginare l'uso di tali app in futuro per identificare le persone a rischio e quindi decidere se sono necessari ulteriori test o già una terapia".

 

 

 


Fonte: DZNE - German Center for Neurodegenerative Diseases (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: J Marquardt, [+7], N Diersch. Identifying older adults at risk for dementia based on smartphone data obtained during a wayfinding task in the real world. PLOS Digital Health, 2024, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

Notizie da non perdere

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

I ricordi potrebbero essere conservati nelle membrane dei tuoi neuroni

18.05.2023 | Ricerche

Il cervello è responsabile del controllo della maggior parte delle attività del corpo; l...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

Che speranza hai dopo la diagnosi di Alzheimer?

25.01.2021 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia che cambia davvero la vita, non solo per la pe...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Il sonno resetta i neuroni per i nuovi ricordi del giorno dopo

11.09.2024 | Ricerche

Tutti sanno che una buona notte di sonno ripristina l'energia di una persona; ora un nuo...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.