Cambiamenti nel sangue potrebbero proteggere dall'Alzheimer

Uno studio pubblicato su Cell Stem Cell rivela che alcune mutazioni nelle cellule staminali del sangue potrebbero aiutare a proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) ad esordio tardivo.

TET2 mutant myeloid cells mitigate Alzheimer Riassunto grafico dello studio Matatall et al. / CellStemCell

Un team guidato da ricercatori del Baylor College of Medicine di Houston (Texas/USA) ha scoperto che sia i topi modello che gli umani portatori di cellule staminali nel sangue con mutazioni nel gene TET2, ma non nel gene DNMT3A, avevano un rischio inferiore di MA. Lo studio propone un meccanismo in grado di proteggere dalla malattia e apre nuove strade per potenziali strategie che controllano l'emergere e la progressione di questa condizione devastante.


"Il nostro laboratorio sta studiando da tempo le cellule staminali nel sangue, chiamate anche cellule staminali ematopoietiche", ha affermato la dott.ssa Katherine King, prof.ssa di pediatria e malattie infettive, membro del Center for Cell and Gene Therapy e del Cancer Center del Baylor, nonché del Texas Children’s Hospital.


Le cellule staminali ematopoietiche vivono nel midollo osseo e generano tutti i diversi tipi di cellule del sangue di cui ha bisogno il corpo per rimanere in vita e sano: globuli rossi, cellule immunitarie e piastrine. Man mano che le persone invecchiano, le cellule staminali nel sangue possono sviluppare mutazioni e ciò si verifica in circa il 20% dei 70enni. Il più delle volte, queste mutazioni non causano problemi, ma a volte una mutazione spinge delle cellule a dividersi più di altre, formando un clone.


Questo processo è chiamato ematopoiesi clonale ed è stato collegato a un rischio più elevato di condizioni come malattie cardiovascolari, ictus, tumori del sangue, tipo leucemia, e la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Tuttavia, rimangono molte domande sulla connessione tra ematopoiesi clonale e MA.


"In questa ricerca, abbiamo studiato l'effetto sul MA dei due geni mutati più di comune nell'ematopoiesi clonale, TET2 e DNMT3A", ha dichiarato la prima autrice dott.ssa Katie A. Matatall, istruttrice del King lab. "Abbiamo anche selezionato queste mutazioni perché sono coinvolte nell'infiammazione, che è nota per essere aumentata nel MA".


I ricercatori hanno valutato l'effetto dell'ematopoiesi clonale sulla prevalenza del MA usando dati umani della UK Biobank e hanno valutato il ruolo delle mutazioni nei geni TET2 e DNMT3A in topi modello di MA. Il team ha scoperto che le due mutazioni non si comportano allo stesso modo.


L'ematopoiesi clonale con il TET2-mutante è stata associata a un rischio ridotto del 47% di MA ad esordio tardivo nell'uomo, mentre altre mutazioni dell'ematopoiesi clonale non hanno conferito protezione. Nei topi modello, il trapianto di midollo osseo TET2-mutante ha ridotto il declino cognitivo e la formazione di placca amiloide-beta, effetti non osservati con cellule DNMT3A-mutanti.


"Inoltre, abbiamo scoperto che l'effetto protettivo sembrava essere mediato dalle cellule staminali TET2-clonali che circolano nel sangue", ha detto la Matatall. "Le cellule immunitarie derivate da questi cloni sono state in grado di migrare nel cervello dove hanno eliminato i depositi di amiloidi-beta, un segno distintivo del MA, in modo più efficace delle cellule senza la mutazione TET2. Pensiamo che gli esiti migliori dipendano sia dalla maggiore migrazione nel cervello che dalla migliore capacità di eliminare il danno associato al MA".


"Fino ad ora l'ematopoiesi clonale è stata associata in gran parte alla promozione della progressione della malattia. Questa è la prima volta che queste due mutazioni nelle cellule staminali nel sangue influenzano la malattia in diversi modi", ha detto la King. "I risultati mostrano che alcune ematopoiesi clonali promuovono la malattia mentre altre, come la TET2, possono dare protezione. Dobbiamo pensare all'ematopoiesi clonale in modo specifico per mutazione e valutare i relativi rischi e benefici".


I risultati stabiliscono una nuova piattaforma sperimentale per comprendere il ruolo dell'ematopoiesi clonale nel MA e possono informare gli approcci futuri per mitigare i rischi delle malattie degenerative del sistema nervoso centrale.

 

 

 


Fonte: Taylor Barnes in Baylor College of Medicine (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: KA Matatall, [+27], KY King. TET2-mutant myeloid cells mitigate Alzheimer’s disease progression via CNS infiltration and enhanced phagocytosis in mice. Cell Stem Cell, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Un segnale precoce di Alzheimer potrebbe salvarti la mente

9.01.2018 | Esperienze & Opinioni

L'Alzheimer è una malattia che ruba più dei tuoi ricordi ... ruba la tua capacità di ese...

Aumentano le evidenze di origini alternative delle placche di Alzheimer

13.06.2022 | Ricerche

I risultati di uno studio potrebbero spiegare perché i farmaci progettati per rimuovere i depositi d...

[Dana Territo] Sii delicato e paziente quando parli ad amici e familiari della…

30.09.2025 | Esperienze & Opinioni

Come parlare alla famiglia della mia diagnosi di Alzheimer?

È difficile discerne...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Alzheimer e le sue proteine: bisogna essere in due per ballare il tango

21.04.2016 | Ricerche

Per anni, i neuroscienziati si sono chiesti come fanno le due proteine ​​anomale amiloid...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Paesi asiatici assistono gli anziani in modo diverso: ecco cosa possiamo impar…

28.10.2020 | Esperienze & Opinioni

A differenza dei paesi occidentali, le culture tradizionali asiatiche mettono un forte a...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

I possibili collegamenti tra sonno e demenza evidenziati dagli studi

24.11.2017 | Ricerche

Caro Dottore: leggo che non dormire abbastanza può aumentare il rischio di Alzheimer. Ho avuto pr...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.