Scoperto il modo in cui le nanoplastiche distruggono il metabolismo dell'energia cerebrale

Scienziati del Trinity Biomedical Sciences Institute (TBSI) hanno scoperto che le nanoplastiche - più piccole anche delle microplastiche - distruggono il metabolismo energetico nelle cellule cerebrali. Le loro scoperte possono avere implicazioni per capire meglio le neurodegenerazioni caratterizzate dal declino della funzione neurologica o cerebrale e persino gettare nuova luce sui problemi di apprendimento e di memoria.

Nanoplastics by Seward et al PlasticsRiassunto grafico dello studio Seward et al / Plastics

Lo studio, guidato dal dott. Gavin Davey e dal dottorando Devin Seward del Trinity, ha rivelato il meccanismo specifico con cui queste piccole nanoplastiche possono interferire con la produzione di energia nel cervello in un modello animale. I risultati, recentemente pubblicati sul Journal of Hazardous Materials: Plastics, danno nuove informazioni sui potenziali rischi per la salute posti dalla plastica ambientale.


Le nanoplastiche di polistirene (PS-NP) vengono prodotte quando la plastica più grande si rompe nell'ambiente. Queste particelle sono state trovate in diversi organi del corpo, incluso il cervello, suscitando preoccupazioni crescenti per il loro possibile ruolo nelle malattie neurologiche. Il team del Trinity si è concentrato sui mitocondri, le 'centrali energetiche' delle cellule, fondamentali per produrre l'energia necessaria alla funzione cerebrale. La disfunzione mitocondriale è una caratteristica ben nota di malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer, così come dell'invecchiamento normale.


Isolando i mitocondri dalle cellule cerebrali, i ricercatori hanno dimostrato che l'esposizione a PS-NP distrugge in modo specifico la 'catena di trasporto di elettroni', un termine semplificato che indica l'insieme di complessi proteici che lavorano insieme per aiutare a generare energia cellulare sotto forma di ATP. Mentre singoli i complessi mitocondriali I e II non sono compromessi direttamente, è significativamente inibito il trasferimento di elettroni tra i complessi I-III e II-III, così come l'attività del complesso IV.


E sebbene alcune delle concentrazioni di PS-NP usate nello studio fossero più alte rispetto alle attuali stime dell'esposizione umana, gli scienziati hanno scoperto che il trasferimento di elettroni tra il complesso I-III e il II-III era potenzialmente inibito a concentrazioni molto più basse, suggerendo che esposizioni rilevanti per l'ambiente potevano anche compromettere la funzione bioenergetica su periodi cronici.


È interessante che gli stessi ampi effetti sono stati osservati nei mitocondri sinaptici, che sono essenziali per la comunicazione tra le cellule cerebrali. Ciò suggerisce che le nanoplastiche potrebbero interferire anche con la plasticità sinaptica, un processo fondamentale per l'apprendimento e la memoria.


Il dott. Gavin Davey, che opera al Trinity Biomedical Sciences Institute, ha dichiarato:

“È importante che l'aumento di materie plastiche sintetiche nella metà del XX secolo ha coinciso con una maggiore esposizione globale alle nanoplastiche, quindi questo meccanismo mitocondriale di neurotossicità indotto da nanoplastiche scoperto di recente può aiutare a spiegare perché sono cresciute le malattie neurodegenerative negli ultimi decenni, aggiungendo probabilmente una dimensione ambientale ai fattori noti di rischio genetici e di stile di vita.

"I nostri risultati qui mostrano un chiaro meccanismo mitocondriale attraverso il quale le nanoplastiche possono compromettere il metabolismo dell'energia cerebrale. Ciò potrebbe quindi avere importanti implicazioni su come gli inquinanti ambientali contribuiscono alle malattie neurologiche e all'invecchiamento".


Lo studio sottolinea l'urgente necessità di comprendere meglio le conseguenze dell'inquinamento da plastica sulla salute.

 

 

 


Fonte: Trinity College Dublin (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: DM Seward, CD Keegan, GP Davey. Polystyrene nanoplastics target electron transport chain complexes in brain mitochondria. J Hazardous Materials: Plastics, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Il gas da uova marce potrebbe proteggere dall'Alzheimer

15.01.2021 | Ricerche

La reputazione dell'[[acido solfidrico]] (o idrogeno solforato), di solito considerato v...

L'esercizio fisico genera nuovi neuroni cerebrali e migliora la cognizion…

10.09.2018 | Ricerche

Uno studio condotto dal team di ricerca del Massachusetts General Hospital (MGH) ha scop...

La consapevolezza di perdere la memoria può svanire 2-3 anni prima della compa…

27.08.2015 | Ricerche

Le persone che svilupperanno una demenza possono cominciare a perdere la consapevolezza dei propr...

Rivelato nuovo percorso che contribuisce all'Alzheimer ... oppure al canc…

21.09.2014 | Ricerche

Ricercatori del campus di Jacksonville della Mayo Clinic hanno scoperto...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

'Tau, disfunzione sinaptica e lesioni neuroassonali si associano di più c…

26.05.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) comporta il deperimento caratteristico di alcune regioni del ...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Sintomi visivi bizzarri potrebbero essere segni rivelatori dell'Alzheimer…

1.02.2024 | Ricerche

Un team di ricercatori internazionali, guidato dall'Università della California di San F...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Allenamento con i pesi protegge il cervello delle persone anziane dalla demenz…

15.04.2025 | Ricerche

Uno studio, condotto presso l'Università di Stato di Campinas (Brasile), ha scoperto che dopo sei...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)