Perché il mio caro con demenza a volte 'è presente' e a volte no?

Demenza è un termine ombrello che descrive una condizione neurologica progressiva che colpisce le capacità cognitive delle persone, come memoria, linguaggio e ragionamento. IL morbo di Alzheimer (MA) ne è la forma più comune, ma altre forme comuni includono la demenza vascolare, la demenza da corpi di Lewy e la demenza frontotemporale.


Non è raro per le persone con demenza sperimentare fluttuazioni nelle loro capacità cognitive e nei livelli di consapevolezza. A volte possono essere del tutto 'presenti', sapere chi si trova intorno a loro, dove sono e cosa sta succedendo. E poi altre volte possono essere confuse, disorientate, inconsapevoli di ciò che le circonda e non hanno più familiarità con i propri cari.


Queste fluttuazioni possono essere angoscianti per i caregiver, che non sanno mai cosa aspettarsi da un momento all'altro.

 

Cosa causa queste fluttuazioni nella consapevolezza?

Diversi fattori possono contribuire alle fluttuazioni cognitive nelle persone che hanno la demenza. I fattori ambientali, come i cambiamenti di routine o nuovi ambienti, possono causare confusione e disorientamento. Anche la fatica può avere un ruolo importante. La stanchezza, anche nei giovani adulti, ha effetti negativi noti sull'attenzione e sulla capacità di apprendimento di una persona. Questo può essere molto più pronunciato negli anziani e nelle persone con demenza.


Alcuni farmaci usati per trattare la demenza e altre condizioni di salute correlate possono avere un impatto anche sulla funzione cognitiva di una persona. Ad esempio, alcuni farmaci usati per trattare la depressione o l'ansia possono causare confusione o disorientamento, specialmente negli anziani.


Infine, l'ora del giorno può avere un ruolo importante nelle fluttuazioni cognitive. Le persone con demenza spesso sperimentano il 'sundowning' (sindrome del tramonto), che le induce a diventare più agitate o confuse nel tardo pomeriggio o nella sera. Il sundowning può anche portare le persone con demenza a muoversi incessantemente o a vagare. Alcuni scienziati pensano che ciò potrebbe essere dovuto a cambiamenti nell'area del cervello che controlla l'«orologio interno», che segnala quando siamo svegli o dormiamo. Questo guasto può portare alla confusione.


I pazienti con demenza sperimenteranno spesso anche un periodo di lucidità nella settimana che precede la morte. La scienza non sa ancora bene perché ciò accade e sono in corso studi.

 

Sappiamo cosa sta succedendo nel cervello?

La neurobiologia che è alla base di queste fluttuazioni cognitive è poco chiara, tuttavia sappiamo che la demenza è causata da danni alle cellule cerebrali e alle connessioni tra di loro. Nel MA questo deterioramento graduale delle cellule cerebrali inizia prima nei centri di memoria del cervello e si diffonde gradualmente alle regioni che regolano l'attenzione e la consapevolezza.


Anche i cambiamenti alla 'rete di modalità predefinita' del cervello possono determinare queste fluttuazioni. La rete di modalità predefinita è una rete di aree cerebrali che rimane attiva quando una persona non è coinvolta o focalizzata su alcun compito. Si pensa che aiuti a ricordare, sviluppare il nostro concetto di sé e pensare al futuro. Questa rete è attiva durante lo 'stato di riposo'.


Nelle persone con demenza, la rete di modalità predefinita è interrotta e questo può portare a cambiamenti nella cognizione e nella consapevolezza di sé.

 

C'è qualcosa che può aiutare?

Nonostante le sfide associate alle fluttuazioni cognitive nelle persone con demenza, gli scienziati hanno scoperto che gli interventi comportamentali possono fornire un certo sollievo. Ad esempio, una revisione degli studi di musicoterapia ha dimostrato che la musica può migliorare gli esiti dell'umore e della memoria nelle persone con demenza.


Ascoltare musica familiare può anche aiutare a mantenere un senso di sé e stimolare i ricordi autobiografici nelle persone con demenza. Alcuni scienziati pensano che ciò possa essere dovuto al fatto che la musica può aiutare a regolare la rete di modalità predefinita, che è cruciale per l'elaborazione delle informazioni su noi stessi.

 

Cosa fare se la persona cara non è 'presente'

Quando visiti la persona cara con demenza, è importante usare frasi brevi, stabilire un contatto visivo, ridurre al minimo le distrazioni (come TV o radio ad alto volume sullo sfondo) e non interromperla. Se la persona cara con demenza è agitata, è importante ascoltare con calma le sue preoccupazioni e frustrazioni. Sfidarla può spesso portarla ad agitarsi di più.


I cambiamenti nel comportamento o nello stato emotivo di una persona con demenza possono essere molto stressanti per la persona, i suoi cari e i caregiver. Questi cambiamenti nel comportamento possono essere il risultato di cambiamenti nel cervello. Ma spesso possono anche essere il risultato di frustrazione per la capacità ridotta della persona di comunicare in modo efficace come una volta.


Ci sono vari suggerimenti per ridurre le fluttuazioni cognitive nelle persone con demenza: per esempio limitare la loro assunzione di caffeina, esporle alla luce naturale durante il giorno e a una illuminazione più calda la sera, e far loro fare attività fisica a sufficienza.


Tuttavia, le fluttuazioni cognitive nelle persone con demenza sono un aspetto complesso e stimolante della malattia. E anche se alcuni interventi comportamentali, come la musicoterapia, possono dare miglioramenti temporanei nell'umore e nella memoria, la demenza è una malattia terminale. Ora ci sono diversi farmaci che promettono di rallentare il declino della memoria nelle persone con MA, ma gli effetti sono piccoli e sono necessarie molte più ricerche per comprendere e trattare meglio questa malattia devastante.

 

 

 


Fonte: Yen ying lim (prof.ssa associata, Monash University) in The Conversation (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

 

Notizie da non perdere

Stimolazione dell'onda cerebrale può migliorare i sintomi di Alzheimer

15.03.2019 | Ricerche

Esponendo i topi a una combinazione unica di luce e suono, i neuroscienziati del Massach...

Tre modi per smettere di preoccuparti

29.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Sai di essere una persona apprensiva se ti identifichi con Flounder in La Sirenetta o co...

È lo scopo o il piacere la chiave della felicità mentre invecchiamo?

19.11.2021 | Esperienze & Opinioni

I benefici di avere un senso di scopo nella vita sono davvero incredibili. Le persone co...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Cibo per pensare: come la dieta influenza il cervello per tutta la vita

7.10.2024 | Esperienze & Opinioni

Una quantità di ricerche mostra che ciò che mangiamo influenza la capacità del corpo di ...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Vecchio farmaco per l'artrite reumatoide suscita speranze come cura per l…

22.09.2015 | Ricerche

Scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto che il salsalato, un farmaco usato per trattar...

I dieci fattori legati a un aumento del rischio di Alzheimer

27.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Anche se non c'è ancora alcuna cura, i ricercatori stanno continuando a migliorare la co...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

L'impatto del sonno su cognizione, memoria e demenza

2.03.2023 | Ricerche

Riduci i disturbi del sonno per aiutare a prevenire il deterioramento del pensiero.

"Ci...

LATE: demenza con sintomi simili all'Alzheimer ma con cause diverse

3.05.2019 | Ricerche

È stato definito un disturbo cerebrale che imita i sintomi del morbo di Alzheimer (MA), ...

[Dana Territo] Accetta la persona cara in ogni fase del percorso della malatti…

13.01.2026 | Esperienze & Opinioni

Qualche parola di saggezza per i caregiver di Alzheimer per il nuovo anno?

Molto...

Immergersi nella natura: gioia, meraviglia ... e salute mentale

10.05.2023 | Esperienze & Opinioni

La primavera è il momento perfetto per indugiare sulle opportunità.

La primavera è un m...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)