Un integratore vitaminico da 10cents/giorno contrasta la demenza: allora perché spendere miliardi per le medicine?

Professor A David Smith FMedSciProfessor A David Smith La medicina moderna ci ha permesso di ingannare la morte. Possiamo sostituire organi, prendere le pillole per scongiurare malattie cardiache, curare molti tipi di cancro, e controllare condizioni in precedenza mortali come il diabete.

Come conseguenza, l'aspettativa di vita media è di 80 anni, mentre 100 anni fa era di 52. Comunque, anche se ora queste malattie non ci colpiscono più, sembra che la demenza lo faccia.


Più di 800.000 cittadini britannici soffrono di qualche forma della malattia, il 75 per cento di loro ha l'Alzheimer. Tutte portano a declino mentale, perdita di memoria, di parola e disordini del movimento; e alla morte. Il farmaco più venduto al mondo per l'Alzheimer (AD) è il donepezil, commercializzato come Aricept fino alla scadenza del suo brevetto nel Regno Unito il mese scorso; ed ora costa l'80 per cento in meno, come conseguenza.


Ma mentre il donepezil migliora la funzione della memoria nei pazienti con AD da lieve a moderato o con disturbo cognitivo lieve (MCI - minori problemi di memoria e può essere un precursore della demenza), aiuta solo un terzo dei malati di AD conclamato; gli altri non hanno alcun beneficio o soffrono di effetti collaterali. Per quelli che hanno risultati, il farmaco migliora la qualità della vita per un anno o due. Dopo di che, poiché il danno cerebrale causato dalla malattia progredisce, i pazienti possono mostrare un netto declino. Pur essendo così modesti gli effetti, è ampiamente utilizzato perché è il farmaco più efficace nel suo genere.

Declino: Un cervello malato, a sinistra, accanto a un sano
Declino: Cervello malato a sinistra, uno sano a destra.

Ma credo che, se vogliamo sconfiggere questa malattia terribile, è necessario un approccio con una visuale più ampia. E' una follia che enormi quantità [di risorse economiche] siano pompate nella ricerca del 'nuovo Aricept'. Anche se il donepezil ha avuto un certo successo, innumerevoli altri farmaci simili hanno fallito.


Il problema fondamentale con la ricerca di farmaci anti-Alzheimer è che è quasi interamente basata sul 'ipotesi amiloide', una teoria su ciò che provoca l'AD che appare sempre più errata. L'amiloide è una proteina tossica insolubile depositata tra le cellule nervose del cervello che, come si è dimostrato, le uccide. Nel 1991, scienziati di Londra hanno scoperto che un gene mutato nella proteina precursore amiloide (beta-amiloide) causa una rara forma genetica di AD. Da allora, le aziende farmaceutiche hanno ritenuto che manipolare l'amiloide sia la strada per curare l'AD.


Ma questo mette tutte le uova nello stesso paniere (se si perde quel singolo paniere, si perdono tutte le uova). Si sono spesi miliardi di sterline, e ogni singolo studio ha fallito. Alcuni farmaci ha addirittura peggiorto i sintomi della demenza. La ricerca dovrebbe essere orientata verso l'intervento nella fase precoce. Questa è cruciale per rallentare o arrestare la morte delle cellule nervose associata all'AD. Quando le cellule nervose sono morte e il cervello si è ridotto, è troppo tardi.


Sono il direttore e fondatore del Oxford Project to Investigate Memory and Ageing (OPTIMA), che studia le cause della demenza. Lo scorso anno abbiamo ingaggiato 270 anziani con problemi di memoria e abbiamo dato loro compresse di vitamina B-acido folico (800 microgrammi), B12 (500 microgrammi) e B6 (20 mg). Gli integratori, a un costo di non più di 12 centesimi al giorno, si sono rivelati in grado di rallentare il restringimento del cervello in media del 30 per cento l'anno - e di rallentare il tasso di declino cognitivo - nelle persone con alti livelli ematici di omocisteina (livelli elevati di questo amminoacido possono aumentare di tre o quattro volte il rischio di sviluppare AD).


Regolando l'omocisteina con le vitamine B, abbiamo dimostrato per la prima volta che è possibile rallentare la progressione della malattia, se si inizia presto. Sono necessari altri test per verificare se la prosecuzione del trattamento può ritardare il progresso indefinitamente, ma le vitamine B hanno dimostrato di essere buone clinicamente come l'Aricept - e migliori nel rallentare la progressione della malattia, anziché alleviarne i sintomi.


Non c'è modo di sapere chi è predisposto all'AD, a parte le forme familiari estremamente rare del morbo. Ma chi ha problemi di memoria dovrebbe farsi misurare l'omocisteina ed iniziare con le vitamine B, sotto la guida di un medico. La normale assunzione con la dieta non è sufficiente. Un bicchiere (da 200 ml) di latte parzialmente scremato contiene 2,5 microgrammi di B12, e la maggior parte riescono a mangiarne fino a cinque microgrammi al giorno. Ma sappiamo che le persone che assumono molta Vitamina B hanno meno probabilità di sviluppare la demenza, e quindi ogni minimo accorgimento aiuta.


Sono necessari studi su larga scala per vedere se l'alimentazione e l'esercizio fisico possono rallentare il passaggio da memoria disturbata ad Alzheimer. Abbiamo anche bisogno di sapere se migliorano la risposta ai farmaci, come il donepezil. Per quanto riguarda OPTIMA, il passo successivo è un test su 1.000 persone con MCI per vedere se le vitamine del gruppo B impediscono la conversione in demenza, nel corso di un periodo di due anni.

Possiamo battere l'Alzheimer? Io sono ottimista.

 

 

 

 

*************************
Cosa pensi di questo articolo? Ti è stato utile? Hai rilievi, riserve, integrazioni? Conosci casi o ti è successo qualcosa che lo conferma? o lo smentisce? Puoi usare il modulo dei commenti qui sotto per dire la tua opinione. Che è importante e unica.

 

************************
Professor A David Smith FMedSciProfessor A David SmithScritto da David Smith, professore emerito di Farmacologia all'Università di Oxford e co-fondatore di OPTIMA.

Pubblicato
su Mail OnLine il 18 marzo 2012 - Traduzione di Franco Pellizzari.


Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari proposti da Google sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

Notizie da non perdere

Pressione bassa potrebbe essere uno dei colpevoli della demenza

2.10.2019 | Esperienze & Opinioni

Invecchiando, le persone spesso hanno un declino della funzione cerebrale e spesso si pr...

Perché vivere in un mondo ‘incredibilmente tossico’ aumenta il rischio di Alzh…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

Sei preoccupato per la minaccia del morbo di Alzheimer (MA), e ti stai chiedendo che cos...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Il Protocollo Bredesen: si può invertire la perdita di memoria dell'Alzhe…

16.06.2016 | Annunci & info

I risultati della risonanza magnetica quantitativa e i test neuropsicologici hanno dimostrato dei...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Rete nascosta di enzimi responsabile della perdita di sinapsi nell'Alzhei…

8.12.2020 | Ricerche

Un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA) eseguito da scienziati dello Scripps Researc...

Interleuchina3: la molecola di segnalazione che può prevenire l'Alzheimer…

20.07.2021 | Ricerche

Una nuova ricerca su esseri umani e topi ha identificato una particolare molecola di seg...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Cosa rimane del sé dopo che la memoria se n'è andata?

7.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato da una progressiva perdita di memoria. Nelle...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.