Scienziato del cervello che studia l'Alzheimer spiega come si mantiene mentalmente in forma

jessica langbaum

Come specialista nella prevenzione del morbo di Alzheimer (MA), Jessica Langbaum sa che esercitare i suoi muscoli mentali può aiutarla a mantenere il cervello a posto.


Ma la Langbaum, che ha conseguito un dottorato in epidemiologia psichiatrica, non ha un programma formale di allenamento mentale. Non fa cruciverba, né si allena nei giochi per il cervello al computer. "Il solo restare seduto e fare Sudoku non sarà probabilmente la singola cosa chiave che ti impedirà di sviluppare il MA", dice.


Invece di usare un programma di allenamento cerebrale formale, lei va semplicemente al lavoro. "Il mio lavoro è il mio allenamento cognitivo quotidiano", afferma la Langbaum, direttrice associata dell'Alzheimer's Prevention Initiative del Banner Alzheimer's Institute di Phoenix.


E questo è vero per la maggior parte dei lavoratori. "Mentre sei ancora nel mondo del lavoro, affronti la sfida quotidiana del multitasking (fare più cose contemporaneamente), del ricordare le cose, dell'elaborare le informazioni", afferma.


La Langbaum offre questa prospettiva nei panni di chi ha passato anni a studiare gli effetti dei programmi di allenamento cerebrale, e anche di chi ha visto da vicino il MA. "A mio nonno è stata diagnosticata una lieve compromissione cognitiva quando ero a una scuola di specializzazione per ottenere il dottorato di ricerca", dice. "Questa è poi diventata demenza conclamata di MA".


Quindi la Langbaum ha cominciato a porsi una domanda: "Come posso nella mia carriera aiutare a garantire che non siamo affetti dalla malattia quando raggiungiamo quell'età?". E si rese conto che i puzzle e i giochi non erano la risposta perché tendono a concentrarsi su un compito molto ristretto. Il risultato è come esercitare un solo muscolo nel corpo, afferma la Langbaum; questo muscolo diventerà più forte, ma la tua forma fisica complessiva non cambierà.


I programmi di allenamento del cervello usati negli studi di ricerca sono più promettenti e molto più esigenti. "Sono duri", dice la Langbaum, che li ha provati nel partecipare a uno studio innovativo sugli effetti dell'allenamento cerebrale.


Nello studio di circa 2.800 persone over-65, la maggior parte di loro ha trascorso più di 5 settimane facendo esercizi che testavano la memoria, il ragionamento o la velocità. Due degli interventi, il ragionamento e la velocità di elaborazione, hanno aiutato un po' anche 10 anni dopo, afferma la Langbaum. "Ritardano l'insorgere di un danno cognitivo", dice. "Tengono il tuo cervello allo stesso livello più a lungo, rispetto alle persone che non hanno ricevuto gli stessi interventi di formazione cognitiva".


Ma non è chiaro se l'allenamento del cervello può anche prevenire o ritardare il MA. E ricerche più recenti suggeriscono che l'interazione sociale può essere una forma migliore di esercizio mentale rispetto all'allenamento cerebrale. "Le persone che hanno molte interazioni sociali, in particolare nella mezza età, hanno un rischio più basso di demenza di MA in età avanzata", dice la Langbaum. "C'è qualcosa nell'essere circondati da persone che è utile per il nostro cervello".


La Langbaum è in buona forma sul fronte sociale. Tra la sua famiglia, i suoi due figli, i suoi colleghi al lavoro e le sue amiche, dice, le aree sociali del suo cervello ricevono un vigoroso allenamento quotidiano.


Quindi l'allenamento del cervello non è per la Langbaum. Ma può essere utile per le persone che sono fuori dalla forza lavoro e più isolate, dice.


E lei ha qualche consiglio per chiunque cerchi un modo per mantenere il proprio cervello sano: "Se ti piacciono i cruciverba, puoi farli", dice. "Ma prova qualcosa di nuovo. E qualcosa di nuovo che ti porti piacere è fondamentale. Non farlo se non ti piace".

 

 

 


Fonte: Jon Hamilton in NPR.org (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

Ritmi cerebrali non sincronizzati nel sonno fanno dimenticare gli anziani

18.12.2017 | Ricerche

Come l'oscillazione della racchetta da tennis durante il lancio della palla per servire un ace, l...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Il 'Big Bang' dell'Alzheimer: focus sulla tau mortale che cambi…

11.07.2018 | Ricerche

Degli scienziati hanno scoperto un "Big Bang" del morbo di Alzheimer (MA) - il punto pre...

Le donne possono vivere meglio con una dieta migliore

22.07.2022 | Ricerche

Mangiare frutta e verdura di colori più brillanti può aiutare i problemi di salute delle donne.

...

Nuova 'teoria unificata della mente': implicazioni per la prevenzion…

17.07.2025 | Ricerche

In un nuovo studio con implicazioni sulla prevenzione del morbo di Alzheimer (MA) e altr...

Svelata una teoria rivoluzionaria sull'origine dell'Alzheimer

28.12.2023 | Ricerche

Nonostante colpisca milioni di persone in tutto il mondo, il morbo di Alzheimer (MA) man...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Il nuovo collegamento tra Alzheimer e inquinamento dell'aria

13.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Il mio primo giorno a Città del Messico è stato duro. Lo smog era così fitto che, mentre...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Pensaci: tenere attivo il cervello può ritardare l'Alzheimer di 5 anni

21.07.2021 | Ricerche

Mantenere il cervello attivo in vecchiaia è sempre stata un'idea intelligente, ma un nuo...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Scoperto nuovo colpevole del declino cognitivo nell'Alzheimer

7.02.2019 | Ricerche

È noto da tempo che i pazienti con morbo di Alzheimer (MA) hanno anomalie nella vasta re...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.