Il circolo vizioso dell'aggregazione proteica nell'Alzheimer e nell'invecchiamento normale

I ricercatori del Buck hanno scoperto delle connessioni e suggeriscono interventi per migliorare entrambi

 

È noto da tempo che un segno distintivo del morbo di Alzheimer (MA) e della maggior parte delle altre malattie neurodegenerative, è il raggruppamento di aggregati di proteine insolubili nel cervello. Anche durante il normale invecchiamento privo di malattie, c'è un accumulo di proteine insolubili. Fino ad oggi, gli approcci ai trattamenti del MA non hanno affrontato il contributo dell'insolubilità delle proteine come fenomeno generale, concentrandosi invece su una o due proteine insolubili.


Ricercatori del Buck di Novato/California hanno recentemente completato uno studio sistematico sui vermi che dipinge un quadro intricato delle connessioni tra proteine insolubili nelle malattie neurodegenerative e nell'invecchiamento. Inoltre, il lavoro ha dimostrato che un intervento potrebbe invertire gli effetti tossici degli aggregati aumentando la salute dei mitocondri.


"Sulla base delle nostre scoperte, puntare le proteine insolubili potrebbe costituire una strategia per la prevenzione e il trattamento di varie malattie legate all'età", ha affermato Edward Anderton PhD, post-dottorato nel laboratorio di Gordon Lithgow e primo coautore di uno studio apparso su GeroScience.


"Il nostro studio mostra che mantenere sani i mitocondri può combattere l'aggregazione di proteine, collegata sia all'invecchiamento che al MA", ha affermato Manish Chamoli PhD, ricercatore nel laboratorio di Gordon Lithgow e Julie Andersen e primo coautore dello studio. "Potenziando la salute dei mitocondri, possiamo potenzialmente rallentare o invertire questi effetti dannosi, offrendo nuovi modi per trattare sia l'invecchiamento che le malattie legate all'età".

 

I risultati supportano l'ipotesi geroscienza

Il forte legame tra proteine insolubili che promuovono l'invecchiamento normale e le malattie crea anche un caso per il quadro più vasto di come insorge l'invecchiamento e le malattie dell'età. Il professor Gordon Lithgow PhD, vice presidente degli affari accademici e autore senior dello studio, ha affermato:

"Potremmo discutere se questo lavoro supporta davvero l'ipotesi della geroscienza che esiste un percorso comune del MA e dell'invecchiamento stesso. L'invecchiamento guida la malattia, ma i fattori che ti mettono in pista verso la malattia partono in realtà molto presto.

"Il fatto che il team abbia trovato un proteoma insolubile centrale, arricchito con numerose proteine che non erano state considerate prima, crea nuovi obiettivi da esplorare. In un certo senso accende una spia sul fatto che dovremmo pensare a come appare il MA nelle persone molto giovani".

 

Oltre amiloide e tau

L'obiettivo della maggior parte delle ricerche sul MA eseguite fino ad oggi ha puntato gli accumuli di due proteine: amiloide-beta (Aβ) e tau. Ma in realtà ci sono migliaia di altre proteine in queste aggregazioni insolubili, ha detto Anderton, e il loro ruolo nel MA era sconosciuto. Inoltre, ha aggiunto, il suo laboratorio e altri hanno osservato che anche durante il normale processo di invecchiamento privo di malattie c'è l'accumulo di proteine insolubili.


Queste proteine insolubili da animali anziani, se miscelate con Aβ nel tubo di prova, accelerano l'aggregazione dell'amiloide. Il team si è quindi chiesto qual è la connessione tra accumulo di aggregati del MA e invecchiamento privo di malattie. Concentrandosi sulla proteina Aβ, hanno usato un ceppo del verme microscopico caenorhabditis elegans, usato negli studi sull'invecchiamento, progettato per produrre proteina amiloide umana.


Anderton ha detto che la squadra sospettava di vedere che l'Aβ guida un certo livello di insolubilità in altre proteine. "Ciò che abbiamo scoperto è che l'Aβ provoca una massiccia quantità di insolubilità, anche in un animale molto giovane", ha detto Anderton. Hanno scoperto che esiste un sottoinsieme di proteine che sembrano essere molto prone a diventare insolubili, aggiungendo Aβ o durante il normale processo di invecchiamento. Hanno chiamato quel sottoinsieme vulnerabile 'proteoma insolubile centrale'.


Il team ha continuato dimostrando che il proteoma insolubile centrale è pieno di proteine che sono già state collegate a diverse malattie neurodegenerative oltre al MA, come il Parkinson, la malattia di Huntington e la malattia da prioni.


"Il nostro documento mostra che l'Aβ potrebbe fungere da guida di questa aggregazione normale nell'invecchiamento", ha detto Anderton. "Ora abbiamo prove chiare, penso per la prima volta, che sia l'Aβ che l'invecchiamento stanno influenzando le stesse proteine in modo simile. È probabilmente un circolo vizioso in cui l'invecchiamento guida l'insolubilità e anche l'Aβ guida l'insolubilità e si peggiorano l'una con l'altro".


La proteina amiloide è molto tossica per i vermi e il team voleva trovare un modo per invertire quella tossicità.


"Poiché centinaia di proteine mitocondriali diventano insolubili sia durante l'invecchiamento che dopo aver espresso Aβ, abbiamo pensato che se potessimo aumentare la qualità delle proteine mitocondriali usando un composto, allora forse potremmo invertire alcuni degli effetti negativi dell'Aβ", ha detto Anderton.


Questo è esattamente ciò che hanno trovato, usando l'urolitina A, un metabolita intestinale naturale prodotto quando mangiamo lamponi, noci e melograni che è noto per migliorare la funzione mitocondriale: ha ritardato significativamente gli effetti tossici dell'Aβ.


"Una cosa palesemente ovvia dal nostro set di dati è che continua a emergere l'importanza dei mitocondri", ha detto Anderton. "Ricordiamo che la salute dei mitocondri è fondamentale per la salute generale. I mitocondri hanno un forte legame con l'invecchiamento, un forte legame con l'Aβ. Penso che il nostro sia uno dei pochi studi che dimostra che insolubilità e aggregazione di quelle proteine potrebbero essere il legame tra i due".


"Poiché i mitocondri sono così centrali in tutto questo, un modo per rompere il circolo vizioso del declino è sostituire i mitocondri danneggiati con nuovi mitocondri", ha detto Lithgow. “E come lo fai? Ti alleni e segui una dieta sana".

 

 

 


Fonte: Buck Institute for Research on Aging (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: E Anderton, [+7], GJ Lithgow. Amyloid β accelerates age-related proteome-wide protein insolubility. GeroScience, 2024, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 



Notizie da non perdere

Svelati nuovi percorsi per la formazione di memoria a lungo termine

31.12.2024 | Ricerche

Ricercatori del Max Planck Florida Institute for Neuroscience hanno scoperto un nuovo percorso pe...

Stimolazione a 40 Hz efficace a lungo termine nelle scimmie anziane: potenzial…

15.01.2026 | Ricerche

Un gruppo di ricerca del Kunming Institute of Zoology (KIZ) di Kunming (provincia di Yun...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

La nostra identità è definita dal nostro carattere morale

24.06.2019 | Esperienze & Opinioni

Ti sei mai chiesto cos'è che ti rende te stesso? Se tutti i tuoi ricordi dovessero svani...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Chiarito il meccanismo che porta all'Alzheimer e come fermarlo

30.08.2017 | Ricerche

Nel cervello delle persone con Alzheimer ci sono depositi anomali di proteine ​​amiloide-beta e ​...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Per capire l'Alzheimer, ricercatori di Yale si rivolgono alla guaina di m…

4.07.2025 | Ricerche

L'interruzione degli assoni, la parte simile a una coda nelle cellule nervose che trasme...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Studio cinese: 'Metti spezie nel tuo cibo per tenere a bada l'Alzhei…

13.01.2022 | Ricerche

Proprio come 'una mela al giorno toglie il medico di torno', sono ben noti i benefici di...

Scoperta nuova causa di Alzheimer e di demenza vascolare

21.09.2023 | Ricerche

Uno studio evidenzia la degenerazione delle microglia nel cervello causata dalla tossicità del ferro...

3 modi per trasformare l'auto-critica in auto-compassione

14.08.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai mai sentito una vocina parlare nella tua testa, riempiendoti di insicurezza? Forse l...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Flusso del fluido cerebrale può essere manipolato dalla stimolazione sensorial…

11.04.2023 | Ricerche

Ricercatori della Boston University, negli Stati Uniti, riferiscono che il flusso di liq...

Studio rafforza il legame tra vaccino contro l'herpes zoster e minore ris…

10.04.2025 | Ricerche

La nuova analisi di un programma di vaccinazione in Galles ha scoperto che il vaccino contro l'he...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)