Scoperte nuove guide molecolari dell'Alzheimer

Registrando misurazioni elettriche e proteiche dettagliate delle singole cellule cerebrali, i ricercatori hanno rivelato nuovi potenziali bersagli farmacologici per la malattia neurodegenerativa.

 

Secondo i Centri Controllo e Prevenzione Malattie USA, almeno 5,8 milioni di americani hanno attualmente il morbo di Alzheimer (MA), la forma più comune di demenza, per la quale non esiste una cura, in parte perché gli scienziati non hanno ancora capito bene la sua causa. Ma un nuovo studio di Scripps Research di La Jolla / California sta facendo luce sulle guide molecolari che potrebbero contribuire alla progressione del MA.


Nello studio, pubblicato su Advanced Science il 21 maggio 2024, i ricercatori hanno usato una nuova tecnica per studiare cellule cerebrali singole colpite dalla malattia. Misurando l'attività elettrica dei singoli neuroni e i livelli di proteine all'interno di quei neuroni, gli scienziati hanno scoperto nuove molecole legate al MA. La speranza è riuscire a puntare queste molecole con farmaci, per trattare o rallentare la progressione della malattia neurodegenerativa in futuro.


Una stretta collaborazione tra i professori di Scripps Research, come il neurologo clinico Stuart Lipton MD PhD, l'esperto di proteine John Yates III PhD e il bioinformatico Nicholas Schork PhD (che è anche vicedirettore e professore distinto di medicina quantitativa al Translational Genomics Research Institute (TGen), ha permesso agli scienziati di sviluppare questa impresa biotecnologica.


“Sono rimasto sbalordito che potevamo prendere una cellula, misurare la sua attività elettrica nell'ordine di un milionesimo di ampere, e quindi guardare migliaia di proteine all'interno di quella stessa cellula per individuare quelle che guidano l'attività elettrica anormale legata al MA”, afferma l'autore senior Lipton, che è anche professore e condirettore del Neurodegeneration New Medicines Center di Scripps Research. "Ma la bellezza di questo metodo è che ci consente di scoprire nuovi obiettivi per il MA e le demenze correlate".


Precedenti ricerche di Lipton e altri hanno dimostrato che alcuni neuroni diventano iperattivi nel cervello delle persone con MA, inviando segnali elettrici più forti o più frequenti del solito. Le prove suggeriscono che questa sovrattività (nota anche come ipereccitabilità) contribuisce al declino cognitivo associato alla malattia.


Nel nuovo lavoro, Lipton e colleghi hanno sviluppato un sistema in cui gli scienziati possono effettuare misurazioni precise delle singole cellule cerebrali e quindi confrontare le persone colpite da MA con cellule sane. Il gruppo di Lipton, che ha precedentemente sviluppato metodi per misurare con precisione l'attività elettrica dei neuroni, ha collaborato con Yates per usare la spettrometria di massa e identificare i livelli di oltre 2.250 proteine in ciascuna cellula nervosa.


La spettrometria di massa può identificare e quantificare le proteine delle cellule, ma queste analisi sono state tradizionalmente fatte su raccolte di cellule sfuse. I recenti progressi consentono misurazioni a livello di singola cellule. Nel nuovo sistema, noto come single cell (sc)Patch-Clamp/Proteomics, un piccolo tubo di vetro riempito con una soluzione salina viene usato come elettrodo per misurare l'attività elettrica di una cellula e quindi estrarre la cellula per studi di proteine con la spettrometria di massa.


"Questo approccio ci consente di collegare le perturbazioni delle funzioni elettriche agli eventi molecolari nei neuroni, che è un'entusiasmante applicazione di proteomica", afferma Yates.


Gli scienziati hanno analizzato i modelli elettrici e i livelli di proteine di circa 150 neuroni e quindi hanno usato strumenti computazionali - applicati da Schork - per trovare associazioni tra ipereccitabilità e livelli anormali delle proteine. Hanno individuato quasi 50 proteine che erano presenti a livelli più alti o più bassi nelle cellule ipereccitabili di MA rispetto alle cellule sane.


"Alcune di queste proteine erano già note per essere associate al MA, ma molte no", afferma Lipton.


Le proteine erano coinvolte in molte diverse funzioni di neuroni, incluso il controllo degli elettroni nei radicali liberi (modulatori redox), il metabolismo energetico e l'infiammazione. Quindici delle proteine si sono distinte per livelli particolarmente alti o bassi nei neuroni di MA e il gruppo di Lipton sta pianificando studi ulteriori su alcune di queste molecole.


Prevede inoltre di espandere l'uso del scPatch-Clamp/Proteomics per selezionare farmaci, testando se potenziali farmaci di MA riparano sia l'ipereccitabilità dei neuroni che i livelli anormali delle proteine. Sta correlando questi risultati con esperimenti su gruppi più grandi di cellule cerebrali ottenute da pazienti con MA chiamati organoidi cerebrali o 'mini-cervelli'.


"Una cellula non sempre racconta l'intera storia", spiega Lipton. "Parte della disfunzione nel MA ha a che fare con il modo in cui le cellule interagiscono tra loro, quindi se possiamo ripetere questo tipo di studio in un organoide mini-cervello, potremmo fare ulteriori scoperte".


Lipton nota che questo metodo potrebbe essere applicato agli sforzi per scoprire farmaci per altre malattie legate al cervello.


"Questo nuovo approccio di medicina personalizzata - basato sull'espressione proteica e sull'attività elettrica di un singolo neurone di MA - potrebbe rivoluzionare la scoperta di farmaci non solo per questa malattia ma per altre malattie neurologiche, che è rimasta molto indietro rispetto ad altre aree terapeutiche", aggiunge.

 

 

 


Fonte: The Scripps Research Institute (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: S Ghatak, [+8], SA Lipton. Single-Cell Patch-Clamp/Proteomics of Human Alzheimer's Disease iPSC-Derived Excitatory Neurons Versus Isogenic Wild-Type Controls Suggests Novel Causation and Therapeutic Targets. Adv. Sci., 2024, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

La lunga strada verso la demenza inizia con piccoli 'semi' di aggreg…

20.11.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) si sviluppa nel corso di decenni. Inizia con una reazione a c...

Come evitare che la demenza derubi i tuoi cari del loro senso di personalità, …

25.11.2025 | Esperienze & Opinioni

Ogni tre secondi, qualcuno nel mondo sviluppa la demenza; sono oltre 57 milioni di perso...

Gli interventi non farmacologici per l'Alzheimer sono sia efficaci che co…

19.04.2023 | Ricerche

Un team guidato da ricercatori della Brown University ha usato una simulazione al computer per di...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Nuovo metodo di selezione farmaci spiega perché quelli di Alzheimer falliscono…

31.01.2022 | Ricerche

Analizzando i meccanismi di malattia nei neuroni umani, dei ricercatori dell'Università del...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Studio rivela dove vengono memorizzati i frammenti di memoria

22.07.2022 | Ricerche

Un momento indimenticabile in un ristorante può non essere esclusivamente il cibo. Gli o...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

L'Alzheimer è composto da quattro sottotipi distinti

4.05.2021 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è caratterizzato dall'accumulo anomale e dalla diffusione del...

[Greg O'Brien] Scoprire la grazia dell'imperfezione: apprezzare la l…

11.11.2025 | Voci della malattia

"Scrivi in ​​modo forte e chiaro ciò che fa male" (attribuito a Ernest Hemingway)

<...

Livelli di ossigeno nel sangue potrebbero spiegare perché la perdita di memori…

9.06.2021 | Ricerche

Per la prima volta al mondo, scienziati dell'Università del Sussex hanno registrato i li...

L'esercizio fisico dà benefici cognitivi ai pazienti di Alzheimer

29.06.2015 | Ricerche

Nel primo studio di questo tipo mai effettuato, dei ricercatori danesi hanno dimostrato che l'ese...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Infezione cerebrale da funghi produce cambiamenti simili all'Alzheimer

26.10.2023 | Ricerche

Ricerche precedenti hanno implicato i funghi in condizioni neurodegenerative croniche co...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Identificata nuova forma di Alzheimer ad esordio molto precoce

16.06.2020 | Ricerche

Ricercatori della Mayo Clinic hanno definito una forma di morbo di Alzheimer (MA) che co...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)