Trovate cellule staminali neurali fuori del cervello. Una svolta per la medicina rigenerativa

Gli scienziati ipotizzano da decenni che le cellule staminali neurali (NSC) siano presenti solo nel cervello e nel midollo spinale. Uno studio internazionale rivoluzionario ha ora confutato questa ipotesi e ha scoperto un nuovo tipo di cellule staminali neurali al di fuori del sistema nervoso centrale (CNS), aprendo enormi possibilità per lo sviluppo di terapie per le malattie neurologiche.

Peripheral neural stem cells in the mouse lung Identificazione di cellule staminali neurali periferiche (pNSC) nel polmone di topo. A) Le pNSC si distribuiscono lungo i bronchi di topo postnatale e nel polmone adulto. Queste cellule sono specificamente contrassegnate da SOX1 e co-espresso SOX2. B) Le pNSC possono essere isolate dal polmone e possono essere coltivate ​​in vitro per almeno 50 passaggi. Fonte: © MPI per Molecular Biomedicine / Dong Han

Nel 2014, è stato pubblicato su Nature uno studio che inizialmente ha suscitato grande scalpore perché ha svelato un modo semplice per ottenere cellule staminali pluripotenti. L'induzione di cellule staminali pluripotenti senza la necessità di vettori virali, come aveva fatto Shinya Yamanaka e per il quale aveva ricevuto il premio Nobel, sarebbe stata troppo bella per essere vera.


Sebbene il laboratorio di Hans Schöler al Max Planck Institute for Molecular Biomedicine di Münster (Germania), come molti altri, abbia cercato di ripetere l'esperimento che ha ottenuto l'«acquisizione della pluripotenza attivata da stimolo» (STAP, stimulus-triggered acquisition of pluripotency) basata sul trattamento delle cellule somatiche a basso pH, non è riuscito a generare cellule pluripotenti, indipendentemente dalle condizioni di coltura e dai tessuti utilizzati, e infine quello studio è stato ritirato diversi mesi dopo la pubblicazione.


Sorprendentemente però, Dong Han e Hans Schöler sono stati in grado di usare il metodo STAP per ottenere una rara popolazione cellulare dalla periferia del sistema nervoso centrale, che mostra proprietà delle cellule staminali neurali (NSC). Queste NSC, chiamate cellule staminali neurali periferiche (pNSC), sono state trovate in diversi tessuti di topi, tra cui il polmone e la coda. Una volta identificata la popolazione di NSC, è diventato chiaro che non era necessario il trattamento a basso pH per coltivarle.


Un team di ricercatori di oltre dieci laboratori in Europa, Asia e Nord America ha quindi esaminato queste pNSC appena identificate in dettaglio, scoprendo che condividono importanti caratteristiche molecolari e funzionali con le NSC del cervello. Le pNSC hanno la stessa morfologia cellulare,capacità di  auto-rinnovamento e di differenziazione delle NSC del cervello. Esprimono diversi marcatori specifici delle NSC e hanno profili trascrizionali ed epigenetici a livello di genoma che sono coerenti con quelli delle NSC nel cervello. Inoltre, molte pNSC che migrano fuori dal tubo neurale possono differenziarsi in neuroni maturi e, in misura limitata, in cellule gliali durante lo sviluppo embrionale e postnatale.


La scoperta delle pNSC non solo fornisce nuove intuizioni sullo sviluppo del sistema nervoso dei mammiferi, ma la loro presenza sfida anche un'ipotesi di lungo termine nelle neuroscienze e, poiché possono essere coltivate in numero sostanziale nelle piastre di Petri, ci sono nuove possibilità per la medicina rigenerativa. Inoltre, ottenere NSC dal cervello non è un metodo favorito. Al contrario, ottenerle da altri organi o tessuti sembra essere un approccio sostenibile e pratico. Hans Schöler, l'autore senior dello studio, guarda indietro alla lunga strada che ha portato a questa scoperta:

"Questo è stato il progetto più longevo della mia carriera. Inizialmente, volevamo replicare i risultati di base pubblicati in Nature più di 10 anni fa, vale a dire, indurre cellule staminali pluripotenti attraverso il pH basso. Come altri laboratori, non eravamo in grado di riprodurre ciò. Ma fortunatamente, i nostri tentativi non erano stati vani: abbiamo trovato cellule staminali neurali periferiche finora sconosciute, sfidando il dogma che resisteva da tempo che le cellule staminali neurali non esistono al di fuori del sistema nervoso centrale".


Dong Han, il primo autore dello studio, che ha condotto la maggior parte degli esperimenti in questo lavoro nel laboratorio di Schöler, ha sottolineato le possibili implicazioni di questo risultato:

"Se queste cellule esistono nell'uomo e possono essere propagate indefinitamente come nei topi, potrebbero avere un enorme potenziale terapeutico. Ciò è particolarmente interessante perché le cellule staminali neurali periferiche, più accessibili, potrebbero costituire una nuova strada per la riparazione e la rigenerazione neurale, aggirando molte delle sfide associate all'approvvigionamento di cellule staminali dal sistema nervoso centrale".


La scoperta delle pNSC al di fuori del SNC suggerisce un livello di plasticità cellulare precedentemente non riconosciuto all'interno del sistema nervoso. Contrariamente alle cellule staminali neurali derivate dalla cresta, che hanno una capacità di auto-rinnovamento limitata, le pNSC assomigliano molto a NSC derivate ​​dal cervello e mostrano la capacità di sostenere la neurogenesi per un lungo periodo di tempo.

 

Impatto potenziale sulla salute e sulla medicina umana

La capacità di sfruttare le pNSC potrebbe avere implicazioni di vasta portata per il trattamento delle malattie neurodegenerative e per le strategie di riparazione delle cellule nervose. Se le pNSC esistono nell'uomo, potrebbero fornire una fonte facilmente accessibile di cellule staminali neurali che potrebbero essere usate in futuro per trattare le malattie come il Parkinson, la lesione del midollo spinale e altri disturbi neurodegenerativi.


Studi futuri mireranno a stabilire l'esistenza di pNSC nell'uomo ed esplorare il loro pieno potenziale terapeutico. I risultati, pubblicati su Nature Cell Biology, hanno quindi aperto la strada a ulteriori ricerche sul ruolo delle pNSC nella biologia umana e sulla loro potenziale applicazione nel trattamento delle malattie neurodegenerative e nelle terapie rigenerative.

 

 

 


Fonte: Max-Planck-Gesellschaft (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: D Han, [+18], HR Schöler. Multipotent neural stem cells originating from neuroepithelium exist outside the mouse central nervous system. Nat Cell Biol, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Scoperto perché l'APOE4 favorisce l'Alzheimer e come neutralizzarlo

10.04.2018 | Ricerche

Usando cellule di cervello umano, scienziati dei Gladstone Institutes hanno scoperto la ...

Dana Territo: 'La speranza può manifestarsi da molte fonti nella cerchia …

14.01.2025 | Esperienze & Opinioni

Come trovi speranza nel nuovo anno con una diagnosi di Alzheimer?

Avere speranza...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Meccanismo neuroprotettivo alterato dai geni di rischio dell'Alzheimer

11.01.2022 | Ricerche

Il cervello ha un meccanismo naturale di protezione contro il morbo di Alzheimer (MA), e...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

IFITM3: la proteina all'origine della formazione di placche nell'Alz…

4.09.2020 | Ricerche

Il morbo di Alzheimer (MA) è una malattia neurodegenerativa caratterizzata dall'accumulo...

Farmaco per Alzheimer non cambia l'eliminazione dei rifiuti a breve termi…

24.11.2025 | Ricerche

Dopo il trattamento con il farmaco, le scansioni MRI non mostrano alcun cambiamento a breve termi...

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

[Domenic Praticò] Consigli pratici per diventare un super-anziano

1.12.2025 | Esperienze & Opinioni

Quando si parla di invecchiamento, sappiamo che esso non è un processo uniforme e uguale per tutt...

Immagini mai viste prima delle prime fasi dell'Alzheimer

14.03.2017 | Ricerche

I ricercatori dell'Università di Lund in Svezia, hanno utilizzato il sincrotrone MAX IV ...

Riprogrammare «cellule di supporto» in neuroni per riparare il cervello adulto…

21.11.2014 | Ricerche

La porzione del cervello adulto responsabile del pensiero complesso, la corteccia cerebrale, non ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.