Monitorare la progressione di Alzheimer e altre demenze nei cambiamenti metabolici e vascolari del cervello

Uno studio suggerisce, tra l'altro, che l’infiammazione ha un ruolo precoce nella progressione della malattia

Neurovascular and metabolic changes across the AD spectrumCambiamenti neurovascolari e metabolici nello spettro dell'Alzheimer (Fonte: Chie et al / Alz & Dem)

Ricercatori della Indiana University di Indianapolis (USA) hanno sviluppato uno strumento diagnostico altamente sensibile che prevede lo stadio di demenza di una persona sulla base dei cambiamenti neurovascolari e metabolici, e hanno pubblicato lo studio relativo su Alzheimer's & Dementia. Anni prima che una persona manifesti i primi sintomi di demenza o di morbo di Alzheimer (MA), secondo gli scienziati esiste uno squilibrio nel metabolismo energetico e nel flusso sanguigno nel cervello, in particolare nelle regioni collegate alla memoria, alla cognizione e all’apprendimento.


Il gruppo di ricerca dell’IU – guidato da Paul Territo PhD, professore di medicina, e Juan Antonio K. Chong Chie PhD, ricercatrice postdottorato – ha studiato come cambiano la perfusione cerebrale (il flusso di sangue al cervello) e il metabolismo del glucosio (come il corpo scompone e immagazzina il glucosio per produrre energia), in dozzine di regioni del cervello in più di 400 pazienti umani. Hanno scoperto che il metabolismo e la perfusione nel cervello possono diventare disregolati già 20 anni prima di una diagnosi clinica di demenza o dei cambiamenti del deterioramento cognitivo.


I ricercatori avevano in precedenza sviluppato questo nuovo metodo per analizzare le scansioni cerebrali della perfusione e del metabolismo di modelli animali sviluppati dal centro Model Organism Development and Evaluation for Late-Onset Alzheimer’s Disease (MODEL-AD). Hanno scoperto che il metabolismo e la perfusione sono alcuni dei primi processi biologici che diventano disregolati nella progressione del MA e della demenza, potenzialmente molto prima dell’accumulo di placche amiloidi e grovigli di tau, i due segni distintivi della malattia neurodegenerativa.


Nell'ultimo studio, il team ha analizzato il metabolismo cerebrale con scansioni PET, e il flusso sanguigno con scansioni MRI di 403 esseri umani dal database dell'Alzheimer's Disease Neuroimaging Initiative e ha monitorato i cambiamenti neurovascolari e metabolici nel corso della malattia. Hanno confermato questi risultati attraverso firme genetiche e test clinici cognitivi.


"I nostri dati indicano che l'infiammazione ha un ruolo importante nella fase iniziale, che porta a danni metabolici e vascolari", ha detto Territo. "Questo lavoro ha confermato che ciò che abbiamo ipotizzato nei topi si verifica anche negli esseri umani. Siamo in grado di vederlo dalle prime fasi del MA e delle demenze correlate, fino alla malattia avanzata.

“Questo approccio consente di valutare la progressione della malattia e può stratificare i pazienti e monitorare la risposta terapeutica. Se si analizzano le regioni del cervello che presentano disturbi neuro-metabolici e vascolari e poi si somministra un farmaco che mitiga tali disturbi, dovremmo vedere una regressione di tali processi insieme a meno segni infiammatori e a miglioramenti nella cognizione”.


Al gruppo di pazienti studiati dal team è stata clinicamente diagnosticata la demenza in tutto il suo spettro e condizioni di memoria che includono normalità cognitiva, deterioramento cognitivo lieve precoce, deterioramento cognitivo lieve, deterioramento cognitivo lieve tardivo e MA. Il laboratorio ha sviluppato un quadro per valutare la disregolazione neurometabolica e vascolare nel cervello dei pazienti, lo stesso approccio impiegato nei modelli animali.


Questo approccio divide il processo in quattro fasi diverse di cambiamenti di metabolismo e perfusione che si allineano strettamente con la progressione della malattia, ha affermato Territo. Questi vanno dalla diminuzione del metabolismo e l’aumento del flusso sanguigno nella fase iniziale alla diminuzione del metabolismo e del flusso sanguigno nella fase finale del MA.


"Ciò che osserviamo sia nei modelli animali che negli esseri umani è che, man mano che si progredisce attraverso l'intero spettro della malattia", ha detto Territo, "si cade in uno dei quattro diversi stati neuro-metabolici e vascolari, e questi stati e le loro traiettorie sono specifici per ciascuna regione".


Territo ha affermato che il team ha scoperto che tra le 59 regioni del cervello valutate nei pazienti, alcune erano più suscettibili e progredivano più rapidamente verso la malattia, mentre altre erano più resistenti e progredivano più lentamente. Le regioni associate alla memoria, all’apprendimento e alla cognizione, ha aggiunto, sono le prime ad essere colpite e quelle meno tolleranti alla disregolazione neuro-metabolica e vascolare.


Hanno anche scoperto che la progressione della malattia varia in base al sesso: le femmine progrediscono più velocemente nella malattia rispetto ai maschi. Inoltre, questi cambiamenti si allineavano con le firme genetiche – insiemi specifici di geni raccolti da campioni di sangue che classificano le malattie – e con i test clinici cognitivi dei pazienti, ha affermato Chong Chie, che ha anche verificato somiglianze con i loro studi su modelli animali.


I ricercatori studieranno poi il modo in cui le diverse regioni del cervello comunicano e si connettono dopo aver subito cambiamenti metabolici e vascolari. "La nostra analisi dice che il cervello subisce questi deficit, ma ciò che non dice è come è strutturato il cervello e come queste strutture cambiano con la malattia", ha detto Territo. "Il nostro obiettivo successivo sarà rispondere a queste domande, e questo ci permetterà anche di aiutare a stratificare la popolazione dei pazienti. È solo questione di guardarla in un modo che altri non hanno usato finora".

 

 

 


Fonte: Indiana University (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: JAK Chong Chie, [+5], PR Territo. Neurometabolic and vascular dysfunction as an early diagnostic for Alzheimer's disease and related dementias. Alz&Dem, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Mega-analisi rivela perché la memoria declina con l’età

28.01.2026 | Ricerche

Rischio genetico per l’Alzheimer e diffuso restringimento del cervello legati a una maggiore perd...

Gas xeno potrebbe proteggere dall'Alzheimer, almeno nei topi; previsti te…

30.01.2025 | Ricerche

Molti dei trattamenti perseguiti oggi per proteggere dal morbo di Alzheimer (MA) sono co...

Demenza: mantenere vive le amicizie quando i ricordi svaniscono

16.01.2018 | Esperienze & Opinioni

C'è una parola che si sente spesso quando si parla con le famiglie di persone con demenz...

Piccola area del cervello ci aiuta a formare ricordi specifici: nuove strade p…

6.08.2025 | Ricerche

La vita può dipanarsi come un flusso continuo, ma i nostri ricordi raccontano una storia...

L'Alzheimer è in realtà un disturbo del sonno? Cosa sappiamo del legame t…

28.02.2020 | Esperienze & Opinioni

Il morbo di Alzheimer (MA) è una forma di demenza che insorge quando c'è un accumulo di ...

36 abitudini quotidiane che riducono il rischio di Alzheimer

2.07.2018 | Esperienze & Opinioni

Sapevi che mangiare carne alla griglia potrebbe aumentare il rischio di demenza? O che s...

Orienteering: un modo per addestrare il cervello e contrastare il declino cogn…

27.01.2023 | Ricerche

Lo sport dell'orienteering (orientamento), che attinge dall'atletica, dalle capacità di ...

Il caregiving non fa male alla salute come si pensava, dice uno studio

11.04.2019 | Ricerche

Per decenni, gli studi nelle riviste di ricerca e la stampa popolare hanno riferito che ...

Come vivere in modo sicuro con la demenza a casa tua

12.11.2020 | Esperienze & Opinioni

C'è un malinteso comune che la persona con una diagnosi di demenza perde la sua indipend...

Effetti della carenza di colina sulla salute neurologica e dell'intero si…

23.01.2023 | Ricerche

Assorbire colina a sufficienza dall'alimentazione è cruciale per proteggere il corpo e il cervello d...

Nuovo farmaco previene le placche amiloidi, un segno specifico di Alzheimer

8.03.2021 | Ricerche

Le placche di amiloide sono caratteristiche patologiche del morbo di Alzheimer (MA): son...

5 tipi di ricerca, sottostudiati al momento, potrebbero darci trattamenti per …

27.04.2020 | Esperienze & Opinioni

Nessun ostacolo fondamentale ci impedisce di sviluppare un trattamento efficace per il m...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Questo approccio di medicina di precisione potrebbe aiutarti a ritardare la de…

5.12.2025 | Ricerche

Secondo un nuovo studio condotto alla Università della California di San Francisco, la c...

I dieci psicobiotici di cui hai bisogno per un cervello felice

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Psicobiotici? Cosa sono gli psicobiotici?? Bene, cosa penseresti se io dicessi che la tu...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)