Intuizioni sulla logistica dello smaltimento dei rifiuti cellulari possono aiutare nella demenza frontotemporale

I dettagli della rimozione dei componenti cellulari dannosi spiegano perché le mutazioni genetiche portano a malattie neurodegenerative.

Phosphorylation of Optineurin by TBK1La fosforilazione di Optineurina da parte di TBK1 induce la formazione di filamenti che si condensano dopo il legame con la poliubiquitina lineare (Fonte: Herrera et al /AdvSci)

Gli aggregati di proteine, gli organelli danneggiati e i batteri invasori vengono identificati e rimossi nelle cellule sane. Un gruppo di ricerca internazionale guidato dalla prof.ssa Konstanze F. Winklhofer dell'Istituto di biochimica e patobiochimica dell'Università della Ruhr di Bochum (Germania), ha decifrato un meccanismo critico alla base di questi processi, concentrandosi sulla proteina optineurina.


Malfunzionamenti di questa proteina possono portare a malattie neurodegenerative come la sclerosi laterale amiotrofica o la demenza frontotemporale. I ricercatori sperano che le loro intuizioni, pubblicate su Advanced Science, portino a nuovi approcci di trattamento in futuro.

 

Marcatura e rimozione di sostanze nocive

Tutte le cellule viventi devono monitorare costantemente i propri componenti ed eliminare quelli potenzialmente dannosi, come proteine mal ripiegate o microbi invasori, quando necessario. Questo processo è chiamato autofagia selettiva. Per garantire che vengano eliminati solo i componenti cellulari corretti, questi sono contrassegnati con catene di molecole di ubiquitina, che interagiscono con i recettori selettivi dell'autofagia che si legano anche ai meccanismi dell'autofagia.


“Una proteina fondamentale in questa logistica cellulare è l’optineurina”, spiega la Winklhofer, “che identifica specificamente le proteine ​​mal ripiegate, i mitocondri danneggiati e i batteri invasori, e segnala al sistema autofagico che questi fattori di disturbo devono essere rimossi”.


Finora non era chiaro come funzionasse nel dettaglio questo processo di identificazione e organizzazione.

 

Come si forma il collegamento con il macchinario di demolizione

Il gruppo di ricerca di Bochum ha dimostrato che, dopo essersi legata alle catene dell'ubiquitina, l'optineurina forma dei condensati che facilitano il collegamento efficiente al meccanismo dell'autofagia. I condensati sono spazi di reazione nelle cellule che si formano attraverso la separazione di fase. La formazione di condensati optineurina-ubiquitina richiede la fosforilazione dell'optineurina da parte della proteina TBK1 (tank-binding kinase 1), poiché l'optineurina fosforilata può legarsi meglio alle catene dell'ubiquitina.


Nei condensati si arricchisce anche la proteina LC3, che ha un ruolo importante nel processo di autofagia. Attraverso il legame dell'optineurina con la LC3, i componenti da scomporre vengono diretti precisamente verso le membrane, dove vengono impacchettati negli autofagosomi e possono quindi essere digeriti negli organelli lisosomiali.

 

Le proteine perdono la loro funzione attraverso le mutazioni

"È interessante che le mutazioni nei geni optineurina e TBK1 sono associate a forme familiari di malattie neurodegenerative", afferma la dott.ssa Georgina Herrera, prima autrice della pubblicazione. "Queste mutazioni patogene portano a una perdita di funzione nell'optineurina e nella TBK1. Gli aggregati proteici possono quindi accumularsi nelle cellule nervose".


“Lo studio attuale fornisce una visione meccanicistica di questi processi”, afferma la Winklhofer. “Una comprensione dettagliata della scomposizione e dell’eliminazione dei componenti cellulari dannosi potrebbe ispirare nuovi approcci terapeutici in futuro, in particolare per le malattie neurodegenerative”.

 

 

 


Fonte: Ruhr-University Bochum (> English) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: MG Herrera, [+9], KF Winklhofer. TBK1 Induces the Formation of Optineurin Filaments That Condensate with Polyubiquitin and LC3 for Cargo Sequestration. Adv Sci, 2025, DOI

Copyright: Tutti i diritti di testi o marchi inclusi nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer OdV di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Maggior parte dei casi di Alzheimer legati a varianti di un singolo gene

21.01.2026 | Ricerche

Secondo una nuova analisi condotta dai ricercatori di University College London (UCL), potenzialm...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

A 18 come a 80 anni, lo stile di vita è più importante dell'età per il ri…

22.07.2022 | Ricerche

Gli individui senza fattori di rischio per la demenza, come fumo, diabete o perdita dell...

Come dormiamo oggi può prevedere quando inizia l'Alzheimer

8.09.2020 | Ricerche

Cosa faresti se sapessi quanto tempo hai prima che insorga il morbo di Alzheimer (MA)? N...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Scoperta inaspettata: proteine infiammatorie possono rallentare il declino cog…

5.07.2021 | Ricerche

Finora la ricerca aveva collegato l'infiammazione al morbo di Alzheimer (MA), però scien...

Scoperto un fattore importante che contribuisce all'Alzheimer

22.08.2022 | Ricerche

Una ricerca guidata dai dott. Yuhai Zhao e Walter Lukiw della Luisiana State University ...

Proteine grumose induriscono i capillari del cervello: nuovo fattore di rischi…

11.09.2020 | Ricerche

I depositi di una proteina chiamata 'Medin', che è presente in quasi tutti gli anziani, ...

Sonno insufficiente associato ad aspettativa di vita ridotta

22.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che dormire almeno sette ore a notte migliora il modo in cui ti senti ...

La scoperta del punto di svolta nell'Alzheimer può migliorare i test di n…

20.05.2022 | Ricerche

 Intervista al neurologo William Seeley della Università della California di San Francisco

...

Nuovo sensore nel cervello offre risposte all'Alzheimer

12.03.2021 | Ricerche

Scienziati della Università della Virginia (UVA) hanno sviluppato uno strumento per moni...

Malato di Alzheimer: la casa di cura la paga lo Stato?

25.05.2023 | Normativa

Chi si fa carico delle spese per un malato di Alzheimer ricoverato in una casa di riposo? Scopriamo ...

Età degli organi biologici prevede il rischio di malattia con decenni di antic…

11.03.2025 | Ricerche

I nostri organi invecchiano a ritmi diversi e un esame del sangue che determina quanto ciascuno è...

Il litio potrebbe spiegare, e trattare, l'Alzheimer?

19.08.2025 | Ricerche

Qual è la prima scintilla che innesca la marcia ruba-memoria del morbo di Alzheimer (MA)...

Molecola 'anticongelante' può impedire all'amiloide di formare …

27.06.2018 | Ricerche

La chiave per migliorare i trattamenti per le lesioni e le malattie cerebrali può essere nelle mo...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

We use cookies on our website. Some of them are essential for the operation of the site, while others help us to improve this site and the user experience (tracking cookies). You can decide for yourself whether you want to allow cookies or not. Please note that if you reject them, you may not be able to use all the functionalities of the site.