E' la risposta immunitaria a causare danni, lesioni e disturbi cerebrali?

E' il sistema immunitario proprio del corpo ad avere un ruolo nel deterioramento della memoria e nelle disfunzioni cognitive associate a condizioni croniche come l'epilessia, la demenza di Alzheimer e le commozionei cerebrali?


Ricercatori della Cleveland Clinic credono di sì, sulla base di uno studio pubblicato online su PLoS One, che si concentra sul ruolo della proteina S100B, un biomarcatore di danni cerebrali. Di norma la S100B si trova solo nel cervello e nella colonna vertebrale e tuttavia, dopo una lesione cerebrale, può fuoriuscire nel sangue attraverso la barriera emato-encefalica. Una volta che la S100B entra nel flusso sanguigno, è identificata come un intruso dal sistema immunitario, che rilascia anticorpi per attaccarla.


"I nostri risultati mostrano un ruolo inaspettato della S100B nel regolare una risposta neuro-immunitaria, che collega la funzione del cervello al sistema immunitario", ha affermato Damir Janigro, PhD, autore senior e ricercatore di medicina molecolare al Lerner Research Institute della Cleveland Clinic. "La diffusione delle S100B era prominente nelle cellule note per essere coinvolte nella regolazione della risposta immunitaria. Aumenti ripetuti di S100B (sia a causa di attacchi epilettici, dell'Alzheimer, o di colpi ripetuti alla testa nelle manifestazioni sportive) possono così potenziare una risposta autoimmune contro il cervello, che può provocare, lentamente ma inesorabilmente, malattie neurologiche croniche".


Questi risultati segnalano per la prima volta un legame tra una proteina di derivazione cerebrale e una risposta immunitaria nel contesto della normale funzione immunologica. "Prima di questa ricerca, gli auto-anticorpi S100B erano stati descritti in varie malattie, soprattutto nella demenza di Alzheimer e nell'epilessia cronica. Più di recente, ripetuti episodi sub-commozionali di calciatori comportavano un aumento post-partita di S100B, seguito da una risposta autoimmune contro la proteina", ha detto Janigro. "Sembra pertanto che l'autoimmunità contro le proteine ​​del cervello sia uno dei passi iniziali nella progressione verso il declino cognitivo post-traumatico".


Lo studio ha verificato l'ipotesi che la presenza di S100B nel tessuto extracraniale sia dovuta alla produzione di cellule presentanti l'antigene nel sangue, che possono indurre la produzione di autoanticorpi contro la S100B. Per verificare questa ipotesi, i ricercatori hanno usato modelli animali di epilessia, reclutato pazienti sottoposti a ripetute rotture della barriera emato-encefalica, e hanno raccolto campioni di sangue da pazienti epilettici.


Se ulteriori studi confermeranno i risultati dello studio, i trattamenti per le lesioni cerebrali potranno includere la terapia anti-infiammatoria o immunomodulatoria per diminuire la risposta autoimmune, come è stato fatto nel trattamento della sclerosi multipla e della miastenia gravis.

 

**********
Janigro detiene due brevetti degli Stati Uniti sull'uso di S100B come marcatore di perturbazione della barriera emato-encefalica. In aggiunta al suo lavoro alla Cleveland Clinic, è occupato anche alla Flocel, una società appena nata dalla Cleveland Clinic che produce modelli di laboratorio per verificare la permeabilità della barriera emato-encefalica. Questo lavoro è stato sostenuto dal National Institutes of Health, dalla American Heart Association e dalla Brain Behavior Research Foundation.

 

 

 

 

 


FonteCleveland Clinic  (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti:  Erin Bargerstock, Vikram Puvenna, Philip Iffland, Tatiana Falcone, Mohammad Hossain, Stephen Vetter, Shumei Man, Leah Dickstein, Nicola Marchi, Chaitali Ghosh, Juliana Carvalho-Tavares, Damir Janigro. Is Peripheral Immunity Regulated by Blood-Brain Barrier Permeability Changes?PLoS ONE, 2014; 9 (7): e101477 DOI: 10.1371/journal.pone.0101477

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.

Sostieni l'Associazione; una donazione, anche minima, ci aiuterà ad assistere malati e famiglie e continuare ad informarti. Clicca qui a destra:

 


 

 

Notizie da non perdere

Dare un senso alla relazione obesità-demenza

2.08.2022 | Esperienze & Opinioni

Questo articolo farà capire al lettore perché l'obesità a volte può aumentare il rischio...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

I tuoi ricordi sono governati da timer nascosti nel tuo cervello

10.12.2025 | Ricerche

Uno dei compiti più essenziali del cervello è decidere quali esperienze immagazzinare co...

Sempre più giovani con Alzheimer e demenza: colpa delle tossine ambientali, me…

6.05.2020 | Denuncia & advocacy

È abbastanza straziante quando le persone anziane sviluppano condizioni di perdita di me...

Laser a infrarossi distrugge le placche di amiloide nell'Alzheimer

7.08.2020 | Ricerche

L'aggregazione di proteine ​​in strutture chiamate 'placche amiloidi' è una caratteristi...

L'Alzheimer inizia all'interno delle cellule nervose?

25.08.2021 | Ricerche

Uno studio sperimentale eseguito alla Lund University in Svezia ha rivelato che la prote...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

I ricordi perduti potrebbero essere ripristinati: speranza per l'Alzheime…

21.12.2014 | Ricerche

Una nuova ricerca effettuata alla University of California di ...

Un nuovo modello per l'Alzheimer: fenotipi di minaccia, stati di difesa e…

23.04.2021 | Esperienze & Opinioni

Che dire se avessimo concettualizzato erroneamente, o almeno in modo incompleto, il morb...

Il cammino può invertire l'invecchiamento del cervello?

2.09.2021 | Esperienze & Opinioni

Il cervello è costituito principalmente da due tipi di sostanze: materia grigia e bianca...

Ricercatori delineano un nuovo approccio per trattare le malattie degenerative

8.05.2024 | Ricerche

Le proteine sono i cavalli da soma della vita. Gli organismi li usano come elementi costitutivi, ...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Come un meccanismo di difesa antivirale può portare all'Alzheimer

30.12.2025 | Ricerche

Ricercatori hanno scoperto che la tau iperfosforilata, il componente principale dei grovigli pato...

Perché le cadute sono così comuni nell'Alzheimer e nelle altre demenze?

4.09.2020 | Esperienze & Opinioni

Le cadute hanno cause mediche o ambientali

Una volta che si considerano tutte le divers...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Nuove case di cura: 'dall'assistenza fisica, al benessere emotivo�…

5.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Helen Gosling, responsabile delle operazioni della Kingsley Healthcare, con sede a Suffo...

Perché è importante la diagnosi precoce di demenza?

31.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Vedere problemi di memoria nel tuo caro anziano può essere davvero spaventoso. Magari no...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)