Farmaci antiepilettici legati all'accumulo di degenze per le persone con Alzheimer

Le persone con Alzheimer che hanno usato farmaci antiepilettici hanno avuto un numero maggiore di giorni accumulati in ospedale rispetto alle persone con la stessa malattia che non hanno usato antiepilettici, secondo un nuovo studio svolto all'Università della Finlandia orientale.


I risultati, pubblicati sulla rivista Journal of American Medical Directors Association, dicono che, in un periodo di due anni, le persone che hanno iniziato ad assumere farmaci antiepilettici hanno accumulato circa otto giorni di ospedale, per persona, all'anno.


Fino all'1% della popolazione ha bisogno di usare farmaci antiepilettici a lungo termine, per controllare la propria epilessia. Altre indicazioni per i farmaci antiepilettici includono il dolore neuropatico, così come i sintomi comportamentali e psicologici della demenza nelle persone con Alzheimer.


Pertanto, lo studio è stato limitato a persone senza diagnosi di epilessia. Nonostante ciò, le differenze nel numero accumulato di giorni di degenza tra utilizzatori e non utilizzatori di antiepilettici erano più evidenti per le patologie muscoloscheletriche, respiratorie e neurologiche (escluso l'Alzheimer) e per i disturbi mentali e comportamentali (esclusa la demenza). Però la demenza era la diagnosi più comune nei ricoveri.


Per rappresentare la sicurezza complessiva dei farmaci sono stati suggeriti ricoveri per tutte le cause, e quindi i risultati possono parzialmente riflettere gli effetti avversi. Tuttavia, gli esiti probabilmente rispecchiano anche il trattamento del dolore neuropatico o dei sintomi comportamentali e psicologici della demenza.


A causa dei problemi di comunicazione di questa popolazione, la diagnosi di dolore neuropatico è estremamente impegnativa e il rischio di diagnosi errate è alto. Poiché il dolore non trattato può manifestarsi come sintomi comportamentali e psicologici, come l'aggressività, la sua identificazione e il trattamento sono importanti.


I risultati evidenziano l'importanza di futuri studi sul rapporto rischio-beneficio dei farmaci antiepilettici negli anziani e soprattutto in quelli con Alzheimer.

 

 

 


Fonte: University of Eastern Finland (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Riferimenti: Lavikainen P, Taipale H, Tanskanen A; Koponen M, Tiihonen J, Hartikainen S, Tolppanen AM. Antiepileptic drugs and accumulation of hospital days among persons with Alzheimer’s disease. Journal of the American Medical Directors Association. 7 Jan 2019, DOI: 10.1016/j.jamda.2018.11.012

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non rappresenta necessariamente l'opinione dell'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X ma solo quella dell'autore citato come "Fonte". I siti terzi raggiungibili da eventuali collegamenti contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Acetil-L-carnitina può aiutare la memoria, anche insieme a Vinpocetina e Huper…

27.03.2020 | Esperienze & Opinioni

Demenza grave, neuropatie (nervi dolorosi), disturbi dell'umore, deficit di attenzione e...

Nuova terapia che distrugge i grovigli di tau si dimostra promettente

30.09.2024 | Ricerche

Degli scienziati hanno sviluppato potenziali terapie che rimuovono selettivamente le proteine ​​t...

Ricetta per una vita felice: ingredienti ordinari possono creare lo straordina…

9.09.2019 | Esperienze & Opinioni

Se potessi porre ad ogni essere umano sulla Terra una domanda - qual è la ricetta per un...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

4 Benefici segreti di un minuto di esercizio al giorno

29.12.2020 | Esperienze & Opinioni

Conosci tutti gli effetti positivi dell'esercizio fisico sul tuo corpo e sulla tua mente...

Smetti di chiederti se sei un bravo caregiver

3.07.2020 | Esperienze & Opinioni

Amare e prendersi cura di qualcuno con demenza può essere difficile. Forse, è una delle ...

Il girovita può predire il rischio di demenza?

6.11.2019 | Ricerche

Il primo studio di coorte su larga scala di questo tipo ha esaminato il legame tra il girovita in...

Invertita per la prima volta la perdita di memoria associata all'Alzheime…

1.10.2014 | Ricerche

La paziente uno aveva avuto due anni di perdita progressiva di memoria...

Preoccupazione, gelosia e malumore alzano rischio di Alzheimer per le donne

6.10.2014 | Ricerche

Le donne che sono ansiose, gelose o di cattivo umore e angustiate in me...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Fruttosio prodotto nel cervello può essere un meccanismo che guida l'Alzh…

29.09.2020 | Ricerche

Una nuova ricerca rilasciata dalla University of Colorado propone che il morbo di Alzhei...

Colpi in testa rompono i 'camion della spazzatura' del cervello acce…

5.12.2014 | Ricerche

Un nuovo studio uscito ieri sul Journal of Neuroscience dimostra che un...

Falsi miti: perché le persone sono così pessimiste sulla vecchiaia?

4.06.2020 | Esperienze & Opinioni

Non smettiamo di giocare perché invecchiamo, ma invecchiamo perché smettiamo di giocare ...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Il ciclo dell'urea astrocitica nel cervello controlla la lesione della me…

30.06.2022 | Ricerche

Nuove scoperte rivelano che il ciclo dell'urea negli astrociti lega l'accumulo di amiloide-beta e la...

Marito riferisce un miglioramento 'miracoloso' della moglie con Alzh…

28.09.2018 | Annunci & info

Una donna di Waikato (Nuova Zelanda) potrebbe essere la prima persona al mondo a miglior...

Curare l'Alzheimer: singolo proiettile magico o sparo di doppietta?

20.03.2025 | Esperienze & Opinioni

Perché i ricercatori stanno ancora annaspando nella ricerca di una cura per quella che è...

Capire l'origine dell'Alzheimer, cercare una cura

30.05.2018 | Ricerche

Dopo un decennio di lavoro, un team guidato dal dott. Gilbert Bernier, ricercatore di Hô...

'Evitare l'Alzheimer potrebbe essere più facile di quanto pensi'…

16.11.2018 | Esperienze & Opinioni

Hai l'insulino-resistenza? Se non lo sai, non sei sola/o. Questa è forse la domanda più ...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)