Questi oli essenziali combattono la demenza ... ma vincono?

Questi oli essenziali combattono la demenza ... ma vincono?E' inutile ribadire che la salute del cervello è assolutamente importante per il nostro benessere generale. Come centro di controllo del corpo, il cervello governa la funzione di ogni altro sistema, e se il nostro cervello inizia a fare cilecca, tutti i sistemi vanno male.


Il caso peggiore di disastro cognitivo è la demenza, la cui forma più comune è la temuta malattia di Alzheimer. I Centri Controllo e Prevenzione Malattie (CDC) stimano che una persona over-65 su nove negli Stati Uniti anni soffra di Alzheimer. E' la sesta causa di morte nella nostra nazione, e, purtroppo, è in aumento.


L'Alzheimer è una condizione degenerativa caratterizzata da un calo del numero di cellule nervose nella corteccia cerebrale, il "centro di controllo" del cervello. Per esempio alcune delle funzioni di questa area del cervello sono le abilità di ragionamento, la memoria e il linguaggio.


Col progredire della malattia, le persone spesso perdono i ricordi, e talvolta non riescono nemmeno a riconoscere più i loro cari, un dolore indicibile. Al momento non ci sono farmaci in grado di attenuare i sintomi o la progressione dell'Alzheimer, o di qualsiasi altro tipo di demenza. Anche se alcuni rimedi naturali (es.: olio di cocco, cannabis) hanno dimostrato di essere promettenti, la prevenzione è ancora il fattore chiave per evitare l'insorgenza dei sintomi della demenza.


Pur non essendoci alcuna strategia di prevenzione garantita per evitare la demenza, si può dare al cervello una possibilità di combatterla con uno stile di vita più sano possibile. E' essenziale una dieta nutriente fatta di cibi integrali, ricca di frutta, verdura, grassi e proteine ​​sane, e acidi grassi omega-3, così come l'esercizio fisico e buone notti di sonno su base regolare.


Oltre ad uno stile di vita sano, si potrebbero considerare gli oli essenziali descritti di seguito, tutti collegati al benessere cognitivo. Non solo possono prevenire la demenza; questi oli possono aiutare a migliorare la memoria, l'umore e l'attenzione in generale!

 

  • Oli essenziali di salvia
    La salvia, una pianta fragrante antica, usata di solito nelle ricette mediterranee, è stata descritta nella Farmacopea degli Stati Uniti tra gli anni 1840 e il 1900, ed è conosciuta da lungo tempo per i suoi effetti benefici sia sul corpo che sulla mente. Una delle sue caratteristiche principali, celebri da generazioni, è il legame con il miglioramento della memoria e col rafforzamento della funzione del sistema nervoso.

    In uno studio del 2010 pubblicato sulla rivista Human Psychopharmacology, gli effetti della salvia (Salvia officinalis), così come della sua parente, la Salvia lavandulifolia, sono stati testati per i loro effetti sulla memoria. Nello studio, 135 volontari sani hanno inalato gli aromi di entrambi i tipi di salvia o nessun aroma per il gruppo di controllo. I volontari hanno poi subito test cognitivi e dell'umore.

    Per i risultati, gli autori dello studio hanno scritto: "L'analisi dei dati ha rivelato che il gruppo di aroma Salvia officinalis ha ottenuto risultati significativamente superiori rispetto al gruppo di controllo, sui fattori primari di esito della qualità della memoria e della memoria secondaria, dalla batteria di test. La misura 'Alert Mood' ha evidenziato differenze significative tra i due aromi e la condizione di controllo".

    Gli autori di uno studio precedente, effettuato nel 2005 e pubblicato sulla rivista Physiology and Behavior, hanno scritto: "I membri della famiglia Salvia, come la Salvia officinalis e la Salvia lavandulifolia, hanno una lunga storia di uso come agenti di miglioramento della memoria, accoppiati con proprietà colinergiche che potenzialmente possono essere rilevanti per il miglioramento dei deficit cognitivi associati all'Alzheimer".

    Per verificare questi effetti potenziali, i ricercatori hanno dato a 24 partecipanti una dose di 25 o di 50 microlitri di olio essenziale di salvia lavandulifolia, o un placebo. I partecipanti si sono sottoposti a test per misurare le loro capacità cognitive, e il loro stato d'animo.

    Gli autori dello studio hanno riassunto così i risultati: "I risultati dimostrano che la somministrazione di Salvia lavandulaefolia determina un consistente miglioramento sia per la dose da 25 che per quella da 50 microlitri sul fattore 'Velocità di memoria'. C'è stato anche un miglioramento del fattore 'memoria secondaria' per la dose di 25 microl. Anche l'umore ha avuto costanti miglioramenti, con aumenti in 'vigilanza', 'pacatezza' e 'contentezza' auto-valutati dopo la dose di 50 microlitri, e ha alzato la 'calma' con la dose da 25 microl.
    Questi risultati rappresentano un'ulteriore prova che la salvia è in grado di modulare in modo acuto l'umore e la cognizione nei giovani adulti sani. I dati suggeriscono anche che i precedenti rapporti sui miglioramenti della memoria provocati dalla salvia possono essere dovuti ad un recupero più efficace del materiale obiettivo"
    .


  • Olio essenziale di menta piperita
    La menta (Mentha piperita) è un altro olio essenziale con una vasta gamma di proprietà curative. E' meravigliosa non solo per migliorare la digestione, per rinfrescare l'alito, e rilassare i muscoli tesi, può anche aiutare a migliorare la memoria.

    Uno studio del 2008, pubblicato sul Journal of Neuroscience, ha testato gli effetti degli oli essenziali sia della menta piperita che dello ylang ylang sulla cognizione e sull'umore. Lo studio ha coinvolto 144 volontari, che hanno avuto olio essenziale all'aroma di menta piperita, o di ylang ylang, o nessun aroma nel gruppo di controllo.

    Per quanto riguarda i risultati dello studio, gli autori hanno notato: "La menta si è rivelata in grado di migliorare la memoria, mentre lo ylang-ylang l'ha compromessa, e ha allungato la velocità di elaborazione. In termini di umore personale, la menta piperita ha aumentato la vigilanza e lo ylang-ylang l'ha diminuita, ma ha aumentato in modo significativo la calma".

    Questi risultati non devono mettere in cattiva luce l'olio essenziale di ylang ylang: questo olio è meraviglioso per promuovere il rilassamento e alleviare lo stress, tra gli altri benefici. Tuttavia essi sottolineano la capacità della menta piperita di migliorare la memoria e aumentare la chiarezza mentale, due aspetti molto importanti della salute cognitiva.


  • Olio essenziale di lavanda
    L'olio essenziale di lavanda (Lavandula angustifolia) è uno dei profumi più noti in giro per le sue miti proprietà sedative. E' il più delicato degli oli essenziali, ed è ottimo per alleviare lo stress. Si è rivelato anche in grado di aumentare i livelli di umore e di prontezza.

    I ricercatori che hanno eseguito uno studio nel 2002, pubblicato sulla rivista Phyitotherapy Research, hanno esaminato le molte proprietà della lavanda, compresa la ricerca precedente sui suoi effetti neurologici. Per riassumere alcune di queste ricerche, gli autori dello studio hanno scritto:

    "Diversi autori hanno anche rilevato un'associazione tra il profumo di lavanda e gli stati emotivi positivi ... Diego et al. (1998) hanno trovato che gli individui che ricevono profumo di olio di lavanda (10%) per 3 minuti erano significativamente più rilassati, avevano un minore punteggio di ansia, migliori stati d'animo e hanno mostrato una maggiore potenza alfa nell'EEG (indicazione di maggiore sonnolenza)".

    Aggiungendo che: "Uno studio in Australia ha scoperto che quando i pazienti in una struttura diurna di assistenza alla demenza hanno ricevuto un massaggio manuale di 10/15 minuti con una miscela di tre oli, tra cui la lavanda, avevano un significativo miglioramento in tutte le aree misurate. Tra queste, i sentimenti di benessere, maggiore vigilanza, diminuzione dell'aggressività e dell'ansia e migliori modelli di sonno (Kilstoff e Chenoweth, 1998)".

    Sia il sollievo dallo stress che una maggiore vigilanza sono fondamentali per la salute cognitiva. Una ragione di ciò è che lo stress - soprattutto quello cronico - può portare a infiammazione in tutto il corpo, che apre la strada a molte malattie croniche, tra cui quelle che colpiscono il cervello.

 

Se si desidera sfruttare la potenza degli oli essenziali, il primo passo è parlare con un professionista della salute naturale di fiducia. Anche se questi oli sono naturali, sono altamente concentrati e molto potenti, e dovrebbero essere usati con giudizio. La natura non è uno scherzo.


Chiedere al professionista sanitario di ciascuno di questi oli, e degli obiettivi riguardo al loro uso, in modo da poter lavorare insieme per sviluppare un piano che è giusto per le esigenze individuali di salute. Un professionista esperto della salute naturale può aiutare a determinare la quantità da usare e con quale frequenza, nel modo più sicuro ed efficace possibile.


E' anche importante scegliere un olio essenziale di alta qualità, di tipo terapeutico. Ci sono molti impostori là fuori, quindi bisogna essere sicuri di cercare e acquistare da una società responsabile con una buona reputazione, e con molti clienti soddisfatti.


Un ottimo modo per usare gli oli essenziali è nelle applicazioni di aromaterapia. Si potrebbero mettere alcune gocce in un diffusore, e far sì che l'aroma si diffonda in qualsiasi stanza della casa, come la camera da letto o uno spazio di meditazione.


Alcuni oli essenziali possono essere applicati su punti di pressione, mescolati con un olio di base (come l'olio di cocco biologico) e usati durante il massaggio, o addirittura presi internamente; ma bisogna essere sicuri di chiarire questi usi con un professionista sanitario, e nel caso di assunzione interna, assicurarsi che l'olio non solo sia terapeutico di prima scelta, ma pure alimentare.


Anche se gli oli essenziali da soli non garantiscono il benessere cognitivo, accoppiati con uno stile di vita complessivamente sano, possono sicuramente dare un impulso!

 

 

 


Fonte: Tanya Rakhmilevich in The Alternative Daily (> English text) - Traduzione di Franco Pellizzari.

Copyright: Tutti i diritti di eventuali testi o marchi citati nell'articolo sono riservati ai rispettivi proprietari.

Liberatoria: Questo articolo non propone terapie o diete; per qualsiasi modifica della propria cura o regime alimentare si consiglia di rivolgersi a un medico o dietologo. Il contenuto non dipende da, nè impegna l'Associazione Alzheimer onlus di Riese Pio X. I siti terzi raggiungibili da eventuali links contenuti nell'articolo e/o dagli annunci pubblicitari sono completamente estranei all'Associazione, il loro accesso e uso è a discrezione dell'utente. Liberatoria completa qui.

Nota: L'articolo potrebbe riferire risultati di ricerche mediche, psicologiche, scientifiche o sportive che riflettono lo stato delle conoscenze raggiunte fino alla data della loro pubblicazione.


 

Notizie da non perdere

Dott. Perlmutter: Sì, l'Alzheimer può essere invertito!

6.12.2018 | Ricerche

Sono spesso citato affermare che non esiste un approccio farmaceutico che abbia un'effic...

Convalidare il sentimento aiuta meglio di criticare o sminuire

30.03.2020 | Ricerche

Sostenere i tuoi amici e la famiglia può aiutarli a superare questi tempi di incertezza...

Perché la tua visione può prevedere la demenza 12 anni prima della diagnosi

24.04.2024 | Ricerche

 

Gli occhi possono rivelare molto sulla salute del nostro cervello: in effetti, i p...

10 Consigli dei neurologi per ridurre il tuo rischio di demenza

28.02.2023 | Esperienze & Opinioni

La demenza colpisce milioni di persone in tutto il mondo, quasi un over-65 su 10. Nonost...

Microglia: ‘cellule immunitarie’ che proteggono il cervello dalle malattie, ma…

28.05.2020 | Esperienze & Opinioni

Sappiamo che il sistema immunitario del corpo è importante per tenere tutto sotto controllo e per...

Sciogliere il Nodo Gordiano: nuove speranze nella lotta alle neurodegenerazion…

28.03.2019 | Ricerche

Con un grande passo avanti verso la ricerca di un trattamento efficace per le malattie n...

Perché il diabete tipo 2 è un rischio importante per lo sviluppo dell'Alz…

24.03.2022 | Ricerche

Uno studio dell'Università di Osaka suggerisce un possibile meccanismo che collega il diabete all'Al...

Ecco perché alcune persone con marcatori cerebrali di Alzheimer non hanno deme…

17.08.2018 | Ricerche

Un nuovo studio condotto all'Università del Texas di Galveston ha scoperto perché alcune...

Variante della proteina che causa l'Alzheimer protegge dalla malattia

15.02.2021 | Ricerche

Le scoperte di un nuovo studio sul morbo di Alzheimer (MA), guidato da ricercatori dell...

Alzheimer, Parkinson e Huntington condividono una caratteristica cruciale

26.05.2017 | Ricerche

Uno studio eseguito alla Loyola University di Chicago ha scoperto che delle proteine ​​a...

Nessuna cura per l'Alzheimer nel corso della mia vita

26.04.2019 | Esperienze & Opinioni

La Biogen ha annunciato di recente che sta abbandonando l'aducanumab, il suo farmaco in ...

Un singolo trattamento genera nuovi neuroni, elimina neurodegenerazione nei to…

1.07.2020 | Ricerche

Xiang-Dong Fu PhD, non è mai stato così entusiasta di qualcosa in tutta la sua carriera...

Come una collana di perle: la vera forma e funzionamento dell'assone dei …

30.12.2024 | Ricerche

Con un nuovo studio provocatorio, degli scienziati sfidano un principio fondamentale nel...

Trovato legame tra amiloide-beta e tau: è ora possibile una cura per l'Al…

27.04.2015 | Ricerche

Dei ricercatori hanno assodato come sono collegate delle proteine che hanno un ruolo chiave nell...

Dosi basse di radiazioni possono migliorare la qualità di vita nell'Alzhe…

6.05.2021 | Ricerche

Individui con morbo di Alzheimer (MA) grave hanno mostrato notevoli miglioramenti nel co...

Accumulo di proteine sulle gocce di grasso implicato nell'Alzheimer ad es…

21.02.2024 | Ricerche

In uno studio durato 5 anni, Sarah Cohen PhD, biologa cellulare della UNC e Ian Windham della Rockef...

Il ruolo sorprendente delle cellule immunitarie del cervello

21.12.2020 | Ricerche

Una parte importante del sistema immunitario del cervello, le cellule chiamate microglia...

Nuova teoria sulla formazione dei ricordi nel cervello

9.03.2021 | Ricerche

Una ricerca eseguita all'Università del Kent ha portato allo sviluppo della teoria MeshC...

Cerca il tuo sonno ideale: troppo e troppo poco legati al declino cognitivo

28.10.2021 | Ricerche

Come tante altre cose buone della vita, il sonno fa meglio se è moderato. Uno studio plu...

Perché dimentichiamo? Nuova teoria propone che 'dimenticare' è in re…

17.01.2022 | Ricerche

Mentre viviamo creiamo innumerevoli ricordi, ma molti di questi li dimentichiamo. Come m...

Logo AARAssociazione Alzheimer OdV
Via Schiavonesca 13
31039 Riese Pio X° (TV)

We use cookies

Utilizziamo i cookie sul nostro sito Web. Alcuni di essi sono essenziali per il funzionamento del sito, mentre altri ci aiutano a migliorare questo sito e l'esperienza dell'utente (cookie di tracciamento). Puoi decidere tu stesso se consentire o meno i cookie. Ti preghiamo di notare che se li rifiuti, potresti non essere in grado di utilizzare tutte le funzionalità del sito.